Il Monastero Staro-Golutvin: una deliziosa fantasia architettonica non lontana da Mosca

Turismo
WILLIAM BRUMFIELD
Sorge nella città di Kolomna, e l’ardita forma delle torri delle sue mura affascina i visitatori e fa discutere gli esperti sull’epoca della loro edificazione

All’inizio del XX secolo, il chimico e fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere vivide e dettagliate fotografie a colori (si veda il paragrafo in basso). 

La sua visione della fotografia come forma di educazione e di comprensione dell’esistente si è espressa con particolare chiarezza attraverso gli scatti ai monumenti architettonici di vari siti storici nel cuore geografico della Russia. 

Tra i siti visitati da Prokudin-Gorskij nel 1912 c’era la città di Kolomna, situata circa 115 chilometri a sud di Mosca. Il mio lavoro fotografico nella regione di Kolomna (che oggi è una città di 143 mila abitanti) si è sviluppato in un periodo di oltre due decenni, a partire dal 1992.

Kolomna è uno dei più interessanti centri provinciali della Russia. I monasteri, che conferiscono alla città la sua tipica silhouette, sono stati restaurati, e le sue numerose case mercantili degli inizi del XIX secolo le donano un fascino neoclassico. 

Una cittadella strategica 

La prima menzione di Kolomna nelle cronache medievali fa riferimento a uno scontro armato, nel 1177, tra il Gran Principe di Vladimir Vsevolod dal grande nido, e il suo rivale, il principe Gleb di Rjazan. All’interno del vasto spazio della Rus’ medievale, tali lotte tra principati erano frequenti nel XII e all’inizio del XIII secolo. 

Questi conflitti regionali furono tuttavia sminuiti dalla ben più devastante invasione mongola del 1237-41. Sopraffatta dall’ondata iniziale di attacchi, Kolomna fu devastata nel 1237, sebbene opponesse una feroce resistenza. Kulkan, il figlio più giovane di Gengis Khan, venne ucciso proprio durante la battaglia per Kolomna. 

Dall’inizio del XIV secolo, i principi di Mosca potenziarono Kolomna in quanto cittadella strategica a guardia del suo confine meridionale. Situata non lontano dal punto in cui il fiume Moscova sfocia nell’Okà (il principale affluente occidentale del Volga), Kolomna era attraversata dalle rotte commerciali per la gran parte delle città della Russia centrale. Questo movimento di merci attraverso la città creò le basi per una cultura mercantile duratura. 

Nonostante la sua crescente prosperità, nel XIV secolo Kolomna sperimentò un sacco di catastrofi, tra cui un’epidemia di peste nel 1363 e il saccheggio dell’esercito tataro del Khan Toktamish nell’agosto del 1382. Eppure Kolomna dimostrò la sua capacità di ripresa, già la prima volta, con la costruzione nel 1379 della sua prima grande chiesa, dedicata alla Dormizione della Vergine. Fu all’ombra di questa chiesa, allora completamente ricostruita, che il gran principe di Mosca Demetrio di Russia (Dmitri Donskoj) si ritirò in preghiera in preparazione della grande battaglia (poi vinta) contro il tataro khan Mamaj a Kulikovo, nel settembre del 1380. 

Monasteri fuori dai sentieri battuti 

Curiosamente, non ci sono prove che Prokudin-Gorskij abbia fotografato la stessa Kolomna. Invece, procedette verso la periferia meridionale della città, vicino alla linea ferroviaria principale in direzione di Rjazan. 

Lì, nel villaggio di Golutvin, scattò diverse immagini del monastero dell’Epifania-Golutvin (noto dopo il 1800 come Monastero Staro-Golutvin; “Antico Golutvin”). Al momento della sua visita estiva, il monastero era pittorescamente immerso nel bel mezzo di un grande campo di patate in fiore. Le sue fotografie dimostrano il fascino di questo insolito insieme architettonico.

Il monastero di Golutvin fu fondato dal principe Demetrio di Russia (Dmitri Donskoj) nel 1384 circa. Alla fine del XIV secolo, a quanto pare, il complesso possedeva già una piccola chiesa in muratura. 

La struttura più antica del monastero sopravvissuta fino a oggi è la cattedrale dell’Epifania, le cui mura risalgono al 1700-1701, e che ha subito importanti modifiche nel XVIII secolo. Ascetica nel design, la cattedrale ha una piccola cupola e dettagli decorativi sparsi sulle facciate. Le sue grandi finestre, tuttavia, inondano l’interno con una luce atipica per le chiese russe. 

Nel 1800, lo status formale del vecchio monastero di Golutvin fu diminuito, e fu posto sotto l’amministrazione del Monastero della Natività della Vergine di Bobrenev, che sorge alla periferia settentrionale di Kolomna. Lo stesso nome di Golutvin fu poi preso dal Convento della Trinità nel centro di Kolomna, battezzato “Novo-Golutvin”. 

Nondimeno, il Monastero di Golutvin originale continuò a essere attivo e persino a espandersi. Ad esempio, nel 1828-33 la Chiesa refettorio di San Sergio di Radonezh fu  pesantemente ricostruita. Le chiese refettorio, che avevano una sala da pranzo annessa (da cui il nome), erano una parte distintiva ed essenziale della vita monastica russa. Questa in particolare è citata in fonti scritte del XVI secolo e probabilmente esisteva già, in legno, all’inizio del XV secolo.

Dalle sue facciate e frontoni fino alla cupola, le proporzioni della chiesa di San Sergio la qualificano come uno dei migliori esempi di tardo neoclassico a Kolomna. Sebbene l’interno sia stato spogliato durante il periodo sovietico, la chiesa è stata restaurata e vi si tengono di nuovo le funzioni religiose.

Sono state restaurate anche due ali del chiostro, ricostruite all’inizio del XIX secolo come parte delle mura settentrionali del monastero. Un edificio separato per la residenza dell’abate, situato nell’angolo nord-ovest della chiesa del refettorio, fu completato in due fasi tra il 1811 e il 1818. 

Le mura e le fantastiche torri 

La caratteristica che identifica di più il Monastero Staro-Golutvin sono le sue torri delle mura. Come per compensare il disegno minimalista del monastero, le torri mostrano una trama di giocosi motivi architettonici. 

Costruite in mattoni rossi con dettagli in pietra calcarea, riflettono i capricci architettonici del famoso costruttore moscovita Matvej Kazakov, che conosceva bene Kolomna, fece una serie di disegni della città e fu coinvolto nella sua ricostruzione dopo l’incendio del 1777.

Kazakov aderiva al neoclassicismo, ma, come il suo contemporaneo Vasilij Bazhenov, era attratto dalle chance date dallo stile pseudo-gotico, che combinava la moda pseudo-gotica europea con elementi dell’architettura medievale moscovita, come le mura del Cremlino. Caterina la Grande era innamorata dello stile pseudo-gotico, e sia Kazakov che Bazhenov furono coinvolti nei lavori per la sua tenuta imperiale di Tsaritsino (oggi nella parte meridionale di Mosca), che ha forme che assomigliano alle torri di Golutvin.

Sebbene i disegni delle torri siano generalmente attribuiti a Kazakov, c’è chi afferma che le mura e le quattro torri basse originali fossero state completate nel 1763, e che le alte forme delle acuminate torri visibili oggi facciano parte di un’espansione delle mura dell’inizio del XIX secolo. Lo stile del revival gotico pseudorusso in mattoni era diffuso nell’architettura russa nel primo trentennio del XIX secolo, e simili torri murarie sono datate a quel periodo in altri monasteri di Kolomna. 

Tra le torri più importanti c’è l’alta torre campanaria, costruita a cavallo del XIX secolo in mattoni con dettagli neoclassici in pietra calcarea. Una delle caratteristiche interessanti di questa struttura a quattro livelli è la sua collocazione sopra la porta principale del monastero. È una consuetudine russa quella di collocare una chiesa in questa posizione, e infatti la parte inferiore del campanile contiene la porta della Chiesa della Presentazione, progettata in stile neoclassico. 

A qualsiasi epoca risalgano, le torri di Golutvin non sono solo strutturalmente audaci, ma anche deliziosi esempi di fantasia nell’architettura russa. Le fotografie di Prokudin-Gorskij trasmettono il loro fascino come riflesso di un lungo passato culturale. 

Fortunatamente, la loro robusta costruzione ha permesso loro di sopravvivere a decenni di abbandono, come dimostrano le mie foto degli anni Novanta. E, ben visibili dalla linea ferroviaria, continuano a deliziare chi passa di qui.

 

Prokudin-Gorskij, il suo metodo e la sua eredità 

Nei primi anni del XX secolo il fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere fotografie a colori. Tra il 1903 e il 1916 viaggiò per l’Impero Russo e scattò oltre 2.000 foto con il nuovo metodo, che comprendeva tre esposizioni su una lastra di vetro. Nell’agosto del 1918 lasciò la Russia con gran parte della sua collezione di negativi su vetro e si stabilì in Francia. Dopo la sua morte, a Parigi, nel 1944, i suoi eredi vendettero la collezione alla Biblioteca del Congresso Usa. All’inizio del XXI secolo, la Biblioteca del Congresso ha digitalizzato le immagini di Prokudin-Gorskij, rendendo le foto pubblicamente e gratuitamente disponibili al pubblico mondiale. Un gran numero di siti russi ora ha una copia della collezione. Nel 1986 lo storico dell’architettura e fotografo William Brumfield organizzò la prima mostra delle foto di Prokudin-Gorskij alla Biblioteca del Congresso. In un lungo periodo di lavoro, cominciato agli inizi degli anni Settanta del Novecento, Brumfield ha rifotografato la gran parte dei luoghi visitati da Prokudin-Gorskij. Questa serie di articoli mette a confronto questi complessi architettonici a circa un secolo di distanza.

 

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