Cinque buone ragioni per visitare il nuovo Centro Giljarovskij a Mosca

Kirill Zykov/Moskva Agency
Il museo, recentemente inaugurato, è stato inserito dal Guardian nella lista delle esposizioni da non perdere in Europa. Vi permetterà di conoscere a fondo la storia della capitale russa, con una presentazione assolutamente innovativa

1. È situato nel cuore di Mosca

A dieci minuti a piedi dal Cremlino e a soli cinque minuti dal Teatro Bolshoj vi ritroverete in Vicolo Stoleshnikov, pieno di boutique di lusso, bar e club, tra cui il leggendario Simachev con la sua facciata in stile khokhloma.
Il museo si trova in un palazzo costruito all’inizio del XX secolo. Al secondo piano, le travi originali del tetto non possono non impressionare.
In epoca sovietica lo spazio era diviso da più pareti divisorie. Era infatti stato trasformato in una kommunalka, un appartamento comune. Tuttavia, dopo la ristrutturazione l’edificio è completamente diverso. Gli addetti del museo dicono che i vecchi moscoviti vengono in visita solo per vedere che aspetto ha ora.

2. Svela i segreti di Mosca

Abbiamo già scritto dell’ossessione russa di creare musei per onorare persone significative. Il Centro Giljarovskij è però un’eccezione, poiché è ispirato a Vladimir Giljarovskij (1855-1935), ma è tutt’altro che una semplice cronaca della sua vita e del suo lavoro.
Famoso giornalista di Mosca e leggenda della città tra il tardo XIX secolo e l’inizio del XX secolo, scrisse due libri basati sulle sue esplorazioni cittadine. Il più famoso è “Mosca e i moscoviti” che mostra l’eroismo del lavoro di reporter. Tra le cose più impressionanti, l’esplorazione dell’area di Khitrovka a Mosca, famosa per il suo passato criminale. Tutti i mendicanti e le prostitute conoscevano e rispettavano Giljarovskij. Portò persino gli attori di Stanislavskij nei bassifondi, per ispirare i loro ritratti di personaggi sinistri sul palco.

Giljarovskij visse in una casa vicina, al civico 7, che è contrassegnata da una targa commemorativa speciale. All’interno del Centro Giljarovskij potrete vedere il suo vecchio ufficio, che è stato restaurato.

3. È interattivo e moderno

Questo museo non ha nulla in comune con la maggior parte di quelli ex sovietici, nei quali esposizioni e design non sono cambiati dal giorno della loro apertura. Il museo si concentrerà sull’urbanistica, sulla storia locale di Mosca e sulla vita sociale della città. Non avrà mostre permanenti, ma sarà costantemente aggiornato con nuove performance e installazioni.
“Giljarovskij ha esplorato e descritto Mosca attraverso le vite di persone diverse, quindi questo è un posto per tutti, un centro museale dove è di casa ogni singola persona dell’odierna megalopoli. Architetti, artisti, etnografi e diverse comunità cittadine di Mosca non saranno solo visitatori, ma anche co-autori dei progetti”, afferma la direttrice del museo Alina Saprykina.
Al momento ci sono due mostre al Centro Giljarovskij: una ricostruisce come le strade dell’area di Kitaj-Gorod apparivano secoli fa. L’altro è dedicato al poeta e artista Dmitrij Aleksandrovich Prigov (1940-2007). Anche se è morto, è stato riportato in vita per fare da guida video in giro per la città.

4. Ci sono visite guidate in inglese

Le informazioni nel museo sono per lo più in russo, ma saranno tradotte per i turisti stranieri per l’inizio del Mondiale di calcio di quest’estate. Per ora, lo staff del museo che parla inglese è disposto a spiegare ciò che è in mostra.
Si tratta di un ramo del Museo di Mosca, che ha un ufficio turistico e offre visite guidate in inglese nella capitale, tra cui al Centro Giljarovskij. È meglio prenotare i tour in anticipo. Per ulteriori informazioni visitate il sito web.

5. È nell’elenco dei migliori nuovi musei europei

Recentemente, il quotidiano britannico Guardian ha incluso il Centro Giljarovskij nella sua lista di 13 nuovi musei da vedere assolutamente in Europa. È stato messo in risalto insieme alla Galeries Lafayette Foundation di Parigi, al National Museum of Sweden di Stoccolma, allo Street Art Today’s Lasloods museum di Amsterdam e ad altri, tra cui l’italiana Collezione Roberto Casamonti di Firenze, recentemente aperta a Palazzo Bartolini Salimbeni.
“Prendendo il nome dal giornalista Vladimir Giljarovskij, cronista della vita nella Mosca anteriore alla Rivoluzione e immediatamente post-rivoluzionaria, questo nuovo spazio espositivo, aperto a dicembre 2017, ospita spettacoli, performance, festival ed eventi”, scrive il Guardian.

Centro Giljarovskij, Mosca, Vicolo Stoleshnikov 9b5 (stazione della metropolitana Teatralnaja), aperto tutti i giorni escluso il lunedì, dalle 10 alle 20. I biglietti costano 200 rubli (2,60 euro). Sito web

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