Come i nazisti utilizzarono il miglior carro armato sovietico, il T-34

Bundesarchiv
I tedeschi cercavano ogni occasione propizia per impadronirsi di questi validissimi mezzi dell’Armata Rossa, e li usarono in vario modo

Il T-34 è stato il miglior carro armato sovietico della Seconda guerra mondiale. Ben armato e corazzato, agile e veloce, non aveva eguali sul campo di battaglia, fino al 1942.

“Il carro armato T-34 era affidabile ovunque, su qualsiasi terreno”, ha ricordato il colonnello generale (generaloberst) tedesco Johannes Frießner (1892-1971), comandante dell’Heeresgruppe Südukraine: “I carri armati russi potevano operare dove, secondo i nostri standard, era impossibile. Anche l’armamento del carro armato T-34 era estremamente efficace. Per la fanteria sovietica, era eccellente per aprire i percorsi e un mezzo di supporto molto efficace”.

Naturalmente, nell’esercito del Terzo Reich, fu trovato un posto degno per un carro armato così formidabile. Con i T-34 catturati ai sovietici, i nazisti crearono interi battaglioni, e alcuni carristi tedeschi, avendo vinto decine di scontri su di loro, divennero dei veri assi.

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Nella Wehrmacht

I primi T-34/76 apparvero nella Wehrmacht nell’estate del 1941 con la denominazione Pz.Kpfw.T-34-747(r), dove la “r” indicava l’origine russa del carro armato. Circa 300 di questi carri armati sovietici con un cannone da 76 mm hanno combattuto per la Germania nella Seconda guerra mondiale.

I carri armati catturati venivano poi dotati di stazioni radio e di ottiche tedesche. Alcuni di loro avevano le torrette del comandante saldate per migliorare la visibilità ai comandanti dell’equipaggio.

La carenza di munizioni e pezzi di ricambio divenne un problema acuto, che creò notevoli difficoltà nella manutenzione, nel funzionamento e nell’uso in combattimento di questi mezzi. A volte alcuni T-34 dovevano essere completamente smontati, per usare i pezzi di ricambio in altri. E altri pezzi venivano raccolti dai carri sovietici distrutti, a volte persino nel corso delle battaglie.

Per evitare che i T-34 sovietici catturati venissero colpiti dalla loro stessa artiglieria e dalla Luftwaffe, il marchio di identificazione della Wehrmacht, la balkenkreuz, o a volte una grande svastica erano tracciati sullo scafo e sulla torretta. Tuttavia, nel pieno della battaglia, i cannonieri spesso semplicemente non li notavano e aprivano il fuoco sulle sagome dei carri armati di fabbricazione sovietica, tanto odiati.

I T-34 furono utili ai tedeschi non solo nel loro ruolo naturale. Vennero convertiti in possenti carri attrezzi per l’evacuazione di altri carri armati danneggiati o in cannoni antiaerei semoventi. In quest’ultimo caso, la torretta veniva smantellata e sostituita con una speciale torre rotante, aperta in alto, con un cannone contraereo Flakvierling 38 da 20 mm. I T-34 gravemente danneggiati venivano invece posizionati su vagoni aperti di treni corazzati come pezzi di artiglieria.

Nelle Waffen-SS

Ancora di più i celebri carri armati sovietici furono utilizzati dalle Waffen-SS, in particolare dalla 2ª Divisione Panzer SS “Das Reich”. Dopo l’ennesima presa di Kharkov, il 18 marzo 1943, una cinquantina di T-34 in attesa di riparazione caddero nelle sue mani.

Usando la Fabbrica di trattori di Kharkov, gli uomini delle SS ripristinarono diverse decine di carri armati e formarono una compagnia separata come parte della loro divisione: in assoluto la più grande unità di T-34 catturati nelle forze armate tedesche.

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In totale furono rimessi in grado di combattere 25 carri armati. Altri 12 vennero inviati alla SS – Panzer-Grenadier-Schule “Kienschlag”, la scuola dove i giovani cadetti venivano addestrati al combattimento anticarro.

I carri armati sovietici della divisione nazista “Das Reich” presero parte alla decisiva Battaglia di Kursk, nell’estate del 1943. Poiché a quel tempo il T-34-76 era già tecnicamente obsoleto, i tedeschi lo usavano non per i rapidi avanzamenti, ma come arma anticarro: i colpi venivano sparati principalmente da fermo e nel corso di imboscate, con il minimo rischio per se stessi.

Tra i carristi tedeschi, quelli che più si fecero una gloria sui T-34 furono il comandante di plotone della 9ª compagnia Panzer della divisione “Das Reich”, l’SS Oberscharführer (Comandante superiore di squadra) Joseph Naber, e il comandante di carri armati Emil Seibold, che prestava servizio nella stessa divisione. Quest’ultimo divenne uno dei migliori assi di carri armati della Seconda guerra mondiale, ottenendo un totale di 69 vittorie, di cui diverse decine a bordo di T-34 sovietici.

Dopo la battaglia di Kursk, l’obsoleto T-34/76 iniziò a essere gradualmente ritirato dall’esercito tedesco. Tuttavia, alcuni di loro difesero Berlino nel maggio 1945.

Nel 1944, il più avanzato T-34/85 con un cannone da 85 mm apparve in servizio nell’Armata Rossa. Tuttavia, il numero di questi carri armati catturati dai tedeschi non superò le poche decine in totale e solo pochi di essi finirono a combattere contro le truppe sovietiche.


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