Perché in Urss costruivano stazioni della metropolitana dentro gli edifici residenziali? (FOTO)

Storia
ANNA SOROKINA
Molti cittadini di Mosca non devono fare troppa strada per prendere la metro: gli basta scendere con l’ascensore

Vi piacerebbe vivere più vicino alla metropolitana? E se la fermata fosse addirittura all’interno del vostro palazzo? Gli edifici con un ingresso della metropolitana incorporato apparvero a Mosca per la maggior parte tra la fine degli anni Trenta e gli anni Cinquanta. Era il periodo di massimo splendore della costruzione della nuova capitale nello stile monumentale stalinista, e gli architetti, pionieri del loro tempo, proposero soluzioni molto insolite per la costruzione di edifici, il cui obiettivo era la massima compattezza. Una delle soluzioni era l’integrazione delle sale della metropolitana negli edifici residenziali. Vediamone alcune.

Okhotnyj Rjad – In un ex palazzo di appartamenti in affitto 

La tendenza ebbe inizio nel pieno centro di Mosca, quando una delle prime stazioni della metropolitana, quella che oggi si chiama Okhótnyj Rjàd, venne aperta, nel 1935. Al momento dell’inaugurazione era intitolata al rivoluzionario Kaganovich, uno dei fedelissimi di Stalin, ma con la destalinizzazione venne ribattezzata “Prospekt Marksa” (“Corso Marks”) e così si chiamò fino al novembre del 1990. Durante la progettazione delle sale d’ingresso della stazione, i costruttori si trovarono di fronte a un problema: l’area era molto densamente edificata e gli architetti decisero di sfruttare, per l’uscita e l’entrata dei passeggeri, il primo piano di un antico Dokhodnyj dom, un palazzo con appartamenti in affitto, simile alle Revenue house del mondo britannico o agli Immeuble de rapport in quello francese, la “Dom Poltoratskogo”, risalente al 1821-23. Semplicemente non era possibile trovare un altro posto senza ostacolare il traffico sulla strada principale e senza non demolire edifici!

Prima della costruzione della metropolitana, in questo edificio c’erano appartamenti in affitto, un negozio di specchi e una macelleria. Negli anni Trenta, il palazzo fu rimodellato: i piani superiori persero balconi e bovindi e il piano terra fu trasformato nella sala d’ingresso della metropolitana. Al giorno d’oggi, la maggior parte dell’edificio è occupata dai locali amministrativi del Teatro Bolshoj.

Krasnye Vorota – In una delle Sette sorelle di Stalin 

Questo edificio residenziale d’élite è una delle “Sette sorelle”, come vengono chiamati i grattacieli staliniani del 1947-1957. Negli anni sovietici, il Ministero dei Trasporti aveva sede nel suo edificio centrale e circa 270 appartamenti in quelli laterali. Al primo piano di questo grattacielo c’è l’ingresso alla stazione della metropolitana Krasnye Vorota (“Porte rosse”; che dal 1962 al 1986 si è chiamata Lermontovskaja, in onore del poeta e scrittore Mikhail Lermontov). Nel cortile si trova il pozzo di ventilazione, elegantemente decorato come un “gazebo” con colonne. Tutti gli edifici, così come i locali di servizio della metropolitana, sono collegati da un piano interrato comune.

L’architetto Aleksej Dushkin prevedeva di realizzare ingressi della metropolitana in tutti i “grattacieli stalinisti”, ma il progetto venne realizzato solo qui. La costruzione dell’atrio della stazione e delle fondamenta dell’edificio venne eseguita parallelamente per risparmiare tempo. Per evitare che l’edificio cadesse nello scavo dal vestibolo della stazione, i terreni intorno al cantiere vennero congelati artificialmente e l’edificio stesso fu eretto con una deviazione dall’asse verticale, in modo che in seguito, con il cedimento del terreno, si livellasse. Un miracolo dell’ingegneria!

“È comodo che la metro sia proprio in casa. Esco dall’ingresso, giro l’angolo e il gioco è fatto”, dice Asja Soskova, residente qui. “Abito al quarto piano, le finestre si affacciano sul cortile, dove c’è un asilo nido. Non so sente quasi nessun rumore proveniente dalla strada.”

Prospekt Mira – In un edificio residenziale

La stazione “Prospekt Mira” sulla Linea circolare (Koltsevaja linija; quella marrone) è stata aperta nel 1952. L’ingresso e l’uscita sono costruiti in un edificio residenziale al civico 38 di Prospekt Mira (“Corso della Pace”). La stazione, originariamente fu progettata con decorazioni di tema agricolo e naturalistico (fino al 1966 si chiamava infatti “Botanicheskij sad”; “Giardino botanico”, perché sorge accanto al Giardino botanico dell’Università Statale di Mosca). La facciata dell’edificio residenziale, costruito un anno dopo, è anch’essa decorata con bassorilievi con ornamenti floreali, e sembra molto organica se abbinata alla hall.

Questa casa era destinata ai costruttori della metropolitana, come scrivevano i giornali di quei tempi. Nella parte centrale ci sono 13 piani, nei lati ce ne sono 8. A Mosca, la casa di Prospekt Mira fu uno degli ultimi esempi dell’architettura stalinista.

Avtozavodskaja – In un palazzo residenziale

Inizialmente, l’atrio meridionale della stazione della metropolitana Avtozavodskaja era stato costruito nel 1943 separatamente, ma era già progettato per essere poi inserito all’interno di un edificio, per la comodità dei residenti.

In questa zona, già a quel tempo, venivano costruite molte case per i lavoratori dello stabilimento automobilistico intitolato a Stalin (che poi sarebbe stato ribattezzato Zil) e, su progetto dell’architetto Aleksej Dushkin (lo stesso del grattacielo di Krasnye Vorota), nel 1961 fu costruita la nuova hall della metropolitana all’interno di un palazzo appena edificato.

I lavori andarono avanti diversi anni, e se si osserva da vicino si può vedere che il palazzo è composto da tre sezioni: due laterali e quella centrale, in cui si trova l’ingresso della metropolitana. Nella hall stessa, sopra l’ingresso sopra la stazione, ci sono anche gli uffici per i dipendenti della metropolitana. Allo stesso tempo, una simile scelta architettonica non crea molto disagio e vibrazioni per i residenti, perché la maggior parte dell’atrio è in effetti nel cortile.

Kurskaja – In un condominio per ferrovieri

Ci sono così tante uscite della metropolitana sulla piazza antistante la Stazione ferroviaria Kursk (Kurskij Vokzal) che questa di solito passa inosservata. La stazione Kurskaja della linea blu № 3 “Arbatsko-Pokrovskaja” è stata aperta nel 1938 e una delle uscite si trovava proprio in un edificio residenziale, costruito nel 1932 in stile costruttivista per i dipendenti delle ferrovie.

Ora questa casa è occupata non solo da appartamenti, ma anche da uffici.

Smolenskaja – In un palazzo con torretta

Questo palazzo a forma di castelletto degli anni Cinquanta, pensato per l’élite sovietica su Smolenskij Boulevard, fu costruito dal leggendario architetto Ivan Zholtovskij. L’architetto in realtà fu rimproverato per l’eccessiva “decorazione”, e costruì la torre a proprie spese. Prima di questo grandioso progetto, era impegnato in case tipiche e ben più funzionali, ma voleva che l’architettura fosse un piacere anche per gli occhi dei cittadini.

La sala d’ingresso della stazione Smolenskaja della linea azzurra № 4 “Filjóvskaja” si trova al piano terra. I residenti affermano che la vicinanza alla metropolitana non causa alcun disagio.

“Non si sente nemmeno il minimo rumore della metropolitana, che è letteralmente sotto casa. L’altezza dei soffitti nel seminterrato è di 7 metri. Sono state costruite pile di rinforzo e cuscinetti ammortizzanti, che hanno permesso di avere l’uscita dalla stazione Smolenskaja in casa senza sentirla”.

Paveletskaja – In un palazzo con cortile “segreto” 

La sala d’ingresso della stazione Paveletskaja della Linea circolare occupa il piano terra e il primo piano dell’edificio al civico 43/16 di via Novokuznetskaja. Questo edificio, costruito negli anni Cinquanta, è occupato dall’Istituto statale Metrogiprotrans per la progettazione della metropolitana, ed è vicino a un condominio residenziale. La maggior parte della sala d’ingresso, in realtà, si trova sotto il cortile, che è però chiuso e si può vedere solo da lontano.


Le stazioni della metro di Mosca più belle in superficie: guardate che padiglioni d’ingresso!