I dieci migliori videogiochi da bar di epoca sovietica, con i quali potete divertirvi ancora oggi

Museo dei giochi automatici sovietici, Boris Kavashkin/Sputnik
Nell’Urss per 15 copeche si poteva andare al cinema, e con il resto comprarsi pure una frittella. Ma molti giovani degli anni Settanta e Ottanta preferivano spendere quei soldi alle macchinette da gioco, dalle prime meccanizzate ai più moderni videogame arcade. Ecco la top ten

Морской бой – Battaglia navale

La macchinetta da gioco più popolare in Unione Sovietica era un analogo dell’occidentale “Sea Devil” e si chiamava “Morskój bój” (“Battaglia Navale”). Le regole erano semplici: il giocatore aveva a disposizione dieci siluri, con i quali doveva colpire quante più navi possibile.

La macchinetta aveva un’esperienza di gioco senza pretese e fu una delle prime ad apparire in Urss. Di lei si innamorarono rapidamente bambini e adulti sovietici. Dal 1974 fino agli inizi degli anni Novanta, fu prodotta, in diverse versioni contemporaneamente, dallo stabilimento di radiotecnica di Serpukhov (105 chilometri a sud di Mosca), e su una di esse si addestrarono persino gli equipaggi dei sottomarini della Marina dell’Urss. Le macchinette furono installate direttamente sui sottomarini, cosa che fece molto piacere ai marinai.

Si può giocare qui (interfaccia in russo)

Городки – Gorodkì (“Cittadine”)

A differenza della “battaglia navale”, “Gorodkì” non ha analoghi in Occidente, visto che la macchinetta da bar si ispirava al tradizionale omonimo gioco da cortile russo. Il giocatore doveva abbattere 15 pezzi di legno virtuali usando la mazza, che era sostituita dal joystick della macchinetta. Le figure da abbattere erano varie e, come nel gioco reale, avevano i nomi degli oggetti raffigurati: “Cannone”, “Stella”, “Pozzo”, “Falce” e “Aeroplano.

Il compito era reso più complicato dal fatto che per ogni colpo venivano dati solo cinque secondi, altrimenti la mazza veniva lanciata automaticamente e praticamente sempre in modo errato. Se si riusciva ad abbattere tutti i pezzi usando 20 mazze, si accedeva a una partita premio, tuttavia questo obiettivo era difficile da raggiungere.

Si può giocare qui (interfaccia in russo)

Хоккей – Hockey

Ancora oggi il gioco dell’hockey da tavolo può essere acquistato in ogni negozio di giocattoli per bambini. In Unione Sovietica, si trattava di un tavolo di metallo dall’aspetto piuttosto severo e il funzionamento era simile al biliardino del calcio balilla, con enormi stecche, e con i “giocatori di hockey”protetti da un’alta cupola di vetro. Se nessuno ci giocava, la macchinetta ogni minuto e mezzo faceva partire una registrazione della “Canzone del Toreador” della “Carmen” di Bizet. All’inizio del gioco, partiva la famosa canzone sovietica di Eduard Khil “Trus ne igraet v khokkej” (“Il codardo non gioca a hockey”). I cittadini sovietici, che avevano visto più di una volte il cartone animato “Shajbu, shajbu” (“shajba” in russo è il disco dell’hockey) dove risuonava questa canzone, subito si caricavano a mille e cercavano di distruggere l’avversario.

Конек-Горбунок – Konjók-Gorbunók (“Il cavallino gobbo”)

Questa macchinetta, che si ispirava a una delle più celebri fiabe russe (“Konjók-Gorbunók”; “Il cavallino gobbo”), e che ha fatto piangere tutti i giocatori sovietici, apparve nelle sale da gioco dell’Urss nel 1986.

La trama è semplice: con l’aiuto dei pulsanti e di un joystick è necessario condurre rapidamente Ivan-Durachók (“Ivan lo stupidotto”) sul Cavallino Gobbo attraverso una serie di ostacoli fino al bordo destro dello schermo, dove lo aspetta un premio: Zhar-ptitsa (l’uccello di fuoco), un forziere o una principessa.

Non sembrerebbe così difficile, se non fosse che il giocatore ha solo tre tentativi. E pietre, fuoco volante e draghi gli piombano addosso da ogni angolo. Per di più, il joystick andava costantemente fuori controllo. Ad ogni errore, il giocatore perdeva una vita, e al terzo ko a la partita finiva.

Per finire l’intero percorso del gioco il tempo limite era di cinque minuti, il che non semplificava certo il compito.

Alcuni sovietici trascorsero mesi cercando di vincere a questo gioco, e i giocatori accaniti spesero decine, se non centinaia di rubli dell’epoca, ossia quasi tutto lo stipendio mensile!

Potete guardare il gameplay qui (in russo) 

Снежная королева – La regina delle nevi

Questo gioco, la cui trama è basata sul racconto di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi” (in russo: “Snézhnaja koroléva”), ha gravato sulla psiche di tanti cittadini sovietici.

Il gioco aveva quattro parti: prima Gerda doveva raccogliere le rose nel giardino fiorito della donna che sapeva compiere magie, poi scappare dalle guardie nel palazzo della principessa, dopo dai ladri e infine dai pupazzi di neve nel castello della Regina delle nevi.

Gerda doveva anche superare ostacoli e per arrivare alla fine del percorso di questo videogame arcade c’erano solo cinque minuti, dopo di che il gioco terminava automaticamente.

Potete guardare il gameplay qui (in russo)

Репка – Rapa

Probabilmente conoscerete le macchinette da giostra con misuratore di forza tramite un martello. Le persone prendono una mazza e con tutte le loro forze battono su un gong, sperando che la macchina mostri il massimo livello di forza.

In Urss, avevano trovato un’opzione più interessante, invece di un martello, una “Rapa” (in russo: “Repka”) da estrarre dal terreno (anche in questo caso l’ispirazione veniva da una favola tradizionale): nella pratica c’era una maniglia che si doveva tirare il più possibile. La forza di trazione massima era di 200 chili, ma raggiungere un tale risultato è quasi impossibile. Molto più spesso i giocatori cadevano a gambe all’aria.

Potete guardare il gameplay qui (in russo)

Магистраль – Autostrada

Una consueta corsa a due con ostacoli, grazie agli ingegneri informatici sovietici divenne uno dei giochi più difficili di quel tempo. Non ci sono pulsanti e joystick, davanti ai giocatori ci sono due volanti, pedali in metallo e uno schermo diviso in due corsie lungo le quali avanzano le auto dei giocatori.

Il gioco ha una modalità giorno e notte. E se non era difficile aggirare gli ostacoli alla luce, di notte era quasi irrealistico. Si aggiunse poi anche una modalità con strada resa scivolosa dal gelicidio. 

Si può giocare qui (interfaccia in russo)

Скачки – Corsa di cavalli

All’estero era popolare il gioco “Safari”, dove un cacciatore attraversava la savana e sparava agli animali. In Urss, si inventarono un’alternativa meno cruenta.

Fino a sei persone potevano partecipare al gioco. A ogni giocatore era assegnata una corsia su cui galoppava il suo cavallo. Il giocatore doveva premere il pulsante in tempo per poter saltare gli ostacoli.

Gli ostacoli aumentavano sempre più di frequenza e i giocatori di successo dovevano prevedere il momento esatto in cui sarebbe apparso un nuovo ostacolo. Per molti poteva diventare una vera droga.

Снайпер – Cecchino

Anche questo gioco aveva alla base un’idea semplice: un normale poligono di tiro a infrarossi con un fucile su un piedistallo di metallo, lanciato in produzione nel 1979 in una fabbrica di Cheboksary (670 chilometri a est di Mosca).

Il giocatore non aveva limiti di tempo, ma i colpi per sessione erano solo 20. Al tempo stesso, il piedistallo imitava abilmente il rinculo e faceva saltare fucile in mano, aumentando le probabilità di fare cilecca. Tuttavia, gli scolari sovietici erano innamorati di questo gioco, perché permetteva almeno per alcuni minuti di sentirsi dei veri soldati.

Potete guardare il gameplay qui (in russo con sottotitoli in inglese)

Кот-Рыболов – Il Gatto pescatore

Altro gioco popolare degli anni Ottanta, Kot-Rybolóv fu soprannominato il “Mortal Kombat sovietico”, anche se non c’era neanche l’ombra né di ninja né di mostri. Il personaggio principale era un gatto che combatteva contro dei nemici per accaparrarsi i vermi necessari per la pesca.

Il gatto poteva muoversi solo a sinistra e a destra, saltare e colpire con le zampe, non di più. Tuttavia, alcune battaglie sembravano particolarmente comiche, specialmente quella con il corvo, che, quando sconfitto, cadeva così teatralmente che persino Stanislavskij avrebbe apprezzato.


Avete mai giocato a “Perestrojka”, l’ultimo videogioco made in Urss? 

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