Chi erano gli skomorokh e perché vennero banditi dalla Chiesa Ortodossa Russa?

Disegno del folklore russo

Disegno del folklore russo

Foto d'archivio
Erano degli artisti itineranti, che nei loro spettacoli preservavano molte delle tradizioni pagane slave. Così, nel 1551, il clero decise che la loro presenza non fosse più tollerabile

A prima vista, uno skomorókh (скоморох) russo ricorda un trovatore europeo, con tratti del giullare e del saltimbanco. Musicisti e attori itineranti, gli skomorokh (plurale russo: скоморохи; skomorókhi) si spostavano da un villaggio all’altro, offrendo i loro servizi di intrattenimento: esibendosi in matrimoni e ricorrenze, facendo spettacoli speciali per le festività annuali o mettendo in scena il loro repertorio consueto, che includeva scherzi e battute salaci, teatro delle marionette, giochi di prestigio e di destrezza, trucchi con orsi addestrati e, ovviamente, recite, canti e danza. Cosa mai avrebbe potuto andare storto a simile gente di spettacolo?

Per gli zar e per il popolo

Trovatore recita una poesia scritta in occitano, XII-XIII secolo. Incisione a colori

Gli slavi avevano la reputazione di essere particolarmente bravi nelle esibizioni musicali. L’imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito (905-959) scrisse che nel suo palazzo gli uomini slavi erano “usati per fare musica strumentale”. Nella Rus’, le prime menzioni degli skomorokh risalgono all’XI secolo. Suonavano musica e facevano spettacoli durante le feste dei principi russi e, successivamente, degli zar russi. Ma gli skomorokh si esibivano anche per la gente comune.

Di solito, poche settimane prima che gli skomorokh arrivassero in città, le loro esibizioni venivano pubblicizzate nella piazza del mercato. Così, quando gli artisti arrivavano, il pubblico era già pronto e in attesa. Uno spettacolo degli skomorokh di solito includeva una parte di глумление, (“glumlenie”; “derisione”, “scherno”), una sorta di cabaret con oscenità e contenuti scioccanti, e persino scene di nudo. Adam Olearius, pseudonimo di Adam Oehlschlaeger (1600-1671), geografo e orientalista tedesco, scrisse che “i comici viaggianti, noti anche come skomorokh, spudoratamente mostrano parti nude dei loro corpi durante le loro danze per intrattenere il pubblico, e i violinisti di strada sottolineano apertamente con la musica queste azioni vergognose”.

Dello spettacolo facevano poi di solito parte Uu teatro di marionette e spettacoli con animali addestrati, e un’altra parte degna di nota erano gli старины (“stariny”), noti “successi” che i russi conoscevano e amavano. Di cosa parlavano?

“Canzoni sataniche”

Le canzoni degli skomorokh erano storie in rima raccontate sullo sfondo della musica. Una nota storia, per esempio, parlava di un ricco mercante di nome Terentij e della sua giovane moglie infedele, che diceva di essere “malata là tra le gambe” e mandava il marito in centro a cercare le medicine. In centro, Terentij incontrava un gruppo di skomorokh che, ascoltando la sua storia, decideva di passare dalla moglie di Terentij, trovandola in casa, in piena salute e mentre se la spassava con il suo amante. Dopodiché, Terentij picchiava in modo comico l’amante di sua moglie con un’asta di piombo e gli rubava la giacca. L’intera canzone è piena di uscite comiche e parole oscene.

Affresco con Skomorokh (1037) nella Cattedrale di Santa Sofia a Kiev

Un’altra storia è surreale ed esilarante. Narra di un contadino la cui casa è stata depredata da dei baffi giganti; le immagini assurde erano molto popolari, mentre alcune canzoni erano solo lunghe barzellette. E com’era la musica?

Un

Gli skomorokh usavano una serie di strumenti che potevano essere facilmente portati in viaggio. Timpani portatili, tamburelli e vari altri strumenti a percussione; tutti i tipi di strumenti a fiato, inclusi zuffoli, ance, flauti e, in particolare, la zurna, uno strumento a fiato originario dell’Eurasia centrale. La domra e la domra basso, strumenti a corde popolare della famiglia del liuto, erano le “chitarre” di quei tempi. Quando Adam Olearius scrisse di “violinisti”, sicuramente intendeva le persone che suonavano il gudok, uno strumento a corda suonato con un archetto. La ghironda era un altro strumento popolare tra gli skomorokh, usato da quei narratori professionisti che cantavano ballate epiche. E non poteva mancare neppure il gusli, una cetra slava.

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La Principessa Rana di Viktor Vasnetsov

Tuttavia, secondo quanto ipotizzano gli storici, la funzione più importante degli skomorokh erano le rappresentazioni rituali in certe occasioni speciali, come i matrimoni e i giorni della commemorazione dei defunti, che gli slavi celebravano circa cinque volte all’anno, o le celebrazioni del solstizio d’inverno e d’estate. Le feste del solstizio erano molto importanti nel Medioevo, poiché permettevano alle persone di tenere il conto del tempo, cosa fondamentale per il successo delle coltivazioni e, quindi, in definitiva per la sopravvivenza. Come possiamo vedere chiaramente, gli skomorokh prendevano parte alla celebrazione di queste antiche feste pagane. Ed è per questo che la Chiesa ortodossa russa li vide di cattivo occhio  sin dall’inizio. Il clero ortodosso russo e gli scrittori di temi spirituali definivano le canzoni degli skomorokh “diaboliche” e “sataniche”. E, naturalmente, gli skomorokh facevano concorrenza alle chiese: quando si esibivano, le persone preferivano andare a vedere loro invece che andare alla messa. E questo non era più tollerabile.

Uccidete la musica!

Le maschere di cuoio degli skomorokh risalenti al XII secolo

Nel 1551, lo Stoglavyj sobor (il Concilio ecclesiastico della Chiesa ortodossa russa, un importante sinodo) fu tenuto a Mosca per aggiornare le pratiche rituali e condannare i peccati del clero e dei laici. Tra i decreti emanati molti riguardarono gli skomorokh. Questi decreti mostrano che la Chiesa aveva ufficialmente avviato una guerra contro di loro.

I testi dello Stoglavyj sobor affermano che nel XVI secolo gli skomorokh erano sempre presenti alle commemorazioni dei defunti e, a causa loro, i russi avevano iniziato a cantare e a ballare vicino alle tombe (a quanto pare, come avevano sempre fatto in epoca precristiana) anziché dedicarsi compostamente al lutto e alla preghiera. Inoltre, gli skomorokh erano presenti a ogni cerimonia nuziale, e si sarebbero verificate più volte situazioni imbarazzanti quando la processione nuziale arrivava in chiesa, dove i musicisti paganeggianti si incontravano con i sacerdoti ortodossi, dando origine a un vero scontro di religioni.

Antica ghironda russa

Lo Stoglavyj sobor vietò tutte queste pratiche e ordinò ai sacerdoti ortodossi russi di impedire ai loro parrocchiani di invitare gli skomorokh nelle loro case. Inoltre, gli skomorokh erano accusati di prendere parte alle celebrazioni del solstizio, quando, citando i documenti dello Stoglavyj sobor, “uomini e donne si riuniscono per bagni notturni e discorsi osceni, canti e balli diabolici, azioni profane, corruzione di ragazzi e fanciulle”. Fu così ordinato cha anche queste celebrazioni fossero bandite, ma per quasi un secolo rimase solo un ordine della Chiesa.

Skomorokh al villaggio, 1857

Nel 1648, però, lo zar Alessio di Russia emanò un bando che vietava tutti gli skomorokh e le celebrazioni pagane e introdusse persino una dura sanzione: la prima e la seconda volta che qualcuno fosse stato sorpreso ad ascoltare musica skomorokh o a ballare con loro, doveva essere punito con la fustigazione; la terza volta doveva essere esiliato in città remote. Così, la musica pagana divenne un fenomeno clandestino, e lentamente, nel corso dei secoli XVII e XVIII, scomparve. Ma qualcosa, di quei tempi, è rimasto nella cultura russa fino ai nostri giorni.


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