Ascesa e caduta della Ford in Russia

Nei primi anni Duemila, la marca statunitense era la più popolare nel Paese, grazie soprattutto al modello Focus. Ora, dopo qualche errore fatale e la crisi del rublo del 2014, ha annunciato la chiusura degli stabilimenti russi

La storia russa della celebre casa automobilistica statunitense iniziò quando la maggior parte delle persone in Russia non si sognava nemmeno di poter diventare un giorno proprietario di questa innovativa invenzione della tecnica. Solo quattro anni dopo la fondazione della sua azienda a Dearborn, nel Michigan, Henry Ford (1863-1947) aprì un ufficio di rappresentanza ufficiale nell’Impero Russo nel 1907. 

Non erano i tempi più pacifici per la Russia. C’era stata la Rivoluzione del 1905 e si avvicinava quella d’Ottobre del 1917, che portò al completo ribaltamento dello status quo e alla creazione di uno Stato completamente nuovo: l’Urss comunista. Incredibilmente, dopo la Rivoluzione, la Ford non lasciò la Russia. E la società ebbe pure una prospettiva di collaborazione con il nuovo governo sovietico.

Nel 1930, in Unione Sovietica fu inaugurato lo Stabilimento di montaggio automobilistico di Mosca “KIM”, dove iniziarono ad assemblare l’autovettura Ford A e l’autocarro Ford AA.

Nel 1932, gli specialisti americani parteciparono alla costruzione di uno stabilimento automobilistico sovietico completamente nuovo, che presto divenne noto come Gorkovskij Avto Zavod (Fabbrica Automobilistica di Gorkij). Gorkij, in onore dello scrittore Maksim Gorkij, è stato il nome della città di Nizhnij Novgorod dal 1932 al 1990. Qui venivano prodotte le leggendarie auto Gaz, costruite utilizzando la tecnologia Ford.

Nel 1936, questo stabilimento produsse l’auto Gaz M-1, costruita sulla base della Ford B. Anche durante la Guerra Fredda, quando i rapporti tra due nuove superpotenze finirono per deteriorarsi, i progettisti di automobili sovietici continuarono a lavorare per molti anni usando un manuale scritto da un dipendente della Ford.

Tuttavia, non solo gli americani avevano qualcosa da condividere con i progettisti sovietici. Henry Ford Jr. volò a Mosca verso la metà degli anni Sessanta specificatamente per acquistare la licenza per la produzione del microbus sovietico Zil-118 Junost. Questa straordinaria invenzione sovietica aveva un design brillante ed era un ibrido tra un autobus e una limousine. Sfortunatamente, i negoziati di Ford con il governo sovietico non produssero i risultati sperati. 

Presto, la Ford dovette sopportare un’altra “rivoluzione” in Russia. Questa volta, al posto di una superpotenza comunista chiusa e ostile nei confronti degli americani, emerse un Paese liberale che voleva automobili di qualità. Tuttavia, la situazione economica dei selvaggi anni Novanta prometteva più rischi che opportunità alle società automobilistiche straniere che volevano impadronirsi del nuovo mercato. 

Come a inizio secolo e negli anni Trenta, Ford corse il rischio e fu la prima tra le società automobilistiche straniere ad aprire un proprio ufficio di rappresentanza nella Russia indipendente, nel 1992. Nel 2002, la casa americana aprì invece il suo primo stabilimento per la produzione di auto in loco.

“Le regole del mercato venivano scritte dalla Ford. Fu uno choc per i russi: l’impianto iniziò a produrre auto moderne e dai prezzi competitivi. Erano auto di nuova gamma, con un gran numero di optional, e il loro prezzo partiva dagli 11.500 $. A quel tempo, nessuno dei concorrenti offriva qualcosa del genere”, afferma Igor Morzharetto, esperto del settore automobilistico. 

Nonostante la difficile situazione economica del Paese, Ford riuscì a conquistare il cuore di molti automobilisti russi. E questo avvenne principalmente grazie a un modello: la Ford Focus.

Appena un anno dopo l’inizio della produzione in Russia, la Ford Focus era diventata l’auto straniera più venduta sul mercato russo, e l’attesa per averla in alcune regioni poteva arrivare a sei mesi. 

Il modello Ford Focus, prodotto in Russia, era identico alla versione europea di questa vettura, con l’eccezione di una batteria più potente (per far fronte agli inverni più rigidi) e a una maggiore altezza da terra (a causa delle condizioni delle strade). Gli optional allora considerati di lusso piacquero un sacco ai russi, che per ulteriori 500 $ non mancavano di montare cerchi in lega, trascurando invece il sistema ABS. 

“Alla crisi del 2008, il mercato automobilistico russo è sopravvissuto abbastanza facilmente”, dice Morzharetto. Né la Ford né le altre società straniere che erano già riuscite a entrare sul mercato avvertirono un forte calo della domanda di nuove auto. 

Ispirata dal significativo successo sul mercato russo, nel 2011 Ford costituì una joint venture con il gigante automobilistico russo Sollers, per espandere significativamente la capacità produttiva in Russia. Ora non solo le Focus e le Mondeo venivano prodotte in Russia, ma anche i modelli Transit, Kuga, Explorer, Ecosport e Fiesta. 

Purtroppo, questo è stato l’inizio della fine. Il mercato automobilistico russo ha iniziato a calare bruscamente dal 2014 a causa della generale situazione economica sfavorevole e della crescita delle tensioni internazionali, che ha portato a un calo del rublo e a una riduzione del reddito delle famiglie. Tutto ciò ha causato una diminuzione della domanda di nuove auto straniere in Russia. Per Ford, che all’epoca aveva appena speso milioni di dollari per espandere la sua capacità produttiva in Russia, queste inattese circostanze si rivelarono un disastro. L’apertura del solo impianto di produzione dei motori era costata alla società 275 milioni di dollari (in seguito, Ford avrebbe valutato in 500 milioni $ solo i costi di chiusura degli stabilimenti). 

Il fallimento di vendite della Ford Focus III cadde giusto in questo momento. Ford Focus III si è rivelata l’errore fatale della società, che, insieme alla situazione sfavorevole sul mercato, l’ha tirata giù dal piedistallo di marca leader in Russia. La nuova Ford Focus costava già 18 mila dollari nella configurazione base, e con il rublo quasi dimezzato di valore, il prezzo per il consumatore locale era semplicemente trascendentale. Usciva dal segmento delle auto a basso costo, senza potere allo stesso tempo rivendicare un posto del segmento premium. Di conseguenza, nel 2014 le vendite di nuove auto Ford sono crollate del 60%. 

“I redditi della popolazione sono diminuiti sensibilmente dopo il 2014. E con l’uscita della Ford Focus III, molto migliorata rispetto ai precedenti modelli, ma molto più cara, le vendite si sono bloccate. Da un lato, non era percepita come un’auto premium, e come auto di classe economica era diventata troppo costosa. La Ford Focus III non ha trovato il suo acquirente”, dice Morzharetto. 

Nel 2019, Ford ha annunciato il termine della produzione in Russia e ha chiuso tutte le fabbriche, tranne una, dove ancora produce veicoli commerciali leggeri. La compagnia in un lustro ha perso il mercato in cui aveva dominato, come auto straniera, nonostante il comunismo e le difficoltà seguite al suo crollo, per un secolo intero.

 

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