I due più grandi assi donna dell’Aeronautica sovietica

Lidja Litvjak ed Ekaterina Budanova

Lidja Litvjak ed Ekaterina Budanova

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Giovanissime, e inseparabili amiche, abbatterono molti velivoli nemici, prima di cadere anche loro in battaglia. La storia da brividi delle eroine dei cieli Lidja Litvjak ed Ekaterina Budanova

I primi mesi della Grande guerra patriottica, nome con cui la Seconda guerra mondiale è conosciuta in Russia, furono un disastro per l’Aeronautica Sovietica. Molti aerei da guerra furono distrutti direttamente a terra dagli attacchi nazisti condotti sulle piste e sugli hangar delle basi.

E quei piloti sovietici che furono abbastanza fortunati da poter decollare, erano piuttosto inesperti, specie di fronte al nemico cui si trovavano davanti: veri assi dei cieli tedeschi con alle spalle scontri epici, tra cui la Battaglia d’Inghilterra. Inoltre, i piloti sovietici non ebbero abbastanza tempo per addestrarsi a padroneggiare i nuovi Yakovlev Yak-1, Mikoyan-Gurevich MiG-1 e Mikoyan-Gurevich MiG-3 che erano appena entrati in servizio, e questo portò a un tasso di incidenti molto alto.

In una situazione così critica, le autorità sovietiche decisero di arruolare nell’Aviazione anche le donne, e di creare speciali unità di piloti femmina. Così nacque il famoso 588º Reggimento  Bombardamento notturno, noto come “Streghe della notte”.

Questa è la storia di come due giovani donne sovietiche, Lidja Litvjak e Ekaterina Budanova, iniziarono la loro gloriosa ascesa verso l’immortalità. 

Il Giglio bianco

Sin dall’infanzia, la Litvjak aveva una passione ardente per l’aviazione. All’età di 14 anni iniziò ad allenarsi in un club di volo e a 15 anni fece il battesimo dell’aria.

Quattro anni dopo, quando nel 1941 scoppiò la Grande guerra patriottica, sapeva cosa doveva fare, e si arruolò nell’Aeronautica militare.

Lidja Litvjak

Nel 1942, ebbe il primo combattimento come membro del 586° reggimento, che era uno dei tre reggimenti di aviazione femminile formati a seguito delle enormi perdite tra i piloti di sesso maschile. Lì, divenne rapidamente uno dei migliori piloti e presto fu trasferita in un reggimento che condusse le missioni più importanti e pericolose.

Tra le vittime della Litvjak ci furono bombardieri Junkers Ju 88 e Dornier Do 217, caccia Messerschmitt Bf 109 e persino un aerostato. Prese parte a 168 missioni di combattimento aereo, e le sono accreditati 12 abbattimenti di aerei nemici e quattro abbattimenti condivisi, il che la rende l’asso femminile più formidabile di tutti i tempi.

Oltre che con le stelle guadagnate per gli abbattimenti, la fusoliera del suo Yak-1 era decorata con un giglio bianco, un simbolo del “cacciatore libero”; una specie di guerriero dell’aria che ha la libertà di cacciare e distruggere a volontà gli aerei nemici.

Secondo un altro asso sovietico della Seconda guerra mondiale, Aleksandr Pokryshkin, “questa è la più alta forma di combattimento per un guerriero dell’aria.” La Litvjak meritava questo onore, e il suo nome bianco era “Giglio” o “Giglio bianco, 44” - il numero del suo aereo.

Lultimo volo

Nel 1943, la sfortuna cominciò a perseguitare Litvjak. In primo luogo, suo marito, Aleksej Solomatin, pilota combattente ed eroe dell’Unione Sovietica, morì in un incidente il 21 maggio. Poi a luglio, la sua migliore amica, Ekaterina Budanova, venne uccisa in azione.

Tutto ciò fu di cattivo auspicio per la Litvjak, e il 1° agosto, durante la battaglia per il Donbass, il suo aereo cadde durante una missione. Aveva solo 21 anni.

Donne pilota del 586esimo reggimento. Da sinistra a destra: Litvjak, Budanova e Kuznetsova

Dal momento che era dispersa in azione, la Litvjak non venne decorata al valor militare come Eroe dell’Unione Sovietica, perché la dirigenza del Paese temeva che fosse stata fatta prigioniera.

Nel 1979, i suoi resti furono scoperti e nel 1990, grazie a un decreto speciale del leader sovietico Mikhail Gorbachev, Lidja Litvjak ricevette l’onore postumo di Eroe dell’Unione Sovietica. 

LAsso numero 2

Ekaterina Budanova era la migliore amica della Litvjak e il secondo asso femminile dell’Unione Sovietica, con 266 missioni di combattimento effettuate e 11 aerei nemici abbattuti.

Proprio come la Litvjak, la Budanova iniziò la sua carriera di combattimento nel 586°. Poco dopo l’incontro, le due giovani donne divennero presto amiche inseparabili. I loro destini erano simili sotto molti aspetti.

Ekaterina Budanova

L’asso sovietico Vladimir Lavrinenko le ha ricordate così: “Katja (Ekaterina) era divertente e vivace, mentre Lilja (Lidja) Litvjak, era l’opposto, pensierosa e silenziosa. Le ragazze erano grandi amiche, ma Katja dominava”.

Una volta, durante una missione di “caccia libera”, la Budanova abbatté un velivolo da ricognizione tedesco, un Focke-Wulf 189, che i piloti sovietici consideravano una preda estremamente difficile.

L’ultimo combattimento della Budanova fu il 19 luglio 1943, vicino alla città di Antratsit, nella regione del Donbass. La Budanova e la Litvjak erano di scorta a un Ilyushin Il-2 Šturmovik quando i Messerschmitt Bf 109  tedeschi attaccarono.

Sebbene colpita dal nemico, la Budanova fu in grado di far atterrare il suo aereo. Tuttavia, morì per le ferite riportate e fu sepolta nel vicino villaggio di Novokrasnovka. Aveva 26 anni.

Come la Litvjak, non fu decorata come Eroe dell’Unione Sovietica, perché ufficialmente era dispersa in azione. Nel 1993, ha ricevuto gratificazione postuma con il titolo di Eroe della Federazione Russa.

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