Dieci anni di Vkontakte

La home page di Vkontakte.

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: PhotoXPress
Il social network russo ha appena tagliato un nuovo traguardo. Dal 2006, anno della sua fondazione, è riuscito a superare Facebook e Odnoklassniki per numero di utenti nella Federazione e oggi vanta 70 milioni di iscritti

I social network in Russia si stavano diffondendo sempre di più. Facebook non aveva ancora la versione in russo e la rete sociale più seguita di quel periodo era Odnoklassniki. Poi, nell'ottobre 2006, Pavel Durov lanciò Vkontakte. E il destino della Rete russa cambiò.

In pochi anni Vkontakte è riuscito a raggiungere Odnoklassniki per popolarità, reggendo il confronto con Facebook nonostante il lancio della sua versione russa. E ha guadagnato lo status di sito più popolare del Paese, riuscendo a difendere ancora oggi questa posizione. Vkontakte vanta infatti 70 milioni di utenti unici secondo gli analisti di SimilarWeb ed è il quinto sito più visitato al mondo. La società Alexa Internet, invece, lo valuta al ribasso: al 16° posto.

Un clone di Facebook o un progetto innovativo?

Come Facebook, anche Vkontakte è nato come un progetto per studenti. Durov ha iniziato elaborando un sito per salvare le risposte per le sessioni di esami, creando poi una pagina per gli studenti della sua università. “VK” avrebbe dovuto chiamarsi student.ru, ma poi gli sviluppatori hanno deciso di puntare su un pubblico più ampio e si fermarono al nome VKontakte.

Il social network bianco e blu era destinato a confrontarsi con Facebook. “Il Facebook russo non fa alcun tentativo di nascondere che si tratta di un clone. Vkontakte.ru imita quasi esattamente il design di Facebook”, ironizzava nel 2007 il sito Mashable. Durov ha ammesso di aver assimilato l'esperienza di Zuckerberg per la creazione di “VK”, ma ha sottolineato che il suo era un progetto indipendente e, a suo avviso, più completo.

I contenuti gratuiti alla base del successo

“Certo, all’inizio Vkontakte sembrava un clone di Facebook, ma più a livello di design. Quanto alle funzioni era molto più libero, nello stile pazzo russo”, dice Maksim Kornev, professore associato di tecnologie TV, radio e Internet dell’Università statale russa di materie umanistiche. Secondo Kornev i contenuti ad accesso libero, seppure non sempre legali, hanno costituito il segreto del dominio di “VK”, soprattutto nei primi anni. Inoltre “VK” ha scommesso sugli studenti, dice Yurij Sinodov, fondatore del sito web sul business dei media Roem.ru. A suo parere, “è più facile coinvolgere i giovani nell'uso dei progetti Internet”.

Per quanto riguarda Facebook, secondo Sinodov, nei primi anni della sua versione in lingua russa (lanciata nel 2008), questo social network funzionava palesemente male in Russia: “Facebook era lento a caricarsi e scomodo da usare nella versione mobile”. “VK” era più veloce e per questo ha conservato il suo pubblico.

Dopo Durov

Pavel Durov, non solo ex direttore generale e fondatore del sito, ma anche suo creatore e volto, ha venduto le sue azioni e si è dimesso nel 2014. Lo ha fatto perché riteneva inaccettabili le richieste dell’FSB di fornire i dati personali degli utenti connessi con l’euromaidan ucraino, così ha motivato la sua decisione. Durov ha lasciato la Russia e si è concentrato sul suo programma di messaggistica istantanea Telegram.

Con la nuova dirigenza, il sito ha cominciato a perseguire una politica più decisa nei confronti dei contenuti pirata: gli audio e video illegali vengono rimossi. Allo stesso tempo, “VK” cerca di mantenere il dominio nel mercato russo. A partire dall'estate del 2015 il sito ha lanciato l’applicazione Snapster, molto simile per le sue funzionalità a Instagram. I link stessi a Instagram vengono bloccati. “Il sito è cresciuto e cerca di restare al passo con le tendenze globali: dirette video, trasferimenti di denaro e presto un sistema di messaggistica”, dice Maksim Kornev.

Gli arresti e gli scandali

Il messaggio scandalizzato di Durov verso l’FSB non è l'unico caso di stretto contatto tra “VK” e le forze dell'ordine. Secondo i dati del direttore del centro di informazioni analitiche “Sova” Aleksandr Verkhovskij, tra l’80 e il 90% degli arresti per dichiarazioni estremiste (più di 500 nel 2015) avviene proprio tramite post o condivisioni su “VK”.

“L’amministrazione di VK è russa, quindi invia certamente i dati di fronte alle richieste della polizia”, dice Aleksandr Verkhovskij. I social media Facebook e Twitter, basati in altri Paesi, collaborano molto più lentamente e con maggior riluttanza con le autorità russe. Pertanto, “VK” è tra i posti peggiori in cui rilasciare dichiarazioni pubbliche discutibili dal punto di vista della legislazione russa.

Altri scandali riguardo a “VK” sorgono a causa dei gruppi in questo social network. Così, a maggio 2016 è scoppiato un polverone dopo la pubblicazione di Novaya Gazeta su una rete di gruppi che presumibilmente istigavano gli adolescenti al suicidio. “VK” ha dichiarato che, sia in maniera autonoma, sia in collaborazione con il Roskomnadzor, blocca sempre qualsivoglia gruppo che fornisce spiegazioni su come commettere un suicidio o che incita a farlo.

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