Così il Vostochnyj cambia il futuro del settore spaziale

La rampa di lancio del nuovo cosmodromo

La rampa di lancio del nuovo cosmodromo

: Igor Ageenko/RIA Novosti
Con un lancio effettuato alle 5.01 del 28 aprile è stato inaugurato il nuovo cosmodromo russo. La base, costata quasi 10 miliardi di dollari, si trova nella steppa dell’Amur e sta modificando la vita di questi luoghi e dei loro abitanti

La nuova era per lo spazio russo parte dal Vostochnyj. Dopo un rinvio dovuto a un inconveniente tecnico, questa mattina è stato inaugurato il nuovo cosmodromo. Alle 5.01 ora di Mosca (le 4.01 in Italia) è infatti avvenuto con successo il primo lancio, così come ha comunicato l’agenzia spaziale russa Roscosmos: un vettore Soyuz-2.1a ha lasciato la Terra per portare in orbita tre satelliti. “La Russia resta in Paese leader per numero di lanci nello spazio”, ha commentato il Presidente russo, sul posto per assistere al lancio inaugurale.

Il cosmodromo

L'installazione del vettore Soyuz-2. Fonte: Igor Ageenko/Ria Novosti

Costruito in quattro anni, il cosmodromo si trova nella regione dell’Amur, nell’Estremo oriente russo, a circa 6.000 chilometri a est di Mosca: una regione dal clima rigido e dalla bassa densità di popolazione. Qui infatti vivono solamente 2,2 persone per chilometro quadrato. 

La decisione di costruire un nuovo cosmodromo venne presa nel 2007, quando ci si rese conto che le vecchie strutture sovietiche del Kazakhstan avevano bisogno di grossi investimenti. Ma spendere ingenti somme di denaro in un altro Paese, dovendo perlopiù pagare un affitto per poter utilizzare la base, non aveva alcun senso (la Russia spende infatti circa 225 milioni di dollari all’anno per l’affitto e l’utilizzo del Bajkonur). Ecco perché Mosca decise di investire in un altro progetto, anche se molto più costoso. Per dare vita al Vostochnyj, infatti, sono stati spesi tra i 6 e i 10 miliardi di dollari. Un prezzo elevato, dovuto al fatto che la struttura è stata costruita da zero. Un progetto colossale, che ricorda i mastodontici progetti di epoca sovietica. 

Due città in una

Il cosmodromo Vostochnyj si trova vicino a due piccole città chiuse, alle quali hanno accesso solamente i residenti o le persone con un permesso speciale. Uglegorsk esiste da molti anni. Ma Tsiolkovskij è ancora in fase di costruzione. Questi due centri abitati in teoria sarebbero stati uniti e avrebbero preso il nome di Tsiolkovskij, ma la strada che li collega non è ancora stata ultimata. La gente del posto non si è ancora abituata a questo cambiamento e continua a chiamare la zona Uglegorsk. 

L'mmagine di Yurij Gagarin a Uglegorsk. Fonte: Yurij Smityk/Tass

Il primo centro spaziale di Uglegorsk venne costruito nel 1996. Si chiamava Svobodnyj per via del distretto dove si trovava e qui venivano realizzati alcuni lanci che non venivano effettuati nel Bajkonur. Questo luogo non venne scelto a caso. Dal 1969 il distretto ospitava una divisione di missili strategici. Per non attirare l’attenzione sulla costruzione di un luogo di lancio di missili balistici, il posto venne ribattezzato Uglegorsk (ugol’ in russo significa “carbone”). Ma qui nessuna estrazione di carbone venne mai realizzata.

Nel 1994 la divisione di missili venne smantellata e iniziarono i lavori per il cosmodromo di Svobodnyj, che venne messo in funzione due anni più tardi. Nell’arco dei dieci anni successivi si tennero cinque lanci: uno russo e quattro stranieri, per la precisione da parte degli Stati Uniti, della Svezia e due di Israele.

Nel 2007 l’attività di Svobodnyj venne interrotta e iniziò la costruzione del cosmodromo. Uglegorsk continuò a essere una città chiusa. Attualmente conta una popolazione di 6.000 persone, molte delle quali lavorano nel programma spaziale o nei servizi ad esso collegati. È come se il tempo si fosse fermato. Nessuno taglia l’erba nello stadio, che cresce a dismisura. Nell’asilo sono ancora visibili alcuni bassorilievi sovietici, mentre nel piccolo parco cittadino svetta una statua di Yurij Gagarin. 

I dintorni

Le autorità della regione premono affinché Uglegorsk venga inclusa nel programma federale dell’Agenzia spaziale russa per poter sviluppare dei centri spaziali nel 2016 e nel 2025, spiega Dmitrij Tetenkin, vice presidente del governo della regione dell’Amur. Inoltre c’è un progetto per installare un nuovo sistema di distribuzione del gas, per ristrutturare 33 edifici abitati e per rimettere a nuovo 20 chilometri di strade e costruire nuovi impianti sportivi. Nella città verrà poi realizzato un nuovo complesso culturale con una moderna biblioteca e un centro per bambini. Saranno necessari anche asili e scuole. 

A Tsiolkovskij, che ospiterà in futuro 20.000 persone, gli specialisti provenienti da fuori riceveranno appartamenti. In questo momento la città ha l’aspetto di un nuovo quartiere in costruzione. Nel frattempo, dal Bajkonur e da altre città continuano ad arrivare tecnici e ingegneri.

Vista di Tsiolkovskij. Fonte: Igor Ageenko

“Sono nato a Leningrado e lì ho lavorato nel campo dell’ingegneria. Nel 2013 ho deciso di cambiare vita. E mi sono trasferito a Tsiolkovskij”, racconta Evgenij Kovalenko, direttore dei progetti per le Tecnologie Speciali di Costruzione. “Prima che venisse costruita la città, qui non c’erano altro che taiga e una pista di atterraggio per elicotteri. Durante il primo inverno vivevamo infatti in prefabbricati collocati nell’eliporto”.

Attualmente a Tsiolkovskij si contano quattro edifici abitati e un negozio. La zona è collegata al luogo di lancio attraverso dei bus navetta. E la città la si può attraversare in lungo e in largo in pochi minuti. In questo luogo si dà particolare attenzione allo sport: ci sono infatti quattro campi da calcio e in autunno verrà inaugurata una piscina. 

L'articolo è stato realizzato sulla base di materiali tratti dall'agenzia Tass

I giochi di simmetria dell’architettura sovietica

 

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