La biblioteca Dante Alighieri di Mosca a rischio sfratto

Sulle finestre i cartelli con scritto “La biblioteca deve restare qui” e “Giù le mani dalla nostra biblioteca”.

Sulle finestre i cartelli con scritto “La biblioteca deve restare qui” e “Giù le mani dalla nostra biblioteca”.

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Uno dei centri culturali italiani più prestigiosi e antichi della città rischia di chiudere i battenti per lasciare spazio al Comitato investigativo della capitale russa. Ma scattano le proteste. Massiccio il sostegno della comunità italo-russa. E il dietrofront del Dipartimento della Cultura, che per il momento ha annullato l’ordine di sgombero, non rassicura i cittadini

Dante Alighieri è a rischio sfratto. Ma la comunità italo-russa di Mosca non ci sta e alza la voce. La piccola biblioteca italiana fondata nel 1955 e intitolata al padre della Divina Commedia rischia infatti di chiudere i battenti per fare spazio al progetto di ampliamento del Comitato investigativo della capitale russa, che occupa buona parte dello stesso edificio al civico 8 di via Stroitelej, nella zona universitaria della città. Ma quella che doveva essere una semplice operazione di trasloco ha sollevato un polverone inaspettato. Studenti, insegnanti, scrittori, residenti del quartiere. Russi e italiani insieme, per dire no a un’operazione che, secondo gli attivisti, rischia di “smembrare” il ricco patrimonio della biblioteca, unico in tutta Mosca e nel resto del Paese. 

Il caso

La notizia dello sfratto è arrivata come una doccia fredda: entro il mese di aprile, hanno fatto sapere, lo spazio dovrà essere liberato. Ecco allora spuntare i primi scatoloni e le pile di libri ammassati, pronti per il trasloco. Destinazione: due diverse sedi, rispettivamente in ulitsa Novatorov e a Troparevo, in una zona periferica a sud-ovest della città.

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“Il problema non sta solo nel fatto che si tratta di sedi lontane dalla zona universitaria e dal centro - commenta Giovanni Savino, storico, insegnante all'università RANKhGS di Mosca -. Il punto è che in questo modo le collezioni della biblioteca verrebbero separate: una perdita gravissima per un patrimonio storico, culturale e letterario italiano che non ha eguali in tutta la Russia. E forse in tutta Europa. Inoltre si tratta di un centro di riferimento importante non solo per gli italiani a Mosca, ma anche per i russi che studiano la nostra lingua. Senza contare che sono a rischio anche diversi posti di lavoro”.

Probabilmente anche gli stessi ideatori del progetto non si aspettavano di scatenare, con il semplice trasloco di una biblioteca di quartiere, un simile terremoto: alla notizia dello sfratto hanno fatto seguito le raccolte firme, le assemblee di protesta, le mobilitazioni sui social network. È apparso anche un hashtag, #dante183 (183 corrisponde al numero della biblioteca cittadina, ndr), con il quale i messaggi di sdegno stanno rimbalzando sui vari social network.

“In questi giorni abbiamo raccolto oltre 25.000 firme - racconta Nikolaj Dzhumakuliev, direttore della Biblioteca N.67 di Mosca, tra i più attivi sostenitori del “no allo sfratto” -. Abbiamo ricevuto un fortissimo sostegno sia da parte dei moscoviti, sia da parte degli italiani residenti a Mosca e all’estero. In molti sono intervenuti alzando la voce contro la chiusura della Dante Alighieri. E il nostro grido, a quanto pare, non è rimasto inascoltato”.

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Il dietrofront

Per il momento infatti lo sfratto della Dante Alighieri è stato fermato. Con una nota diffusa ieri alla stampa e pubblicata sul sito del Dipartimento della Cultura del Comune di Mosca, la chiusura sembra essere scongiurata. Almeno per il momento.

“Il 14 aprile la direzione del Sistema delle biblioteche centrale del quartiere sud-occidentale di Mosca, senza alcun motivo giuridico e logico, ha emesso l’ordine di interruzione del lavoro della biblioteca, stabilendo il trasloco del suo fondo - si legge nella nota del capo del Dipartimento Cultura della Città di Mosca, Aleksandr Kibovskij -. Era logico che si sarebbe scatenata un’ondata di reazioni negative. Quindi ho incontrato i rappresentanti della comunità a favore della biblioteca, ordinando di annullare un ordine così strano. Proprio questa mattina (il 19 aprile, ndr) ho convocato il capo del Sistema delle biblioteche centrale Vadim Talanov: al termine del nostro colloquio è stato fatto presente l'abuso di ufficio. Credo che trarrà le giuste considerazioni da quanto successo, compresa la necessità di una maggiore comunicazione con il personale della biblioteca su questioni così importanti. Vorrei inoltre ringraziare la comunità e i cittadini per la solidarietà dimostrata a sostegno della cultura”. 

L’allarme non rientra del tutto

Per il momento, quindi, Dante resta al suo posto. Ma non per sempre, scommettono i sostenitori del centro culturale, dove nel frattempo sono comparsi cartelli con scritto “La biblioteca deve restare qui” e “Giù le mani dalla nostra biblioteca”.

“L’ordine di trasloco è stato al momento sospeso - spiega Nikolaj Dzhumakuliev -, ma non credo che sia una cosa definitiva. Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni. Non escludiamo che vengano proposte nuove sedi. Noi comunque continueremo a far sentire la nostra voce”. 

Le manifestazioni di protesta

E proprio per tenere alta l’attenzione su questa questione, nella serata di oggi, 20 aprile, si terrà una riunione tra i residenti del quartiere; mentre il 23 aprile, in occasione dell’annuale “Biblionoch”, alla Dante Aligheri si svolgerà una maratona di lettura della Divina Commedia, che verrà interpretata da scrittori, poeti, artisti, giornalisti e semplici cittadini in tantissime lingue diverse. Per urlare a gran voce, e in tutte le lingue del mondo, che Dante a Mosca non si tocca.

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