Come nasce la Fortuna

E se il mondo rispondesse a una legge di armonia, per cui il bene debba essere compensato dal male in egual misura?
 
Vadim Avva (Foto: archivio personale)

Avevo letto qualche anno fa che l'autrice di Harry Potter scrisse il suo capolavoro in un momento difficile della sua vita. Senza lavoro, senza soldi, abbandonata dal consorte, con i conti da pagare scrisse, seduta al tavolino di cucina, quello che sarebbe diventato un bestseller, un caso letterario senza precedenti. Fortuna ci ha messo lo zampino per ristabilire l'armonia degli eventi? Penso di sì e, considerando l'argomento magico in sé dell'opera, l'elemento mistico aveva il modo di essere... E di Fortuna si tratterebbe anche nel caso di Vadim Avva. Protagonista di un "cerchio magico" di circostanze personali avverse anch'egli - situazioni senza via d'uscita e di quell'elemento fondamentale che "move il sole e l'atre stelle" e cioè l'energia più potente dell'universo - l'amore, Vadim s'inventa, come dice lui, il suo "pane libero" - uno spettacolo d'amore. In poesia.

Parlare d'amore è difficile, talmente che oggi la poesia d'amore è considerata un genere poetico minore. Eppure tocca a tutti, l'amore, prima o poi! Ed è capitato anche al nostro poeta. Vadim Avva, classe 1968, nato in Lettonia, Daugalpis. Scuola, servizio militare, studi universitari. Conduttore di un programma televisivo d'opposizione in lingua russa, "Quotidianità" (1991) con un ascolto di 900.000 persone che in un Paese di 2.500.000 abitanti è tutt'ora un record da battere, lascia la Tv per occuparsi di relazioni pubbliche e marketing in una banca. Dopo qualche anno cambia ancora. Dal 2000 fino al 2009 si occupa di cinema, videoclip, pubblicità. Spirito inquieto, complice anche il periodo di cambiamenti epocali nei Paesi baltici, ritorna di nuovo a lavorare in banca (fino al 2011). Nel 2011 abbandona la banca e inizia a scrivere poesie. Colpito, sicuramente, dalle vicissitudini personali che lui stesso definisce "senza via d'uscita" trova quella via salvifica in un'idea. La poesia.

"La poesia che eravamo costretti a studiare e recitare a scuola, come tutte le cose imposte, non a tutti ha lasciato dei bei ricordi, mentre penso che il teatro rimanga sempre amato e piace al pubblico", dice Vadim. Nasce così uno spettacolo in versi, dove egli è attore - lettore - autore unico. Aiutato dagli amici nel 2014 mette in scena "Non una parola sull'amore". Uno spettacolo giocato su un filo sottile di tensioni in crescendo, un dialogo con il pubblico sull'amore e d'amore. Accompagnato dalla musica al pianoforte e da una figura femminile che danza, oppure sta seduta, girata di spalle al pubblico, comunque sempre presente, un uomo si confessa. È una storia di un uomo e di una donna e di quell'estremo, eterno mistero ch'è l'amore. Come attrazione, sofferenza, gioia, felicità, dolore - come una parte essenziale dell'universo, come la storia dell'umanità tutta...

A un anno dal debutto, Vadim, il 13 marzo, porterà la sua fortunata performance sulla scena del Teatro Nazionale dell'Opera (Sala Nuova). Prezzo del biglietto d'ingresso è di 15- 25 euro, ch'è  tutto dire. Gli auguro un grande, meritato successo. Uno spettacolo il suo che riconduce la poesia alla fonte, all'idea del teatro greco. Una poesia a contatto diretto con il pubblico e con le passioni, e non già un noioso reading di altrettanto noiosi poeti che scrutano e sfruttano i propri abissi, domandandosi chissà che cosa, e che il pubblico esiguo e mummificato non capisce e non ha voglia di scrutare. E all'ultimo, vorrei sottolineare che lo spettacolo è in lingua russa. "Considero Russia la mia patria spirituale", dice Vadim - un lettone, un poeta, uno spirito libero. La sua è una sfida, un'opposizione al mondo dei senz'amore e alla globalizzazione impostataci, come un'applicazione virtuale e virale. Dunque, "Non una parola sull'amore" e tutto sull'amore e che la Fortuna vi protegga, amici, poiché nelle umane cose vi è sempre presente ed ha un ruolo decisivo l'elemento mistico e dei cieli, che a qualcuno piaccia o meno. Buona primavera e che la poesia vi assista!

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