Italia-Russia, i punti di collaborazione sui trasporti

La stazione Kazansky di Mosca (Foto: Itar-Tass)

La stazione Kazansky di Mosca (Foto: Itar-Tass)

In un periodo di crisi globale come quello attuale, gli investimenti sulle infrastrutture da parte di Mosca potrebbero giovare anche all'economia di Roma, se ne saprà cogliere le opportunità

Gli interessi congiunti fra Italia e Russia nel settore dei trasporti si sono rafforzati nel periodo più difficile per l’economia italiana. Infatti, fra il 2008 e il 2012 i valori dell’interscambio commerciale fra i due Paesi hanno continuato a crescere (+8,2 per cento) e il numero di passeggeri aerei nello stesso lasso temporale è aumentato di oltre il 50 per cento.

Le condizioni per un ulteriore sviluppo delle relazioni si basano su uno scenario politico più favorevole e su una maggior attenzione degli imprenditori italiani nei confronti di un’economia che si prevede nel 2013 di superare quella dell’Italia in termini nominali, divenendo così l’ottava economia al mondo.

L’adesione lungamente attesa della Russia all’Organizzazione Mondiale del Commercio, perfezionata alla fine del 2012, è destinata ad attivare, come avvenuto per la Cina, un processo di chiarimento delle normative e delle procedure per gli interscambi commerciali e per gli investimenti diretti all’estero.

Inoltre, nel 2012 è stata completata l’Unione Doganale tra Russia, Kazakhstan e Bielorussia, che insieme rappresentano ben l’83 per cento del potenziale economico dell’ex Unione Sovietica ed ha previsto l’abolizione dei controlli alle frontiere (in vigore già dal luglio 2011).

In questo contesto, le politiche russe sono improntate a un rafforzamento delle infrastrutture a supporto dell’integrazione con l’Unione Europea, valorizzando in particolare i corridoi ferroviari sulle lunghe distanze in modo da costituire elementi di cerniera anche verso l’Asia, in grado di permettere sia una riduzione dei costi del trasporto sia la creazione di nuove polarità urbane attraverso anche la creazione di innovativi nodi di interscambio.

La condivisione e il supporto da parte dell’Italia a questa progettualità di lungo periodo deve essere convinto, perché gli interessi economici di base fra le due nazioni sono molto complementari.

L'autore è docente di Economia dei Trasporti dell'Università Bocconi e vice direttore del Certet

L'intervento è stato pubblicato nell'edizione cartacea di "Russia Oggi" del 25 aprile 2013

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