Crimea, due anni dopo

Il Mar Nero visto dal villaggio di Beregovoye, vicino alla città di Feodosia.

Il Mar Nero visto dal villaggio di Beregovoye, vicino alla città di Feodosia.

: Sergej Malgavko/RIA Novosti
Sono trascorsi 24 mesi dall’adesione della penisola alla Federazione. Cosa è cambiato da allora e qual è la situazione oggi?

La Crimea: dove si trova e chi ci vive?

La penisola della Crimea, o più semplicemente Crimea, si trova a nord del Mar Nero e a sud dell’Ucraina. In questo territorio convivono 175 nazionalità (solo per fare un paragone, in Russia in totale vivono 193 popoli). Secondo un censimento del 2015, buona parte dei cittadini sono russi (un milione e mezzo, ovvero il 68%), seguiti da ucraini (344.500, 15,7%) e tatari di Crimea (232.300, 10,6%).

A chi appartiene?

Secondo la legislazione russa, appartiene alla Federazione Russa. L’Ucraina e la comunità internazionale (il G7, la Nato e l’Unione Europea) ritengono però che la penisola faccia ancora parte dell’Ucraina. L’adesione della Crimea alla Russia è avvenuta dopo una serie di manifestazioni di massa a Kiev nell’inverno 2013-2014 (il cosiddetto Euromaidan), seguite dalla salita al potere dell’opposizione in parlamento e dalla cacciata del Presidente ucraino Viktor Yanukovich. La Crimea si è opposta al “cambiamento anticostituzionale del potere a Kiev” e si è staccata dall’Ucraina, condannando il sentimento antirusso nel Paese.

Le autorità crimeane hanno adottato una Dichiarazione di indipendenza e organizzato un referendum, al termine del quale è risultato che il 95,6% degli abitanti ha votato per l’adesione della penisola alla Russia.

Perché molti Paesi considerano la Crimea parte dell’Ucraina?

Cento Paesi membri delle Nazioni Unite non riconoscono la legittimità del referendum della Crimea, sostenendo che esso violi la Costituzione ucraina. Secondo loro, nessuna decisione in merito alle frontiere ucraine può essere presa sulla base di un referendum nazionale. Secondo la legge ucraina, la Russia si sarebbe annessa un parte di territorio di uno Stato confinante. In segno di protesta, gli Usa e i Paesi dell’Unione Europea hanno introdotto delle sanzioni nei confronti di alcuni alti funzionari russi e contro alcuni settori dell’economia russa.

La Crimea ha sempre fatto parte dell’Ucraina? 

La penisola è appartenuta alla Russia dal 1783 al 1954, prima che il governo sovietico decidesse di consegnarla alla Repubblica di Ucraina come “regalo” per l’anniversario dell’annessione dell’Ucraina alla Russia, avvenuta nel 1654. Per la maggior parte degli abitanti della Crimea, questa decisione all’epoca non aveva alcun tipo di conseguenza, poiché tutta la procedura era avvenuta all’interno dell’Unione Sovietica. Con la caduta dell’Urss e l’indipendenza dell’Ucraina, la Crimea è rimasta in suo possesso.

Cosa è successo con l’elettricità?

Dopo l’adesione alla Russia, la penisola ha subito un blackout. Tutto è partito con l’acqua: Kiev ha fermato i rifornimenti in Crimea (prima di allora, l’Ucraina copriva l’85% del fabbisogno di acqua potabile nella penisola).

Successivamente la Crimea è stata privata delle forniture e dei prodotti ucraini. I tatari di Crimea, gli attivisti ucraini e alcuni membri di un’organizzazione di estrema destra hanno bloccato le strade fra la Crimea e l’Ucraina, rendendo impossibile l’accesso ai camion che trasportavano cibo. Nel novembre 2015, la penisola si è vista costretta a dichiarare lo stato di emergenza a causa di un blocco di energia: alcuni individui non identificati, vicini alla parte ucraina, avrebbero fatto saltare le linee elettriche che alimentavano la penisola.

Oggi il problema dell’approvvigionamento di acqua è stato parzialmente risolto e anche il deficit alimentare, grazie ai prodotti russi, è stato ristabilito. Il 2 dicembre è stato avviato un ponte energetico con la regione di Krasnodar.

I sistemi di pagamento Visa e Mastercard nella penisola non funzionano a causa delle sanzioni e, al momento della stesura di questo articolo, tali carte potevano essere utilizzate solo se emesse da banche russe.

I russi sono contenti dell’adesione della Crimea?

Sì, anche se l’euforia per il ritorno della Crimea è logicamente calata in due anni: se nel 2014 la decisione era stata accolta positivamente dal 79% della popolazione, in un anno è calata al 69%, secondo il centro Levada. A livello generale, il consenso su questo tema regge ancora, sia a livello di governo, sia all’interno della società.

Si può circolare legalmente tra la Crimea e l’Ucraina?

I cittadini ucraini possono entrare in Crimea con il proprio passaporto. Kiev infatti considera che i confini non siano altro che una separazione amministrativa, e Mosca non ha introdotto limitazioni: tra i due Paesi esiste infatti un regime senza visti, così come già avveniva prima degli eventi che hanno interessato la Crimea.

Gli stranieri, invece, devono ricevere dai servizi ucraini per l’immigrazione un’autorizzazione particolare per recarsi in Crimea attraverso l’Ucraina e devono rientrare passando per lo stesso punto dal quale sono partiti.

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