CSTO: è riuscita la Russia a costruire la sua NATO in Eurasia?

Base militare in Kyrgyzstan.

Base militare in Kyrgyzstan.

: Mikhail Voskresenskiy/RIA Novosti
A maggio si celebrano i 15 anni dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, un’alleanza politico-militare tra i Paesi dell’ex Unione Sovietica con la Federazione Russa in testa. In questo arco di tempo l’organizzazione non è stata coinvolta in conflitti veri e propri ma, secondo gli esperti, il suo apporto alla difesa dell’Asia Centrale dal terrorismo è stato fondamentale

L'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO) celebra quest’anno uno strano “doppio” anniversario: l’accordo che aveva dato il via all’alleanza politico-militare tra i Paesi dell’ex blocco sovietico era stato firmato ben 25 anni fa, nel 1992, ma per 10 anni di fatto è rimasto lettera morta. Negli anni Novanta lo spazio post-sovietico è stato attraversato da molteplici conflitti: la guerra del Nagorno-Karabakh (1992-1994), la guerra civile in Tagikistan (1992-1997), la guerra georgiano-abcasa (1992-1993), i conflitti nella regione russa della Cecenia (1994-1996 e 1999-2000).

A partire dagli anni Duemila la situazione si è stabilizzata e ha permesso di costruire intorno all’accordo del 1992 un’organizzazione internazionale a tutti gli effetti: Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Armenia, Kirghisia e Tagikistan hanno fondato nel maggio del 2002 l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva. Gli scopi indicati nello statuto rimangono gli stessi ancora oggi: “Il rafforzamento della pace, della sicurezza internazionale e regionale, la difesa – su base collettiva – dell’indipendenza, dell’integrità territoriale e della sovranità di ciascun Stato membro”.

L’ombra dell’Afghanistan

Ancor prima che la CSTO venisse istituzionalizzata, nel 2001, i futuri membri si erano riuniti in una formazione di stampo militare: la Forza di reazione rapida (KSBP). Secondo gli esperti la motivazione che ha portato alla nascita di un simile gruppo di difesa è stata la minaccia dell’avanzamento in Asia Centrale del terrorismo proveniente dall’Afghanistan dove tra il 1996 e il 2001 il comando era in mano agli estremisti talebani.

“Se in Afghanistan non avesse iniziato a funzionare la coalizione internazionale guidata dagli USA, i Paesi del Trattato di sicurezza collettiva avrebbero dovuto respingere le incursioni degli estremisti che arrivavano dall’Afghanistan”, sottolinea in una relazione per il Russian International Affairs Council Yulia Nikitina, ricercatrice del Centro di ricerche post-sovietiche MGIMO. “Per questo è importante creare forze congiunte”.

Al 10mo incontro del Comitato militare del CSTO a Minsk. Fonte: Viktor Tolochko/RIA NovostiAl 10mo incontro del Comitato militare del CSTO a Minsk. Fonte: Viktor Tolochko/RIA Novosti

Addestramento e antiterrorismo

Tuttavia le cose hanno preso una piega diversa: in Afghanistan è partita un’operazione voluta da una coalizione internazionale e le Repubbliche dell’ex Urss sono riuscite a evitare un massiccio assalto da parte degli estremisti. Intanto la CSTO continuava a crescere in veste di organo di sicurezza collettiva: nel 2009 ha fatto il suo ingresso in campo un gruppo congiunto di truppe militari più ampio della Forza di reazione rapida, ovvero le Forze collettive di reazione operativa (KSOR). I due gruppi insieme dispongono al momento di circa 25.000 uomini.

Finora la CSTO non è mai stata coinvolta in conflitti a fuoco, ma ogni anno l’organizzazione promuove addestramenti militari dove poter sviluppare le tecniche di contrattacco e le operazioni contro le cellule criminali. Per il 2017 sono previsti addestramenti su ampia scala con l’intervento del KSBP e del KSOR oltre alla partecipazione di alcuni gruppi promotori di pace.

Yulia Nikitina rileva gli indubbi aspetti positivi dell’attività della CSTO dal punto di vista militare: gli addestramenti congiunti aiutano a sviluppare schemi d’azione da impiegare durante i conflitti e aumenta la qualifica dei soldati. D’altro canto però, come fa notare Aleksej Malashenko del Centro Carnegie di Mosca, la reale forza della CSTO rimane al momento ignota, poiché l’organizzazione non ha mai preso parte a conflitti reali. “Nessuno ha visto l’organizzazione all’opera. Gli addestramenti congiunti sono una buona cosa, ma sono sempre ben diversi dai combattimenti reali”, ha concluso Malashenko.

ase militare in Kyrgyzstan. Fonte: Mikhail Voskresenskiy/RIA Novostiase militare in Kyrgyzstan. Fonte: Mikhail Voskresenskiy/RIA Novosti

Perché c’è bisogno della CSTO?

Allo stesso tempo gli esperti ritengono che l’esistenza stessa della CSTO prevenga i conflitti. “15 anni fa la maggior parte degli opinionisti aveva previsto una nuova ondata di violenti scontri, anche in Asia Centrale. Invece non ci sono stati”, ricorda Sergej Karaganov, Preside della Facoltà di politica mondiale dell’Alta Scuola di Economia di Mosca. “E in larga misura lo dobbiamo al fatto che la Russia e gli altri Paesi hanno collaborato, consolidando le proprie forze armate”. Secondo il politologo da questo punto di vista l’alleanza è stata molto efficace. Condivide lo stesso parere anche Vladimir Zharichin, vicedirettore dell’Istituto dei Paesi della CSI: la CSTO a suo avviso è stata creata come blocco di difesa e porta avanti con successo i propri obiettivi che per Zharichin non si fermano alla sola lotta contro il terrorismo: “Grazie all’aiuto di questa organizzazione la Russia offre ai paesi della Comunità degli Stati indipendenti il proprio ‘ombrello nucleare’ aumentando così la stabilità nei Paesi che rientrano nella CSTO”. In altre parole il compito ufficioso della coalizione sarebbe porre un freno alle “rivoluzioni colorate” nei Paesi membri.

“La NATO russa”

Nella stampa occidentale l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva è a volte paragonata alla NATO anche se danno che il confronto non è del tutto corretto. Nell’articolo "Perché l'alleanza militare della Russia non è la nuova NATO" (“Why Russia’s Military Alliance Is Not the Next NATO”) l’analista Eugene Chausovskij sottolinea che nella CSTO spesso non c’è un accordo sulle questioni politiche. I governi della Bielorussia e del Kazakhstan, per esempio, posso manifestare la propria autonomia dalla politica di Mosca e costruire relazioni ad hoc con l’Occidente per cui è sbagliato parlare di una posizione politica condivisa da tutti i membri della coalizione.

Gli esperti russi rilevano anche un’altra differenza tra le due organizzazioni. “L’alleanza nordatlantica è nata come sistema di difesa, in primo luogo per i Paesi occidentali, in ottica di contenimento del comunismo”, ricorda Vladimir Zharichin. “Ora gli obietti e le sfere di competenza sono cambiate e la NATO si è spinta ben oltre i confini dell’Europa diventando una coalizione di tipo espansionistico”. La CSTO al contrario rimane una struttura puramente difensiva e mantiene, secondo Zharichin, gli stessi obiettivi per la quale è stata creata 15 anni fa.