Più sicurezza per il nucleare

Ci sono voluti quasi undici anni per raggiungere questo accordo che obbligherà gli Stati a proteggere impianti e materiali nucleari, prevenendo ogni forma di sabotaggio.

Ci sono voluti quasi undici anni per raggiungere questo accordo che obbligherà gli Stati a proteggere impianti e materiali nucleari, prevenendo ogni forma di sabotaggio.

: Reuters
È entrata in vigore la modifica alla convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari che ridurrebbe il rischio di attacchi terroristici

Volendo interpretare alla lettera le parole dei diplomatici, il mondo, questa settimana, sarebbe diventato più sicuro. Come annunciato dall'AIEA, domenica 8 maggio è entrata in vigore la modifica alla convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari (CPPNM). L'emendamento sarà giuridicamente vincolante per gli Stati, obbligati a proteggere impianti e materiali nucleari per tutta la loro durata, criminalizzerà ogni forma di sabotaggio, sia esso furto o contrabbando di materiale nucleare, e di scambio di informazioni attraverso l'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA).

"Ci sono voluti quasi undici anni per arrivare a questo punto", ha detto il direttore generale dell'AIEA Yukiya Amano durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo regime internazionale a Vienna, venerdì 6 maggio. "L'entrata in vigore ridurrà il rischio di attacchi terroristici con il nucleare, che avrebbero conseguenze catastrofiche. Ne risulta un mondo più sicuro", ha aggiunto.

La lunga strada verso la sicurezza

Il sistema del diritto internazionale si muove lentamente. La Convenzione originale (CPPNM) è stata adottata nel 1979 da 152 Stati ed è entrata in vigore nel 1987. Questa prevedeva che gli Stati, pienamente responsabili di materiali e impianti nucleari, proteggessero tali materiali anche durante il trasporto internazionale. Ma sempre più Paesi hanno elaborato i propri piani nucleari e ha iniziato a circolare in tutto il mondo sempre più materiale. Il rischio che in parte potesse cadere nelle mani di potenziali terroristi stava crescendo.

Nel 2005 la modifica è stata adottata per espandere i regolamenti della convenzione relativi all'uso domestico, lo stoccaggio e il trasporto, pur mantenendo la funzione di coordinamento dell'AIEA. Questa modifica, d'altro canto, è stata percepita come una limitazione dei propri diritti sovrani da alcuni Stati, in particolare quelli in via di sviluppo, che intendono costruire le proprie pacifiche industrie nucleari. Ci sono voluti così 11 anni affinché i due terzi delle parti ratificassero l'emendamento. Ma negli ultimi mesi, in vista del vertice sulla sicurezza nucleare a Washington a fine marzo, a cui la Russia non ha partecipato, è stato raggiunto il punto di svolta di 102 aderenti.

"C'è voluto tempo per raggiungere un risultato. Non è solo una questione interna agli Stati: un problema con la sicurezza nucleare in un Paese può diventare un problema a livello mondiale. E questa catena è forte quanto il suo anello più debole - ha detto a RBTH Laura Rockwood, direttrice del Centro di Vienna per il disarmo e la non proliferazione -. La Russia è stata il primo Stato con armi nucleari tra le parti interessate alla modifica, diventandone da tempo grande sostenitore”. In effetti è stato il ritardo con la ratifica da parte degli Stati Uniti che ha contribuito al rallentamento generale, dovuto alla "difficoltà di lavorare all'interno di una democrazia in cui diversi rami del governo hanno priorità e interessi diversi", ha dichiarato la Rockwood.

Ulteriori sviluppi

“In questo modo la modifica e la convenzione così rafforzata diventeranno ancora più efficaci nella lotta contro il terrorismo nucleare e contro il traffico illecito di materiale nucleare”, ha dichiarato alla cerimonia di venerdì il rappresentante permanente della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna, l'ambasciatore Vladimir Voronkov. Secondo la posizione russa, ha detto, tutti gli altri strumenti di sicurezza nucleare, come la sicurezza informatica, l'individuazione del nucleare, la medicina legale e così via dovrebbero appoggiarsi sul miglioramento della protezione fisica.

Nel mese di dicembre 2016, l'AIEA organizzerà una conferenza ad alto livello sulla sicurezza nucleare. "La Russia intende essere presente a livello ministeriale”, ha annunciato Voronkov.

Porre forte enfasi sul ruolo di coordinamento dell'AIEA nel campo della sicurezza nucleare è in linea con la politica russa di rafforzare l'AIEA come meccanismo internazionale legittimo e inclusivo, in cui tutti gli Stati membri sono coinvolti nel processo decisionale.

In un'intervista a RBTH a margine della cerimonia, Voronkov ha sottolineato l'importanza del fatto che, grazie alla serie di vertici sulla sicurezza nucleare iniziata dagli Stati Uniti e al coinvolgimento attivo dell'AIEA, l'entrata in vigore della modifica sigilla la sicurezza nucleare come parte del mandato dell'AIEA, proprio la questione che era stata affrontata diversi anni fa.

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