Quella volta che Gorbaciov partecipò a uno spot pubblicitario di Pizza Hut e Louis Vuitton

Kira Lisitskaya (Foto: Vladimir Rodionov/Sputnik, Vector.me, Legion Media)
L’adesione dell’ex leader sovietico a queste campagne pubblicitarie fece scalpore. Perché lo fece?

Mikhail Gorbaciov, primo e ultimo presidente dell'Unione Sovietica, deve aver storto la bocca e inarcato il sopracciglio quando, nel 1997, apparve in uno spot televisivo di Pizza Hut, la famosa catena di ristorazione statunitense, creando grande scalpore. A quanto pare si trattava di un buon affare per entrambe le parti: Gorbaciov aveva bisogno di raccogliere fondi per i suoi progetti umanitari e ambientali internazionali, mentre Pizza Hut voleva produrre una nuova e insolita pubblicità. Niente di personale, come si suol dire: solo business. 

La catena di ristoranti statunitense voleva infatti costruire un ponte fra persone di età, culture e nazionalità diverse, promuovendo il proprio brand attraverso celebrità e personaggi pubblici, come il pugile Muhammad Ali.

“A volte niente unisce le persone come una buona pizza calda di Pizza Hut”, recita lo spot di 60 secondi. 

Il video si apre con una serie di immagini di Mosca ritratta sotto la neve: la Cattedrale di Cristo Salvatore, la Cattedrale di San Basilio... La telecamera poi si sposta su due figure che passeggiano in una Piazza Rossa semi-deserta, sotto un ombrello scuro: sono Mikhail Gorbaciov e la sua nipotina, così somigliante alla sua elegante nonna Raisa Gorbaciova. I due entrano in un ristorante di Pizza Hut, a pochi passi dal Cremlino. Una famiglia russa seduta a un tavolino non lontano da loro riconosce Gorbaciov, che serve un pezzo di pizza alla nipote. Iniziano così le discussioni sull’operato di Gorbaciov, sull’influenza positiva e negativa che egli ebbe sulle sorti del paese. 

“Per colpa sua abbiamo una gran confusione economica e instabilità politica!”, tuona un anziano signore, aprendo le danze per un’accesa discussione. 

“Grazie a lui abbiamo opportunità e libertà”, ribatte il giovanotto seduto di fronte.

“Grazie a lui abbiamo molte cose... come Pizza Hut”, smorza i toni una simpatica signora, mettendo tutti d’accordo. 

La discussione sull’uomo che accompagnò l’URSS verso il tramonto si chiude così, con un’ovazione a Gorbaciov che risuona per tutta la parte finale dello spot. La pubblicità fu indubbiamente un successo.  

In effetti, lo spot di Pizza Hut rispecchiava la realtà quotidiana di milioni di persone che attribuivano a Gorbaciov la colpa di tutti i loro guai, a differenza di coloro che invece lo accolsero come un eroe.

Gorbaciov fu messo a capo dell'URSS nel 1985 e guidò il paese fino alla caduta dell'Unione Sovietica, nel 1991; passò alla storia come il politico che più di tutti contribuì a far crollare la cortina di ferro e il muro di Berlino; promosse politiche di cambiamento (perestroika e glasnost) che promettevano grandi passi in avanti, alimentando le speranze di milioni di cittadini sovietici. Secondo altri, invece, Gorbaciov con le sue riforme non fece che scoperchiare il vaso di Pandora, con conseguenze disastrose. 

La perestrojka fu pensata per porre fine a diversi decenni di stagnazione economica e rilanciare l'economia interna ed estera, mentre la politica della glasnost prometteva una libertà d’opinione senza precedenti. Ma, come si dice, la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni e molti piani si rivelarono impossibili da realizzare. Alla fine degli anni '80, le persone si ritrovarono a dover svolgere diversi lavori per poter mantenere le proprie famiglie e rimettere in sesto le proprie vite. E mentre il paese piombava nei “selvaggi anni ‘90”, molti sogni finivano in frantumi.  

Questi bruschi cambiamenti causarono deficit di cibo, confusione economica e instabilità politica, e furono un catalizzatore per la dissoluzione dell'URSS. 

Ancora oggi, diversi decenni dopo il crollo dell'Unione Sovietica, i russi hanno opinioni contrastanti sulla controversa eredità lasciata da Gorbaciov e dalle sue scelte politiche.

Ma quello di Pizza Hut non fu l’unico spot televisivo al quale prese parte Gorbaciov: nel 2007, il marchio di lusso francese Louis Vuitton decise di rendere omaggio alla star del film “Bella di giorno” Catherine Deneuve, alla leggenda del tennis Andre Agassi e a sua moglie Steffi Graf… e a Mikhail Gorbaciov. 

La pubblicità ritrae Gorbaciov seduto sul sedile passeggeri di un’auto che passa davanti all’iconico Muro di Berlino, con una borsa firmata Vuitton al suo fianco.

Lo spot, realizzato da Annie Leibovitz, sottolinea l’idea di un viaggio nel comfort.

Vuitton dichiarò di aver donato dei fondi all’organizzazione ambientalista Green Cross International fondata da Gorbaciov nel 1993, ma non rivelò mai l’ammontare delle sue donazioni. 

“Entrambe le campagne pubblicitarie con Mikhail Gorbaciov furono legate alla necessità di finanziare le organizzazioni da lui guidate”, ha recentemente dichiarato all’agenzia Ria Novosti Pavel Palazhchenko, capo dell’ufficio stampa della Fondazione Gorbaciov.

La Fondazione Gorbaciov è stata fondata nel 1991, dopo che il primo presidente dell'Unione Sovietica fu estromesso dal potere. Conduce “ricerche su problemi sociali, economici e politici di cruciale importanza nella storia russa e mondiale”. Gorbaciov, che ha da poco compiuto 90 anni, è tuttora il presidente della Fondazione.

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