Cos’è lo sljàkot e perché rende un inferno la vita nelle città russe a primavera?

Omsk, 7 aprile 2021: una ragazza salta una grande pozza d'acqua formatasi per lo scioglimento della neve

Omsk, 7 aprile 2021: una ragazza salta una grande pozza d'acqua formatasi per lo scioglimento della neve

Evgenij Sofiychuk/TASS
Si tratta di un impiastro di neve, fango, sassi e sporcizia varia che, non appena le temperature si alzano e inizia il disgelo, inonda strade, cortili e sottopassaggi, trasformando ogni uscita di casa in un’avventura estrema tra le pozzanghere

In uno dei giorni di primavera del 2020, Marija (il nome è stato cambiato su sua richiesta), una studentessa di un college medico della piccola città di Kamensk-Uralskij (nella Regione di Sverdlovsk, 1.890 km a est di Mosca), insieme a un’amica, aveva di fronte un sottopassaggio ferroviario sommerso fino all’altezza delle ginocchia di acqua sporca e maleodorante. Come unico “salvagente”, c’erano delle assi di legno che galleggiavano nel mezzo. E questa era l’unica via per arrivare al treno. Maria di solito preferiva attraversare i binari, ma proprio per quella infrazione il giorno prima era stata fermata da un agente di polizia che le aveva fatto una multa di 100 rubli (poco più di un euro), e non voleva rischiare di nuovo.

Vicino alla parete del sottopassaggio l’acqua sembrava un po’ più bassa e le ragazze decisero di camminare lungo il bordo, reggendosi con le mani al muro.

“Ho fatto qualche passo, ma i miei piedi si sono comunque inzuppati, e poco dopo sono scivolata e ho sbattuto la testa. Ho iniziato a perdere sangue… all’inizio mi sono molto spaventata, ma per fortuna non era una commozione cerebrale, ma solo una ferita. In seguito, con i miei genitori, abbiamo portato il certificato del pronto soccorso alla polizia. Alla fine, hanno deciso di togliermi la multa del giorno prima, ma in cambio mi hanno chiesto di non parlare con nessuno di quello che era successo e delle condizioni del sottopassaggio allagato”, racconta Marija.

L’acqua è stata pompata via solo dopo alcuni giorni. Ma esattamente un anno dopo, in questa primavera 2021 il sottopassaggio si è nuovamente riempito d’acqua, e la gente del posto deve o avventurarsi sulle tavole di legno o attraversare i binari.

Ogni primavera, l’acqua della neve che si scioglie, mescolata a terra e piccoli sassi riempie i marciapiedi e rovina le strade in quasi tutte le città della Russia. Anche a Mosca, quando scendi da un taxi o corri fuori dalla metropolitana, c’è il rischio di mettere i piedi non sull’asfalto, ma in una pozzanghera o in una fanghiglia di neve (in russo questa poltiglia viene spesso chiamata “kasha”, proprio come le varie pappe). 

Ma, più in generale, questo fenomeno, terribile ma familiare alla maggior parte dei russi, viene indicato con un termine non facile da tradurre: “sljàkot” (слякоть). Per la prima volta questa parola è stata menzionata sulla stampa estera in un articolo di Miriam Elder sul quotidiano britannico “The Guardian” il 2 aprile 2013: “If there is one Russian word a springtime visitor to the country should know, it is slyakot, a wonderfully onomatopoeic term that translates, simultaneously, as ‘slush’ and ‘mud’”. Ossia: “Se c’è una sola parola russa che chi visita il Paese durante la primavera dovrebbe conoscere è sljakot, un termine meravigliosamente onomatopeico che si traduce contemporaneamente come ‘neve sciolta’ e ‘fanghiglia’”.

Lo sljakot esiste in Russia sin dai tempi antichi e ancora oggi si lotta contro di esso. Ma la vittoria sembra essere ancora molto lontana.

Gommoni e pneumatici contro gli allagamenti

Da un sottopassaggio allagato nella piccola città (30 mila abitanti) di Ob, nella regione di Novosibirsk, un ragazzo sbuca fuori su un gommone. Cerca di imitare nel vestito un gondoliere, e ha una chitarra in mano. Fiori finti e candele accese abbelliscono la scena. Inizia a suonare una melodia semplice con la chitarra, e ragazze con gonne vaporose e maschere appaiono intorno a lui e iniziano a ballare.

Questo video, intitolato “Carnevale veneziano della città di Ob”, ha raccolto più di 50.000 visualizzazioni su YouTube dal 2018. Il cameraman e video editor Denis Eliseev, studente di 19 anni organizzatore della community cittadina “Ob online” sul social network russo “VKontakte”, lo ha dedicato all’amministrazione comunale, che di anno in anno non combatte con efficacia lo sljakot, che si trasforma rapidamente in allagamento.

“Ogni anno, quando le temperature di alzano, la neve non rimossa dalle strade inizia a sciogliersi. […] Gli scarichi non riescono a far fronte al grande volume d’acqua, e tutto si allaga. […] Ognuno fa come può. C’è anche chi si toglie le scarpe, si rimbocca i pantaloni e cammina a piedi nudi”, dice Eliseev.

A quanto racconta, dopo che il video è stato pubblicato, l’amministrazione comunale ha messo in funzione autobus gratuiti che trasportavano persone da un lato all’altro dell’attraversamento pedonale sotterraneo, ma non erano molto amati dalla gente, che non voleva aspettare tutto quel tempo.

In questi anni, il problema non è stato risolto: nel gruppo di Eliseev nell’aprile 2021 hanno pubblicato foto di pozzanghere invalicabili, a giudicare dalle quali, i residenti della città, compresi gli anziani, possono evitare di finire in una gigantesca pozzanghera solo mettendo i piedi su un vecchio pneumatico.

A quasi 650 km da Ob, c’è un’altra città che soffre per lo sljakot, Omsk (un milione e 140 mila abitanti). Secondo Ljudmila Makarjeva, che vive lì, i bambini in primavera non possono andare a scuola per la via che usano per il resto dell’anno, a causa delle pozzanghere.

“Per questo motivo, i bambini hanno un nuovo divertimento: gattonare e camminare lungo i tubi, che sono disposti lungo l’edificio, ma cadere da essi è più facile che mai. L’amministrazione comunale ha consigliato di contattare la società che gestisce le infrastrutture in zona, ma per due settimane  abbiamo cercato di capire a chi dovessimo rivolgersi, tanto che alla fine la strada si è prosciugata da sola. È difficile da credere ma per due settimane abbiamo camminato con quel mix di acqua, ghiaccio e fango che ci arrivava alle ginocchia”, si lamenta la Makarjeva.

Alla fine di marzo 2021, in diversi quartieri di Novosibirsk, a causa dello sljakot e delle possibili inondazioni, è stato introdotto lo stato di emergenza per ripulire la città dalla neve. A metà aprile 2021, alcune strade e superstrade della città erano ancora allagate, ha riferito il comando locale del ministero delle Situazioni di Emergenza.

Secondo il residente Dmitrij Sakharov, i servizi cittadini non sono riusciti a rimuovere la neve in tempo e, di conseguenza, la neve si è sciolta sul posto, allagando tutto e danneggiando l’asfalto.

“Non ci sono strade, sono state semplicemente spazzate via. Diverse volte per questo motivo sono finito in buche enormi: dopo neanche due anni di utilizzo ho dovuto cambiare tutte le gomme, che avrebbero dovuto durare molto di più. Gettano l’asfalto nelle buche e lo battono un po’ con una pala, questo è tutto l’intervento d’emergenza” che fanno, racconta Sakharov.

Una battaglia impari con la furia degli elementi

Secondo l’Associazione dei produttori di sistemi di tubazione e canalizzazione (Apts), in Russia su 1.092 città, 960 stanno subendo allagamenti legati al disgelo, tra cui Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk, Kazan e altri grandi centri urbani.

Secondo uno studio condotto da scienziati dell’Istituto di ecologia industriale del distaccamento degli Urali dell’Accademia russa delle scienze, le principali fonti di sljakot nelle città russe sono la neve che non viene portata via dai prati cittadini, dove gli automobilisti spesso parcheggiano portando lo sporco delle gomme (anche se per questo viene inflitta una multa), e i cantieri stradali che lasciano buche aperte per diversi giorni durante il lavoro. Terra e ghiaino vengono portati via dalla pioggia e dal passaggio delle auto e si mescolano alla neve che si sta sciogliendo.

In diverse città stanno combattendo lo sljakot con un unico metodo: i servizi pubblici stanno cercando di rimuovere la neve che sta per iniziare a sciogliersi in tempo, utilizzando pale meccaniche e attrezzature per la rimozione. Ad esempio, questo viene fatto a Jaroslavl e San Pietroburgo.

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A Mosca, oltre alla costante rimozione della neve, dal 2017 stanno riparando o costruendo nuove sezioni di canalizzazioni per il drenaggio dell’acqua piovana, e, secondo il sito web del sindaco di Mosca, grazie a questi interventi ci sono meno accumuli di sljakot.

Tuttavia, queste misure non sono sufficienti, dicono gli scienziati. A loro avviso, la neve dovrebbe essere immediatamente portata fuori dalle aree residenziali e i cortili dei palazzi dovrebbero essere progettati in modo tale che il terreno non venga a contatto con le zone pedonali e le auto non possano accedere ai prati.

Inoltre, il fenomeno dello sljakot è provocato da scarichi stradali otturati, che vengono puliti troppo raramente, e da un sistema fognario che necessiterebbe di una ricostruzione su larga scala, secondo Apts.

Il problema è in parte causato dal fatto che in Russia non è obbligatorio costruire canalizzazioni durante la posa di strade nelle città: una regola del genere esiste solo al di fuori degli insediamenti abitati. Le amministrazioni di molte città decidono di risparmiare denaro e evitano di installare scarichi vicino a strade, sottopassaggi e zone pedonali, il che provoca spesso inondazioni anche in caso di temporali, e aumenta la probabilità di incidenti. Inoltre le infrastrutture si danneggiano molto più in fretta, afferma il Direttore generale di Apts Vladislav Tkachenko.

“Di conseguenza, le strade nelle città sono progettate liberamente, senza prevedere sistemi di raccolta delle acque. Questo ci costringe a frequenti riparazioni; le auto hanno maggiori probabilità di incidenti; la popolazione continua a sentirsi a disagio perché finisce costantemente nelle pozzanghere, e così via”, spiega Tkachenko.

L’Associazione dei produttori di sistemi di tubazione e canalizzazione ha chiesto al Comitato della Duma di Stato per i trasporti e le costruzioni di introdurre l’obbligatorietà della costruzione di scarichi di acque su tutte le strade nel progetto di emendamento della legge “Sulle strade e le attività stradali nella Federazione Russa”. Alla fine di aprile 2020, il presidente del comitato, Evgenij Moskvichev, ha espresso parere negativo, sottolineando sì l’importanza dei sistemi di canalizzazione per il miglioramento delle condizioni del traffico e per garantire la sicurezza delle strade, ma sostenendo anche che questi provvedimenti esulano dal tipo di provvedimento legislativo in discussione.


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