Perché i russi misurano la vodka in grammi e non in litri?

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GEORGY MANAEV
Chi ha frequentato la vita notturna, fra bar e discoteche, avrà sicuramente sentito dire “Davaj po pyatdesyat” (beviamoci 50 grammi). Ma perché la vodka e i superalcolici in Russia si misurano così?

Nella Russia pre-rivoluzionaria i criteri di misurazione del volume erano ben diversi da quelli di oggi (e a dir la verità, pure unici). Un barile era di 491,96 litri, pari a 40 secchi; un secchio (12,299 litri) era pari a 10 “shtof” (1,2299 litri); uno “shtof” era pari a 2 bottiglie di vodka (0,61495 litri ciascuna) e la misura più piccola era chiamata “shkalik” (circa 0,06 litri).

Nel 1918 il governo sovietico introdusse anche in Russia l'uso del sistema metrico decimale: da allora, tutti i volumi dovevano essere misurati in litri. Quando, nel 1923, il governo sovietico avviò la produzione di vodka “ufficiale”, la Русская горькая (amaro russo), essa veniva venduta in bottiglie da 0,5 litri; e i bicchieri sovietici erano da 250 ml, 100 ml e 50 ml.

Per questo uno shot di vodka in Russia è pari a 50 ml, diversamente dai soliti 40 ml europei/americani. Ma perché la vodka e gli altri liquori in Russia sono comunemente misurati in grammi e non in millilitri?

I 100 grammi del Narkom

Fino alla fine degli anni '30, quando si parlava di vodka, si usavano comunemente i vecchi “shtof” e “shkaliks”. La situazione cambiò durante la Guerra d'inverno (1939-1940) contro la Finlandia. Nel 1940 il commissario del popolo per la difesa dell’URSS Kliment Voroshilov si appellò a Joseph Stalin con la richiesta di dare 100 grammi di vodka ai soldati e ai comandanti dell'Armata Rossa. Nessuno sa perché Voroshilov avesse usato la parola “grammi” anziché “millilitri”. Disse così e basta. Sta di fatto che la sua richiesta venne ascoltata.

Gli equipaggi dei carri armati iniziarono quindi a ricevere 200 grammi di vodka al giorno; i piloti 100 grammi di cognac. Da allora, la frase “i 100 grammi del Narkom” è diventata un’espressione molto diffusa, quasi al pari di un “meme sovietico” (il Narkom era l’abbreviazione di Народный комиссариат, Narodnyj Komissariat, ovvero il “Commissario del popolo”, a indicare che fu Voroshilov a promuovere questa concessione).

Come ordinare le bevande

E fu così che negli anni ‘40 si impose l’abitudine di usare i “grammi” come unità di misura dei superalcolici come la vodka, il whisky e il cognac; per altre bevande, invece, non si usano: sarebbe molto strano dire “Ho bevuto 200 grammi di vino”.

Al giorno d’oggi, quando si ordina un bicchierino di superalcolici al bar, si può dire semplicemente “cinquanta”: pyatdesyat (пятьдесят). “Davaj po pyatdesyat” (beviamoci 50 grammi ciascuno). “Sto gramm” (сто грамм), 100 grammi, si usa quando si vuole bere il doppio. 

È bene precisare, però, che alcuni baristi oggi si rifanno alle unità di misura europee e, come in altre parti del mondo, servono “shot” da 40 ml, e non da 50 ml.

Come abbiamo raccontato in questo articolo, una bottiglietta da 250 gr si chiama “chekushka” e contiene un volume pari a quello contenuto in uno dei classici bicchieri a faccette di epoca sovietica disegnati da Vera Mukhina. Ma quando è ora di ordinare una bevanda, questa unità di misura non viene più usata. Ovviamente, dopo gli “shot” si passa direttamente alla bottiglia! 

Una bottiglia è comunemente chiamata “pollitra” (поллитра, ovvero “mezzo litro”) per via del volume; e questo è il termine più comune per indicare una bottiglia di vodka. Per quanto riguarda le bottiglie più grandi, con volumi da 0,7 litri e 1 litro, invece, non esistono termini gergali.