I cinque oggetti alla moda più desiderati dagli uomini dell’Urss

Dominio pubblico; Anatolij Garanin/Sputnik; Russia Beyond
Negli anni Settanta e Ottanta certo nei negozi non c’era l’imbarazzo della scelta, ma tanti erano disposti a fare i salti mortali per rimediare un paio di jeans, di scarpe da ginnastica o una sciarpa scozzese

1 / Orologio da polso

Il cosiddetto orologio da polso “Shtùrmanskie” (“dell’Ufficiale di rotta”) divenne un prodotto di culto nell’Urss. La sua produzione iniziò nel 1949 appositamente per l’Aeronautica militare, e quindi non fu mai ufficialmente messo in vendita. Era prodotto esclusivamente per i piloti e i cosmonauti.

Il cosmonauta sovietico Yurij Gagarin fu il primo uomo a viaggiare nello spazio nel 1961

Pensate che Jurij Gagarin indossava questo leggendario orologio quando realizzò il primo volo spaziale con equipaggio umano al mondo nel 1961! Il suo orologio da polso resistente agli urti e poteva rimanere in carica fino a 48 ore. A quel tempo, fu una vera svolta per gli orologiai sovietici. E gli orologi vintage “Shturmanskie” sono ancora oggi apprezzati dai collezionisti.

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Negli anni successivi al volo dell’uomo nel cosmo, il miglior orologio russo che il denaro potesse comprare, il “Rakéta” (“Razzo”), aveva un prezzo che molti trovavano proibitivo: 150 rubli (che equivalevano a circa due mesi di stipendio). Questo era anche l’orologio preferito di Leonid Brezhnev.

Negli anni Settanta, la marca giapponese Seiko divenne disponibile in Urss. “Mia madre regalò a mio padre un orologio Seiko per il compleanno. Da allora, l’unica cosa di cui lui si preoccupava era caricarlo di tanto in tanto”, ricorda Ivan, 35 anni.

2 / Jeans

Comunicavano libertà e sex appeal e aumentavano la fiducia in te stesso. Ti completavano. Chiunque potesse viaggiare all’estero negli anni Settanta aveva l’obbligo morale di portare in patria almeno un paio di jeans. Le persone che non potevano espatriare, dovevano cercare i jeans altrove, tra cui al mercato nero.

Anche i giovani sovietici volevano sembrare delle rock star

I jeans divennero immediatamente un elemento fondamentale nel guardaroba dell’uomo sovietico. Come quelli dell’Ovest, anche i giovani sovietici volevano sembrare delle rock star. Un modo per farlo era indossare i blue jeans. Levis, Wrangler e Lee erano tra i marchi più popolari, con un costo fino a 100 rubli al paio.

“Che tu ci creda o no, ho dovuto tirare la cinghia per comprare un paio di jeans. Il mio stipendio mensile era di soli 80 rubli!”, racconta Sergej, 69 anni.

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3 / Scarpe a punta e scarpe da ginnastica

Un certo numero di uomini eleganti nell’Unione Sovietica sognava scarpe di pelle a punta. Era il periodo in cui le scarpe da uomo dovevano essere originali.

Le scarpe da ginnastica Adidas così tanto di moda in URSS

Originari dell’era rock-n-roll degli anni Cinquanta, i cosiddetti “Winklepickers” erano l’epitome di stile e stravaganza. Queste scarpe dalla punta molto affusolata e allungata erano difficili da trovare, quindi alcuni modaioli sovietici furono costretti a creare le proprie calzature sciccose fai-da-te.

Negli anni Settanta, le scarpe con zeppa da uomo erano al centro della scena. E un decennio dopo, furono le sneakers Adidas a diventare molto ambite. Dopo le Olimpiadi di Mosca del 1980, queste scarpe sportive divennero l’oggetto alla moda per eccellenza. Gli uomini iniziarono a indossarle ovunque, dal teatro alla panetteria.

Il campione olimpico sovietico Sergej Tarakanov durante il campionato europeo di basket del 1985

La sfida era distinguere le scarpe false da quelle vere. Alcuni truffatori avevano persino trovato il modo per mettere il logo “Adidas” sulla superficie di altre scarpe con l’aiuto di un ferro da stiro.

“Le sneakers Adidas erano così difficili da trovare che ho deciso di non preoccuparmene. Le scarpette chiodate da atletica erano sostituti più convenienti. Ho seguito le istruzioni dei miei amici: sono andato dal calzolaio più vicino per rimuovere quei chiodi, sostituendo la base con una suola nuova e più comoda”, ricorda Dmitrij, 57 anni.

4 / Sciarpa in tartan

Negli anni Settanta diventarono di moda i gilet lavorati a maglia. Questi caldi articoli in maglia fantasia venivano solitamente portati dall’estero. Coloro che non avevano le giuste conoscenze, dovevano sacrificare le sciarpe della loro vecchia nonna per recuperare la lana con cui realizzare i nuovi gilet alla moda. Nel frattempo, però, anche un nuovo tipo di sciarpa divenne un importante accessorio di moda a metà degli anni Settanta.

Due ragazzi negli anni '80

La richiesta di sciarpe scozzesi dai colori vivaci, orgogliosamente contrassegnate come “Made in Scotland”, era alta. Una sciarpa a scacchi in tartan poteva costare fino a 60 rubli. Ma ne valeva la pena! Cappotti di pelle di pecora e una sciarpa scozzese erano una combinazione perfetta.

“Ricordo quanto fosse bello indossare il mio cappotto di pelle di pecora marrone scuro e un cappello di pelliccia di topo muschiato, avvolgendomi una spessa sciarpa verde a scacchi intorno al collo. Mi sentivo una star del cinema, come Jean-Paul Belmondo. Questo è quello che indossavo quando ho incontrato la mia futura moglie”, racconta Andrej, 60 anni.

5 / Gadget tecnologici

Gli uomini sovietici erano ossessionati dai gadget tecnologici, proprio come i loro coetanei dall’altra parte della Сortina di ferro.

La macchina fotografica era tra i gadget più gettonati del periodo sovietico

I sogni degli uomini sovietici includevano una nuova fotocamera Zenit o un registratore a cassette audio fabbricato in Giappone. Non avevano certo l’imbarazzo della scelta quando si trattava di scegliere un nuovo dispositivo. Era soprattutto una questione di accontentarsi di quello che si trovava.

“Mio padre si comprò una fotocamera con obiettivo Zenit Helios”, ricorda Maxim. “A metà degli anni Settanta costava circa 100 rubli. Mia madre era così arrabbiata con lui che non si parlarono per due giorni. Disse che la prossima volta che lui avesse deciso di spendere il suo intero stipendio per un gadget del genere, lei avrebbe chiesto il divorzio. Mio padre imparò la lezione”.


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