Le religioni poco conosciute della Russia, tra sacrifici cruenti e vita nella taiga

Evgenij Sofroneev/TASS
Certi rituali attraggono migliaia di persone, e si va da fedi politeiste storiche, sopravvissute a secoli di repressioni, a rinascite post moderne di culti neopagani, fino a realtà piuttosto sospette di nuovi Messia che chiedono di cedere loro ogni proprietà

Nella foresta ci sono dei calderoni, usati per bollire delle oche sacrificali. All’inizio sono state loro tagliate le ali, le teste e le zampe, disposte poi con cura su dei vassoi di legno. Lì accanto, con il sangue degli animali sacrificali e una miscela di cereali stanno impastando una sorta di polpette. Nessuno si avvicina al cibo, e all’unisono tutti recitano una preghiera vicino a ciascuno dei cinque falò.

Questa misteriosa preghiera è un rituale pagano praticato ufficialmente in Russia. I suoi partecipanti possono essere solo i Mari, un popolo che vive principalmente nella Repubblica dei Mari (Mari El), nell’est della parte europea della Russia. Un paio di secoli fa, per il fatto di pregare nella foresta, i Mari venivano puniti ed esiliati in Siberia, e i loro luoghi di preghiera venivano fatti saltare in aria. Oggi, la religione tradizionale dei Mari, la fede Marla (conosciuta anche con il nome autoctono di Chimari Yüla), è trattata con più rispetto. Ma nonostante il diritto di pregare gli spiriti, come tutti i pagani e i neopagani russi, ai Mari è toccato stare sulle difensive anche più recentemente.

Gli spiriti nel bosco

“Eravamo gli unici Mari del villaggio. Ma eravamo protetti e coperti dai nostri vicini: non hanno detto a nessuno che pregavamo, così come noi non dicevamo che loro dicevano le preghiere ortodosse. Mio padre era uno ‘jumotan’ (nella lingua mari: “amico di Dio”; un uomo che poteva tenere le preghiere familiari in qualsiasi famiglia Mari) e allo stesso tempo un comunista”, racconta una residente del villaggio di Sernur.

La minaccia è calata sui Mari molte volte. Forse la più significativa fu il battesimo forzato tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. I Mari non volevano convertirsi all’Ortodossia neanche dopo la promessa delle autorità di concedere loro privilegi sostanziali, quindi le autorità decisero di agire con altri metodi: esilio, percosse, tasse maggiorate da pagare ai sacerdoti ortodossi. I Mari, in risposta, si ripararono nel profondo della foresta e continuarono a pregare i loro dei.

Per loro, un albero è un modello del mondo, collega il sottosuolo, il terreno e il cosmo. È un intermediario tra gli dei, che per i Mari sono da 70 a 140 (a seconda che si parli dei mari delle pianure o dei mari delle colline) e gli uomini. Pertanto, i Mari vanno a pregare nei boschi sacri, che sono scelti dal “kart” (il sacerdote Mari) secondo determinati parametri. Ci sono più di 400 boschi di questo tipo nell’attuale Repubblica dei Mari. Nel corso dei lunghi anni di esistenza fianco a fianco con l’Ortodossia, i Mari hanno sviluppato elementi sincretici. Secondo i dati ufficiali, il 67,3% degli abitanti della repubblica sono ortodossi, il 14% sono pagani e il 5% musulmani. Tuttavia, molti di coloro che si definiscono ortodossi praticano anche il paganesimo. La doppia fede semplifica la vita quando la congiuntura cambia.

Di “Mari estremisti” si è iniziato a sentir parlare verso la fine degli anni Zero del Duemila, dopo che il dipartimento missionario del Patriarcato di Mosca della Chiesa ortodossa russa ha inserito il centro religioso Mari “Oshmarij-Chimarij” nell’elenco delle “Nuove organizzazioni religiose in Russia di natura distruttiva e occulta”. Da allora la religione marla è sempre più spesso menzionata nel contesto dell’estremismo religioso. Uno dei sommi sacerdoti, Vitalij Tanakov, è stato processato per aver pubblicato il libro “Zhrets govorit” (“Il sacerdote dice”), in cui vengono descritte in modo imparziale altre religioni (ora il testo è incluso nella lista della letteratura estremista del Ministero della Giustizia della Federazione Russa). Eppure il paganesimo Mari è sopravvissuto in forme più autentiche di molti altri culti precristiani. “L’ultima riserva pagana d’Europa”, così a volte vengono chiamati i Mari. Ma in realtà, sono tutt’altro che gli ultimi.

Attrazione pagana

Secondo l’“Atlante delle religioni e delle nazionalità”, una pubblicazione russa del 2012, in Russia 1,7 milioni di persone (l’1,2% della popolazione totale) professano la religione tradizionale dei loro antenati, adorando gli dei e le forze della natura. Nella maggior parte dei casi si tratta di religioni etniche, il cui destino è in gran parte identico a quello dei Mari.

Aar Aiyy è un’antica religione degli jakuti, ufficialmente riconosciuta in Russia solo nel 2014, dopo 316 anni di divieto. Sia l’esecuzione pubblica di rituali che le preghiere di massa nella valle sacra di Tuymaad furono proibite per decreto nel 1696, con l’arrivo dei russi e dell’Ortodossia. Quindi l’adorazione di massa di Aar Aiyy è praticamente scomparsa: nel ventesimo secolo solo pochi professavano questa fede. Quanti fedeli conti oggi nessuno lo ha studiato.

“C’è la religione detta tengrismo, che venne prima di tutte le religioni, è il progenitore di tutte le fedi. Gengis Khan con questa fede ha conquistato quasi tutto il mondo. Aar Aiyy è la sua propaggine settentrionale”, dice lo jakuto David, che oggi promuove la cultura e la religione della Repubblica di Jacuzia-Sakha, credendo che Aar Aiyy sia “la fede più forte, perché in armonia con la natura”.

Gli jakuti credono che il mondo sia composto da tre parti: il mondo superiore, dove vivono le divinità supreme, il mondo di mezzo, dove vivono le persone, e il mondo ipogeo, dimora degli spiriti maligni. La principale differenza rispetto a tutti gli altri pagani è che, per gli jakuti, nel mondo di mezzo tutti gli oggetti hanno uno spirito.

Ogni jakuto sa per chi si prepara un’offerta con burro addensato e un crine di cavallo bianco o perché è necessario aspergere la terra con del latte, ma ora questi bellissimi rituali sono sempre più appannaggio non di sacerdoti, ma artisti etnici jakuti. La situazione è più o meno la stessa anche tra gli udmurti, una popolazione ugro-finnica degli Urali.

Nel 1960, il 70% del villaggio di Karamas-Pelga, dove è nata l’udmurta Anna Stepanovna, era pagano. Lei ricorda come l’intera popolazione del villaggio se ne stava in un campo, con le braccia alzate al cielo. Ora l’izba-kuala, la capanna sacra, che sembra una normale capanna russa di tronchi, rimane solo nella Riserva-Museo “Ludorvaj”.

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“Gli udmurti sono politeisti. Ciò in cui crediamo, noi stessi non sappiamo come descriverlo. L’essenza della fede è la Natura, e in essa ci sono molti dei”, ci ha detto Svetlana, ricercatrice presso il museo di “Ludorvaj”. Questo piccolo villaggio, 1.270 km a est di Mosca, l’unica riserva udmurta, è stato ormai da tempo trasformato in una “attrazione turistica”. Qui vengono organizzati tour stampa e gite scolastiche.

Intanto, i nuovi movimenti religiosi guadagnano sempre più popolarità in Russia.

L’ex poliziotto diventato “nuovo Messia”

Nel 1991, l’ex poliziotto della stradale Sergej Torop, del Territorio di Krasnojarsk, prese il soprannome di Vissarion, si dichiarò Messia e fondò la Chiesa dell’Ultimo Testamento. Circa cinquemila persone si sono da allora trasferite sui monti del sud del territorio di Krasnojarsk per costruire un ecovillaggio, la “città del Sole” e seguire i suoi precetti. Per questo, hanno lasciato appartamenti e altre proprietà. Molti dei seguaci di Vissarion non hanno nessun altro posto dove tornare.

La “Chiesa dell’ultimo Testamento” fonde insieme un intero gruppo di religioni e pratiche, dall’induismo al buddismo, con visioni apocalittiche e persino alcuni insegnamenti atei di Karl Marx. Tutti i suoi aderenti vivono in attesa di una prossima fine del mondo, la cui data è costantemente posticipata da Vissarion.

Aderiscono a una rigorosa dieta vegana nella taiga siberiana, rifiutano la medicina tradizionale e incoraggiano la poligamia. E nonostante il fatto che la Chiesa ortodossa e gli studiosi delle religioni la ritengano una setta distruttiva, la “Chiesa dell’ultimo Testamento” ormai da quasi 30 anni esiste liberamente in Russia (con tanto di registrazione presso il Ministero della Giustizia della Federazione Russa) e ha acquisito adepti in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. Durante questo periodo, solo poche volte ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. L’ultima volta, nel 2019, e l’indagine non è ancora conclusa.

Il professore e vicepresidente del consiglio di esperti del ministero della Giustizia, Aleksandr Dvorkin, ritiene che l’esistenza di questo culto sia “una situazione assolutamente incredibile”: “Nella Federazione Russa c’è un territorio delle dimensioni di 2/3 del Belgio, che vive secondo leggi proprie, e dove le autorità locali russe non interferiscono. Questo dà motivo di sospettare che ci sia un numero enorme di morti non registrate. Un bambino muore per mancanza di cure mediche o per fame, viene sepolto qui, nella taiga, senza alcun processo, ed è lì che finisce la questione”.

E, tuttavia, sono i successi economici della Chiesa di Vissarion ad attirare molto di più l’attenzione del Comitato Investigativo. Negli anni ha raccolto tanti beni immobili quanto gli oligarchi russi non si sarebbero mai sognati: ogni famiglia dei seguaci è obbligata a intestare le sue proprietà immobiliari a lui, e nessuno ha mai contato quanto ormai siano queste proprietà. Qui non sanno cosa siano una dichiarazione dei redditi e un monitoraggio finanziario, il flusso di fondi per i “bisognosi” va in contanti nelle mani di Vissarion, senza nessun controllo delle autorità ispettive. C’è chi pensa per molto tempo la “Chiesa dell’ultimo Testamento” non sia stata toccata per paura di un suicidio di massa.

Occultismo travestito da yoga

Tuttavia, ci sono anche tali movimenti religiosi in Russia che si sforzano di non apparire per quello che sono. I seguaci dell’Agni Yoga (noto anche come “Etica vivente”; “Zhivàja Etika”) credono che la famiglia del famoso artista e filosofo russo Nicholas Roerich (Nikolaj Rerikh; 1874-1947), attraverso la chiarudienza (una forma di chiaroveggenza, nella quale la facoltà di percezione a distanza si eserciterebbe mediante l’udito), abbia ricevuto degli insegnamenti dall’alto, formalizzati poi in 14 libri. Si basano sul concetto teosofico di un universo infinito, sulla reincarnazione delle anime, sull’esoterismo, il transumanesimo e tutti i tipi di yoga. Tutte le rivelazioni sarebbero state dettate ai Roerich dal “Gran Maestro” tra il 1920 e il 1940.

Questa dottrina, originaria della Russia, ha raccolto attorno a sé migliaia di seguaci sia in patria che in Occidente, soprattutto negli Stati Uniti. Inoltre, come tutte le altre ideologie New Age, imita insegnamenti e pratiche sociali e umanitarie e nega ogni connessione con la religiosità. Tuttavia, non riesce sempre a nascondere la sua vera natura.

Nell’agosto 2016, il Ministero della Cultura della Federazione Russa ha revocato il permesso di proiezione del film “Zov kosmicheskoj evoljutsij” (ossia: “Il richiamo dell’evoluzione cosmica”) in quanto promuoverebbe l’ideologia settaria, e il tribunale ha vietato al “Centro internazionale dei Roerich” di tenere rituali religiosi nel loro centro, che ha sede a Mosca. Si trattava del rituale buddista “Sunju Kantsen” (secondo una tradizione del monastero di Drepung Gomang, in Tibet), per partecipare al quale il Centro Roerich richiedeva un pagamento da 500 a 1000 rubli (7-13 euro) a testa


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