Com’è andato il primo festino di sesso libero online al tempo dell’auto-isolamento in Russia?

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A Mosca da un po’ di tempo hanno successo i “Kinky party”, ma le misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 hanno imposto uno stop anche a queste serate orgiastiche. Gli organizzatori cercano di sostituirle con versioni online, dove si indossano occhiali per la realtà virtuale e ci sono scene riprese a 360º, ma non è esattamente la stessa cosa…

È sabato sera, l’orologio segna quasi le 23. Sono in un piccolo appartamento nel nord-ovest di Mosca, con un asciugamano in testa e un pigiama di pile, e mi rigiro sulla sedia. Indosso occhiali per la realtà virtuale e nelle orecchie ho delle cuffie wireless. In mano reggo lo smartphone.

Ascolto della musica elettronica, ma sento come il mio ragazzo se la ride del mio aspetto, e la gatta di tanto in tanto mi graffia le gambe. Sto provando con tutte le mie forze a immaginare di essere finalmente uscita dall’auto-isolamento domestico e di essermi ritrovata in una grande sala, inondata di luce rosso sangue, dove le persone fanno tutto ciò che gli salta in mente.

Mi sono collegata al primo Kinky sex party online in Russia. E al momento mi sento proprio stupida.

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Come funziona un sex party online?

Inizialmente, il Kinky party online era stato pensato come una trasmissione in diretta a 360° da diverse sale tematiche dove le persone facevano sesso. Tuttavia, una settimana prima della festa, a causa della diffusione del coronavirus, tutti i locali adatti a questo scopo sono stati chiusi a Mosca. Pertanto sono state trasmesse solo alcune scene delle prove, che erano state registrate in precedenza.

“Il 28 marzo, abbiamo condotto un test di ripresa in formato a 360° con i nostri amici e abbiamo salvato tutto nel caso in cui la quarantena fosse stata resa più stringente, come poi è stato”, afferma Tatjana Dmitrieva, co-fondatrice di Kinky Party Russia.

La festa online è in buona sostanza un sito con una sequenza di video in tre sale: quella principale, quella BDSM e quella Shibari (l’arte del legare). L’accesso a una sala a scelta costa 500 rubli (6 euro), quindi quello a tutte e tre 1.500 rubli (18 euro).

Pagando quest’ultima somma, i visitatori possono accedere anche a due chat room su Zoom: “White” e “Black”. Nella chat “bianca” si può parlare con gli organizzatori e porre tutte le domande. Quella “nera”, ti consente, come è scritto sul sito, “di tuffarti nello spazio delle feste stravaganti online”.

“Al posto dell’audio reale ci sarà della musica. Sono i benvenuti un aspetto stravagante, e gesti stravaganti e audaci davanti alla fotocamera, così che si possa sperimentare un’esperienza virtuale di massa nell’atmosfera del festino”, dice il sito web.

Qualcosa non è andato secondo i piani

Facendo un passo avanti sul mio vecchio parquet, mi “ritrovo” nella virtualità in una spaziosa sala rossa con tulle trasparente alle finestre. Alla mia sinistra c’è un lettino da massaggio sul quale una ragazza mascherata giace rilassata. Un ragazzo vestito di nero le fa un massaggio erotico, ma per qualche motivo mi sembra che siano entrambi imbarazzati e che lui finga solo di toccarla.

Nel mezzo, su una costruzione che ricorda un’altalena, dove è seduta una ragazza in lingerie nera, e accanto a lei c’è un’altra ragazza in corsetto, con delle pinzette a stringerle i capezzoli.

All’improvviso, un ragazzo non troppo alto irrompe in scena con la faccia dipinta e delle corna in testa e inizia a toccare tutti i presenti, come se lanciasse un incantesimo o una maledizione. A destra, un piccolo gruppo di persone balla senza troppa convinzione.

Nella parte inferiore dello schermo lampeggia continuamente la scritta “Live”, sebbene tutti siano consapevoli che si tratta di una registrazione.

Il passaggio alla seconda stanza è durato circa cinque minuti: l’immagine non voleva caricarsi e al posto della stanza mi ritrovavo in una schermata nera. Ho fatto un passo avanti e ho sentito un “grido” dal mondo reale: avevo calpestato il gatto. Abbassandomi per accarezzare il povero animale, cercandolo a tastoni, improvvisamente la pagina si è caricata e ho visto un ragazzo con gli occhiali che legava una ragazza con i dreadlocks. Poco distante da loro, un ragazzo calvo sculacciava con energia delle natiche femminili.

Nella sala adiacente, che non aveva più la luce rossa ma lilla, un altro ragazzo, dal volto coperto da una maschera, fustigava con una frusta una ragazza legata a una croce di legno.

Tutto ciò che accedeva ricordava una partecipazione forzata al porno: come se degli sconosciuti fossero rinchiusi nelle stanze e sotto la minaccia della tortura fossero costretti a fingere di desiderarsi l’un l’altro.

Per ravvivare in qualche modo la serata sono andata su Zoom, entrando nella video chat “Black”. Il nome era pienamente coerente con ciò che stava accadendo: metà degli utenti avevano scelto di coprire la videocamera e invece di un enorme incontro virtuale, c’erano solo quadrati neri sullo schermo.

Uno dei pochi ragazzi non impaurito di mostrare la sua faccia teneva in mano un dildo e proponeva di organizzare gare di deep-throating. In tutta risposta, silenzio. Rattristato, ha iniziato a “competere” da solo, cercando di intrattenere in qualche modo se stesso e gli altri.

In quel momento, dal mondo reale, ho sentito le mani del mio ragazzo iniziare ad accarezzarmi il collo, ma invece di sentirmi eccitata, ho provato imbarazzo e persino disgusto.

“Mi sa che è un kinky strano; che ti mostrano il sesso sbagliato”, si è allontanato, brontolando con aria risentita.

Solo una prova tecnica

“Sì, si è verificato un problema tecnico sul set, la telecamera per tre ore non ha registrato ciò che stava accadendo”, spiega uno dei videomaker.

Secondo lui, è stato davvero difficile girare: c’erano troppo pochi partecipanti e non c’erano reali opportunità di scegliere chi ti piaceva davvero, come avviene a una festa Kinky vera. Di conseguenza, era necessario interagire con tutti, anche con quelli che non ti piacevano.

“In effetti, una festa online è un solo un teaser, una ‘copertina’ di un vero Kinky Party. Forse è interessante da vedere per chi da tempo desidera di andare a un festino sessuale, ma non ha mai osato farlo. E qui è come un po’ se ci ‘spiasse’ da dietro il buco della serratura”, spiega.

Secondo Tatjana Dmitrieva, cofondatrice di Kinky Russia, una festa del genere era solo una prova, ma in futuro tali trasmissioni online si terranno ogni settimana.

“Al fine di mantenere l’atmosfera giusta, selezioneremo rigorosamente le domande di partecipazione e richiederemo agli ospiti di seguire il codice di abbigliamento. Proibiremo inoltre ai partecipanti di spegnere o oscurare la webcam: in caso di violazione delle regole, i partecipanti saranno esclusi automaticamente”, afferma Dmitrieva sulle innovazioni future.

Inoltre, in giorni selezionati e sempre una volta al mese, si terranno delle master class tematiche: feste online senza un codice di abbigliamento per tutti.

“In sostanza, vogliamo fare webcam party dal volto umano. Vogliamo che vengano da noi persone interessate al formato del sesso online, ma allo stesso tempo che non vogliono ritrovarsi in un mondo senza estetica ed espressività. Il bello deve ancora venire”, afferma Dmitrieva.

***

Al primo Kinky Party online non sono riuscita a restare per più di un’ora. Invece di un’atmosfera di libertà e di “esperienza virtuale di massa”, mi è sembrato che l’auto-isolamento abbia iniziato a esercitare una pressione psicologica un po’ su tutti: sui partecipanti alle riprese, pronti a interagire con chiunque, pur di avere una scusa per non starsene a casa; sugli organizzatori, che stanno lottando per salvare la propria attività in crisi per l’attuale situazione di pandemia; e sugli utenti online, che sono disposti a pagare per delle chat in webcam dagli schermi neri, solo per non sentirsi così soli…

Quella notte, fortunatamente, mi sono addormentata non da sola. Prima di andare a letto, ho cercato di immaginare quante persone, a causa della quarantena, non sarebbero riuscite ad addormentarsi con i loro cari accanto, e quanti fossero quelli costretti a “sbirciare dal buco della serratura” di un’imitazione virtuale del sesso libero e dell’amore libero. Spero che questa situazione non vada avanti per molto.


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