Cosa ne pensano i medici russi del coronavirus

Ramil Sitdikov/Sputnik
La Russia si prepara a una possibile epidemia su larga scala di Covid-19. Ecco i punti di vista di alcuni specialisti, tra cui il primario dell’ospedale moscovita dove è ricoverata gran parte dei malati e delle persone in quarantena

Al 19 marzo, in Russia sono stati registrati 199 casi di infezione da coronavirus, ma il numero di decessi è ancora fermo a 0. Quella che sembrava essere la prima vittima, un’anziana di 79 anni venuta a mancare il 19 marzo a Mosca, dopo l’autopsia è stata tolta dall’elenco dei morti “di coronavirus” ed è considerata “morta con coronavirus”. All’esame autoptico, la causa del decesso è risultata infatti essere il distacco di un trombo. I numeri sono insomma molto lontani da quelli dell’Italia, Paese con più vittime al mondo, o della Cina, luogo del primo focolaio. Ma, di giorno in giorno, diverse decine di persone vengono aggiunte al numero di persone infette. La gente fa incetta nei supermercati (il survival kit prevede soprattutto grano saraceno, carta igienica e antisettici), i russi che rientrano in patria finiscono in quarantena, gli stranieri non possono entrare nel Paese, e gli ospedali vengono mobilitati in caso di emergenza. Ma cosa pensano i medici russi della pandemia e di quanto tempo durerà? Abbiamo raccolto le loro opinioni.

“Che si ammalino solo i vecchi è una bugia, anche i bambini si ammalano” – Sergej Butrij, pediatra della “Klinika Rassvet”, autore del blogZametki detskogo vrachà” (“Appunti di un pediatra”), popolare su Telegram:

“Il Covid-19 dura più a lungo di una comune infezione virale respiratoria acuta: almeno 2-3 settimane, ed è talvolta complicato da una polmonite molto estesa. È solo a questo punto che c’è bisogno dell’intervento medico, con ricovero in ospedale, ventilazione meccanica in terapia intensiva e le altre cose che spaventano molto. Qui la regola è semplice: se notate ‘fame d’aria’; difficoltà respiratorie; chiamate urgentemente un medico. Non esistono farmaci o strategie efficaci in grado di ridurre il rischio di dispnea con Covid-19”.

“Girano voci che i bambini non si ammalino di Covid-19 e che non siano pericolosi per gli anziani. Bugie! I bambini si ammalano eccome, sebbene meno spesso e in maniera più leggera. Ma da un punto di vista epidemiologico, per qualsiasi malattia, sono proprio i portatori asintomatici o paucisintomatici ad essere i più pericolosi (perché chi gli sta intorno non se ne accorge e non prende nessuna precauzione). E, secondo studi recenti, fino al 10% di tutte le infezioni Covid-19 proviene da portatori asintomatici. Aggiungete a questo l’abitudine di abbracciare e baciare i bambini, e le loro scarse abilità igieniche, e arriverete da soli alla conclusione che i bambini sono presumibilmente ancora più pericolosi per gli anziani rispetto agli adulti. Vorrei quindi raccomandare di limitare il più possibile i contatti dei bambini con i nonni, per garantire la salute di questi ultimi. In questo momento, i bambini sono gli ultimi per cui dobbiamo preoccuparci. Dobbiamo salvaguardare gli anziani”. 

“Non c’è nulla di interessante o spaventoso nel virus” – Andrej Besedin, medico di Medicina generale della Clinica GMS di Mosca:

“Il coronavirus ha un livello abbastanza alto di attività nel corpo umano. All’inizio dell’epidemia, speravamo molto che ci fosse una debole possibilità di trasmissione da persona a persona. Ma il virus ha dimostrato di essere mutato con successo e ha occupato la sua bella nicchia.

Continuerà la sua marcia sul pianeta per molti, molti anni: diventerà stagionale ed entrerà nella coorte dei classici virus stagionali. I fratelli di questa infezione da coronavirus occupano un totale di circa il 10% del numero totale di infezioni stagionali del tratto respiratorio superiore tra la popolazione. Ma non mettiamo in quarantena le persone a causa loro. E Covid-19 è un comune virus del tratto respiratorio superiore. Non c’è nulla di interessante e spaventoso in esso. Sì, è vero, dà mortalità negli anziani e nei gravemente malati. Ma nello scoppio epidemico che abbiamo visto in Cina, non c’è nulla di straordinario. Meno di centomila infetti in una città come Wuhan da 20 milioni di abitanti. E l’81% di tutte le infezioni si verificano quasi senza sintomi o con lievi manifestazioni tipiche di un’infezione virale respiratoria.

Inoltre (e questo si può dire con orgoglio), la velocità della ricerca e della comprensione della patogenesi dell’infezione da coronavirus è probabilmente la più rapida ed efficace mai vista al mondo! La quantità di informazioni che abbiamo ricevuto in meno di tre mesi… di solito, per altre infezioni, arriviamo ad averle solo dopo anni. Personalmente, dubito della reale possibilità di creare un vaccino contro il coronavirus. La ricerca è in corso. Sia la Cina che gli Stati stanno lavorando attivamente su questo argomento, ma purtroppo non abbiamo neanche un solo risultato di creazione di un vaccino contro virus simili dello stesso sottotipo. Per ora questo è tecnicamente impossibile.” 

“Solo i regimi totalitari possono superare l’epidemia.” – Fedor Katasonov, pediatra, blogger:

“È troppo presto per dire che il nuovo coronavirus possa diventare una malattia stagionale, ma è molto probabile che sarà così. La pandemia finirà se non ci saranno più persone contagiabili o se riusciremo a contenerla. Il secondo obiettivo, il contenimento, è improbabile, con la contagiosità di questo virus (si può riporre qualche speranza solo in un vaccino), ma anche il primo, perché, per quanto è finora noto, il coronavirus non causa un’immunità persistente. Dopo un declino stagionale causato dal caldo e dalla luce ultravioletta che non piacciono al coronavirus, l’epidemia può ripresentarsi ogni inverno.

Probabilmente sarebbe possibile combattere davvero l’epidemia solo nei regimi totalitari, dove ti fucilano se ti infetti (come si sostiene in alcune fake news sulla Corea del Nord), o per aver violato il coprifuoco, che deve essere totale; con un distanziamento sociale completo. La Cina, un Paese organizzato in modo rigoroso, ha affrontato l’epidemia al meglio: 3.000 morti [3.245 al 19 marzo, ndr] su una popolazione di 1,3 miliardi: si tratta di un successo enorme. Non sono sicuro che ciò possa essere ripetuto nei sistemi democratici, dove i diritti umani sono più rispettati [sempre al 19 marzo, i morti in Italia sono più che in Cina: 3.405, a fronte di circa la metà degli infetti e di una popolazione di 60 milioni, ndr].

Se parliamo di mortalità, il nuovo coronavirus è per ora più pericoloso dell’influenza stagionale in tutte le fasce d’età oltre i 10 anni. Tuttavia, tra i pazienti di età inferiore ai 50 anni, la sua mortalità resta inferiore all’1%. Molto probabilmente, questi indicatori saranno ancora più bassi dopo che il picco si placherà e saranno trovati nuovi mezzi di lotta. È probabile che si avvicinino ancora di più all’influenza stagionale. L’epidemia di influenza spagnola del 1918-20 (che è poi un’influenza di tipo A, come la maggior parte delle influenze stagionali, e del sottotipo H1N1, come l’influenza suina del 2009) fu più pericolosa del nuovo coronavirus.” 

“Dobbiamo chiudere la città” – Denis Protsenko, primario dell’ospedale di Kommunarka a Mosca, dove vengono messi in quarantena quasi tutti i pazienti con sospetto Covid-19:

“Abbiamo pazienti di età superiore ai 65 anni, ma la loro condizione non è grave. A Mosca non c’è neanche un paziente attaccato alla ventilazione meccanica. Nove persone sono in terapia intensiva, ma non sono in condizioni critiche.

Non sappiamo quando l’epidemia raggiungerà il picco. Dobbiamo solo fare il nostro lavoro, tanto non cambia nulla. Ora è di moda prendersela con il sistema sanitario, ma qui abbiamo un team ben funzionante. Ammiro i dottori: fanno un sacco di straordinari, e anche i volontari non mancano in ospedale. I media devono fermare l’isteria: il panico interferisce nel nostro lavoro; troppe persone senza sintomi si rivolgono ai policlinici senza motivo, assorbendo risorse.

Chi è sano non deve indossare mascherine: non sono d’aiuto. I nostri medici e infermieri indossano maschere filtranti con protezione FFP2 in combinazione con una tuta che copre completamente il corpo, senza mai toglierla per tutto il turno di lavoro. Finora nessuno tra il personale è rimasto infettato. Una simile maschera per strada porterebbe solo all’escalation dell’isteria tra le persone. Ma una semplice mascherina sul viso non vi salverà dal virus. L’unica cosa efficace ora è l’auto-isolamento. Stare a casa. Come medico, sono favorevole alla chiusura della città. L’unica domanda è quanto ci costi una tale chiusura.” 


Gli scienziati russi sono riusciti a ottenere la prima “foto” e il genoma completo del coronavirus 

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