Guardate come vanno al lavoro in certe zone della Russia e non vi lamenterete più del vostro treno

Sergej Karpov/TASS
Nel Nord del Paese più grande del mondo le condizioni climatiche estreme rendono spesso molto complicato il pendolarismo, e bisogna mettere in campo anfibi, cingolati, teleferiche e molto altro…

Chi vive nelle grandi città spesso si lamenta del fatto di perdere un sacco di tempo negli spostamenti casa-lavoro. In una megalopoli come Mosca, i pendolari possono perdere fino a quattro ore al giorno. Autobus, metropolitana e poi ancora un pezzo a piedi… Ma forse la smetterebbero di lagnarsi se vedessero come sono costretti a raggiungere il posto di lavoro gli abitanti di certe zone estreme della Russia!

Alla velocità del vento 

Questo video è stato girato nel novembre del 2018. Un operaio che sta andando in fabbrica viene travolto dalla forza del vento e cerca di ancorarsi a terra piantando sul ghiaccio un cacciavite, per non essere spazzato via. Il fatto è avvenuto a Sabetta, un villaggio chiuso del Circondario autonomo Jamalo-Nenets, dove vivono solo lavoratori che fanno turni di alcuni mesi, impegnati nel campo dell’estrazione del gas. Non si può certo arrivare là come turisti (il visto non è sufficiente in molte zone della Russia ad accesso regolamentato), e persino i biglietti aerei vengono dati solo a chi è in speciali elenchi. A Sabetta è in vigore anche il “sukhoj zakon”, ovvero il divieto assoluto di vendita e consumo di alcol, e chiunque arrivi qui viene scrupolosamente controllato per cercare eventuali bottiglie nascoste. I lavoratori non devono poi avvicinare in nessun modo gli animali: il pericolo di attacco di orsi è costante e le volpi artiche possono trasmettere la rabbia. Spesso si presentano alla porta anche i trichechi…

La cosa più interessante in questo villaggio non sono le temperature estreme, che d’inverno scendono spesso fino ai -50 ºC, ma proprio il vento fortissimo e imprevedibile che soffia dal Mar Glaciale Artico. Il villaggio ne è attraversato da parte a parte, e per questo ovunque ci sono ringhiere per tenersi. E comunque, quanto a vento, non è questo il posto peggiore in Russia: date un’occhiata alla situazione nella cittadina di Pevèk, all’estremo nord del Circondario autonomo della Chukotka

Nella benna della ruspa 

Pensate che nelle regioni polari della Russia l’inverno sia il periodo peggiore? Sbagliate di grosso! Ogni stagione ha le sue particolarità e sa rendere la vita difficile alle persone. Questo video è stato girato nell’agosto del 2012 nella Repubblica dei Komi. I nuovi lavoratori arrivati per qualche mese (di solito in queste regioni si lavora con il sistema della “vakhta”; qualche mese al lavoro in condizioni estreme e qualche mese di riposo a casa) dovevano attraversare il fiume Njarma-Jakha, dopo che una piena aveva spazzato via un ponte provvisorio. La soluzione? Due grosse ruspe, una da un lato e una dall’altro del fiume. In cinque alla volta (con i loro bagagli) i lavoratori salgono nella benna della prima, e poi, là in mezzo, sulle acque impetuose, si trasferiscono nella seconda. Capita, quando i ponti sono molto lontani e, per il maltempo, gli attraversamenti provvisori sono chiusi o sono saltati del tutto… 

Galleggiando in auto 

Molti abitanti della città di Labytnangi, nel Circondario autonomo Jamalo-Nenets, lavorano nella più grande Salekhard, che le sta proprio di fronte, al di là del fiume Ob. Ponti non ce ne sono, ma d’inverno il trasferimento è facile: si guida sul ghiaccio. D’estate bisogna fare un po’ di fila all’imbarcadero, ma ci sono traghetti regolari. Il problema è nelle mezze stagioni, quando il ghiaccio si scioglie o non è ancora ben formato. In quei casi il pendolarismo diventa estremo: servono speciali mezzi anfibi, ma non di rado hanno problemi anche loro. Eppure questo non ferma i coraggiosi abitanti del grande Nord. 

Con la teleferica 

Il mezzo usato per recarsi al lavoro dagli abitanti del villaggio di Kazachi Lugà, nella Regione di Irkutsk, è diventato una specie di attrazione turistica. Ogni anno, quando il fiume cresce, il villaggio rimane su un isolotto. Finché l’acqua non è troppo alta, la gente guada il fiume, ma poi diventa impossibile e allora entra in servizio una teleferica fai-da-te. La usano anche le anziane pensionate. Dicono che non faccia paura, basta non guardare in basso!

In fuoristrada e con i cingolati 

È solo a parole che una strada che attraversa foreste e campi sembra essere qualcosa di romantico. Nelle mezze stagioni, tutte queste “strade” si trasformano in paludi invalicabili, dove si rischia sempre di rimanere impantanati. E se, come le persone di questi video, dovete per lavoro arrivare nel cuore della taiga, meglio essere pazienti e avere mezzi affidabili, magari con i cingoli. 

In aereo (ma dovete farlo partire a spinta) 

Immaginate di essere da qualche parte nel bel mezzo della Siberia, in un posto isolato da dove si può andarsene solo in aereo. Fuori -50 ºC. E il vostro velivolo ha problemi a partire. Questi lavoratori che volevano rientrare da Igarki a Krasnojarsk, hanno trovato subito la soluzione: spingere l’aereo come se fosse una macchina ingolfata. Qualcuno dubitava che questo video fosse una sorta di bufala. Invece no! L’aereo si era davvero congelato. Sul fatto che la spinta di settanta passeggeri abbia aiutato a risolvere il problema non ci sono conferme. Ma va premiata l’intraprendenza!

 

Perchéi russi vivono in Siberia e non se ne vanno in un posto piùospitale? 

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