Cinque interiezioni di cui i russi non possono fare a meno quando parlano

Aleksandr Rodchenko, Freepik
Potete conoscere bene il russo e ricevere i complimenti dei madrelingua, ma per esprimere fino in fondo le vostre emozioni è importante saper padroneggiare queste espressioni

Ага, щаз  – Agà, shchas

La frase sarcastica alla lettera significa: “Aha, subito!”. Viene usata quando ci è richiesto qualcosa che non abbiamo minimamente l’intenzione di fare. Una specie di “Sì! Come no? Subito!” detto con tono ironico. Si può aggiungere “уже бегу” (“uzhè begù”): (“Sto già correndo”).

Qualcuno aggiunge ancora “конечно” (“Konechno”; “certamente”), per esprimere il rifiuto più totale. Come scrive Mikhail Strogov su Quora, “tre affermazioni in russo significano una negazione completa”. 

Да нет, наверное  – Da net, navèrnoe 

La frase, che alla lettera si tradurrebbe “Sì, no, forse”, ha in realtà il senso di “Credo di no” o “Penso di no, grazie”. Esprime quel certo livello di dubbio ed esitazione che è tipico dei russi: hai già detto “no” ma stai ancora pensando a quanto davvero volessi dirlo. Nel secondo caso è un modo educato di rifiutare qualche proposta. 

In breve “Da net, navernoe” può esprimere qualcosa che sì desidereresti, ma che dentro di te sai che è meglio non fare: tipo quando i tuoi amici ti propongono di uscire a far baldoria per la quarta notte consecutiva. 

Давай – Davàj

Alla lettera significa “Dai!”, ma è un’espressione dai molteplici usi. Potete per esempio sentire qualcuno che parla al telefono ripetere “davaj, davaj”, come segno di accordo su qualcosa che sta dicendo l’interlocutore. Ma può anche essere un tentativo di chiudere la conversazione, del tipo “ok, dai, ci sentiamo!”. Il significato varia in uno spettro che va “ok, sono d’accordo” a “ma dai, su!”, e dipende interamente dal tono con cui la parola è pronunciata e dal contesto.

“Davaj” è l’imperativo alla seconda persona singolare del verbo “davàt” (“dare”) e può essere usato in frasi esortative tipo: “Давай пойдем домой” (“Davàj poidjòm domòi”): “Dai! Andiamo a casa”. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, in russo “davaj” equivale a “ok”. “Davaj, pokà” è “Ok, ciao”. E “Nu, davaj” (con “nu” che qui significa “bene, allora”) è un modo di salutarsi, accomiatandosi.

Типа – Tipa

Uno dei riempitivi più diffusi nella lingua russa contemporanea è “tipa”; molto simile nell’uso all’italiano “tipo”. Di solito è usato nelle conversazioni informali e originariamente per la comparazione (“типа того” che si pronuncia “tipa tavò”; “tipo questo”). Ha assunto il significato di approssimazione. “Per le sette rientri a casa?”. Risposta: “Tipa tavò”: “Sì, tipo”, cioè “più o meno sì”.

Блин – Blin

Alla lettera è una delle delizie della cucina nazionale: il blin (singolare di bliny) è infatti il tipico pancake russo. Ma ha assunto, grazie all’assonanza con una parolaccia, un valore eufemistico, proprio come nel caso del “cavolo” italiano.

Quando sbattete contro qualcosa, vi cade un oggetto di mano, siete sorpresi e delusi dalla sconfitta della vostra squadra del cuore, potete dire “blin”; ripeterlo più volte “blin, blin, blin”, o allungare a dismisura la i: “bliiiiiiiin”.

Applichiamo la conoscenza teorica a un caso pratico. “Blin! Kak krasivo!” significa “Cavolo! Quanto è bello”. Può essere usato anche per qualcosa che va “dannatamente bene”. Per esempio, “Nu ti blin dajòsh!” esprime qualcosa come “Wow, l’hai fatto davvero!” o “bel colpo”, “ben fatto”, “alla grande!”.

 

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