Maslenitsa: feste, bliny e zuffe

Foto: Itar-Tass

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La festa più attesa dell'anno per dire addio all'inverno russo, tra riti pagani e religiosi, è arrivata. Provate allora la nostra gustosa ricetta

Vi è una serie di cose in Russia su cui non si discute. Non puoi tenere la finestra aperta: mai. Devi toglierti le scarpe ogni volta che entri in una casa: sempre. E se vuoi guadagnarti il rispetto della tua famiglia, devi saper preparare i bliny (crêpe): bene. Soprattutto in questo periodo dell’anno. In passato, ho lasciato perdere, ma quest’anno mi sono ripromessa che sarei riuscita a preparare dei bliny coi fiocchi, in tempo per la Maslenitsa. Mi sono rimboccata le maniche, mi sono immersa nei libri di cucina del XIX secolo, ho inseguito le nonnine al mercato e ho persino considerato la possibilità di chiamare mia suocera. 

La Maslenitsa è il turbolento Mardi Gras della Russia: una settimana intera di feste, bliny e zuffe che preannuncia la fine dell’inverno, l’inizio della Quaresima e l’arrivo della primavera. Incastrata nel calendario ortodosso russo, la Maslenitsa è in realtà una festività che risale a tempi antichissimi e a civiltà pagane basate sul culto della natura, su tradizioni rurali e sull’importanza del susseguirsi delle stagioni.  

Originariamente, la Maslenitsa cadeva in corrispondenza dell’equinozio di primavera, il momento dell’anno in cui il Sole è perpendicolare all'equatore, e il giorno e la notte hanno uguale durata. Dei quattro punti del calendario (i solstizi e gli equinozi), l’equinozio di primavera era il più venerato dalle civiltà antiche, perché salutava il ritorno del sole e della vita, dopo l’oscurità e la morte dell’inverno. Molti monumenti antichi, come il Tempio di Salomone a Gerusalemme, sono orientati in modo tale che, nel giorno dell’equinozio di primavera, il sole sorga con i raggi perpendicolari all’altare principale. 

Gli slavi pagani interpretavano i fenomeni naturali con storie umane d’amore e tradimento, sesso e separazione, vita e morte. In un mito popolare russo, che ricorda quello egizio di Iside e Osiride, Yarilo e Morana sono due amanti, fratello e sorella. Essi rappresentano la vita e la morte, il fuoco e il ghiaccio, la primavera e l’inverno. Il loro amore raggiunge l’apice durante il solstizio d’estate, per poi precipitare nel tradimento in autunno, e sfociare nella separazione e nella morte in inverno. Morana si trasforma così in una strega terrificante, che semina morte e gelo ovunque passi. Le messi avvizziscono e diventano paglia secca non appena Yarilo si ritira nel mondo sotterraneo. Con il ritorno della primavera, i fedeli bruciano sulla neve un’effige in paglia di Morana per risvegliare Yarilo dalle cavità del mondo sotterraneo. Mentre la paglia brucia, gli slavi pagani festeggiano il ritorno della primavera danzando, lottando e banchettando con i bliny, simbolo del sole e della vita eterna.  

I cristiani, abili riciclatori di feste altrui, hanno tuttavia collocato la Maslenitsa in una posizione scomoda nel calendario liturgico che porta alla Pasqua. Nella Russia rurale, la Quaresima era un’utile scusa per giustificare una dieta spartana, dal momento che vietava il consumo di carne, formaggio, olio, uova, alcol e burro, tutti ingredienti che venivano di solito usati per “condire” la tradizionale kasha di grano saraceno. In Russia, i quaranta giorni della Quaresima coincidevano con il periodo in cui le scorte invernali dei magazzini e dei negozi iniziavano a scarseggiare. Al giorno d’oggi, non c’è più questo problema: in ogni supermercato è possibile trovare mango e quaglie a volontà durante tutto l’anno, eppure molti russi continuano orgogliosamente a osservare il “Grande Digiuno”, quale modo per rimanere aggrappati a dei valori morali alti e perdere una decina di chili in meno di due mesi: entrambi gli obiettivi sono facilmente raggiungibili se ci si nutre solo di pappa di grano saraceno e zuppa di cavolo. 

Il termine Maslenitsa contiene la parola “maslo”, che in russo significa “burro”, anche se alcuni studiosi sostengono invece si tratti di una versione ancor più arcaica di “mjasa pust’’”, che significa “senza carne”. Qualunque sia la spiegazione, la Maslenitsa è il periodo dell’anno in cui la gente ne approfitta per darci dentro con burro, formaggio e panna. È l’equivalente russo dello Shrovetide per gli anglosassoni, del Carnevale per gli spagnoli, e del Mardi Gras per i francesi: una festa pubblica che celebra il ritorno della luce e del calore, e l’ultimo assaggio di “grasso” e divertimento, e di bliny ovviamente, prima della Quaresima.

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di farina

25 g di lievito fresco da panificazione o un sacchetto di lievito in polvere per pane

1,5 l di latte

5 uova

100 g di burro

sale

 

Utensili: 

2 padelle da bliny di  12 cm.

Preparazione: 

Dividete la farina in due  metà. Riscaldate mezzo litro di latte finché non sarà tiepido. In una grande ciotola sciogliete il lievito nel mezzo litro di latte tiepido. Quando non ci saranno più grumi, incorporate 500 g di farina, mescolate bene e lasciate lievitare al riparo da correnti d’aria per un’ora e un quarto. Separate i tuorli dagli albumi e tenete da parte questi ultimi. Incorporate i tuorli al composto, mescolate bene e lasciate lievitare una seconda volta al riparo da correnti d’aria per un’ora e un quarto. Fate fondere il burro a fiamma molto dolce e quando sarà sciolto incorporatelo al composto. Aggiungete l’altra metà della farina, mescolate bene e lasciate lievitare una terza volta al riparo da correnti d’aria per un’ora e un quarto. Riscaldate il restante litro di latte finché non sarà tiepido. Aggiungetelo al composto, mescolate bene e lasciate lievitare una quarta volta per un’ora e un quarto. Sbattete gli albumi a neve ben ferma e incorporateli delicatamente al composto. Con un piccolo mestolo versate il composto nelle 2 padelle poste su fiamma bassa. Una volta cotto sui due lati,  il bliny non deve superare il mezzo centimetro d’altezza. A mano a mano che i bliny saranno pronti, teneteli al caldo in forno con lo sportello aperto.

NB: Per preparare i veri bliny occorre molto tempo, dato che bisogna avere a disposizione circa 6 ore. Potete preparare i bliny e poi congelarne una parte. In un piatto da micronde fate uno strato di bliny e, dopo averli ricoperti, scaldateli molto lentamente. Come si usa in Russia, serviteli caldi insieme a burro fuso e panna acida. Come si usa nel resto del mondo, serviteli con panna, uova di pesce (caviale, uova di salmone keta, uova di lompo, uova di trota), salmone affumicato, aringhe, acciughe e così via.

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