Russia, ecco le persone dell’anno 2018

Aleksandr Kislov
Se non sono rientrate già nel vostro radar, leggete le loro storie, perché negli ultimi dodici mesi hanno fatto qualcosa di straordinario, in un modo o nell’altro

1 / Khabib Nurmagomedov – Ultimate Fighting Championship

Campione di uno sport cruento, l’Mma, le Arti marziali miste, il trentenne Khabib Nurmagomedov, originario del Daghestan, nel 2018 è diventato lo sportivo russo più famoso al mondo (quanto meno su Instagram, dove ora ha più follower persino della Sharapova). Tutto questo, naturalmente è avvenuto dopo il più grande combattimento della sua carriera, e uno dei più incredibili della storia dell’Ultimate Fighting Championship, quello del 6 ottobre 2018 in Nevada contro l’irlandese Conor McGregor.

Si è trattato del combattimento dei sogni per ogni appassionato di arti marziali miste. Preceduto da un conflitto personale tra i due, andato avanti per mesi con offese personali e persino con attacchi fisici, pubblicizzato come mai prima e accompagnato da frasi ricche di pathos (“Voglio spaccargli il cuore, distruggergli la mente. Voglio annichilirlo del tutto”, aveva detto Khabib alla vigilia), è stato seguito da una furiosa rissa dopo la conclusione (con vittoria del russo per sottomissione – neck crank), che per poco non è costata all’atleta del Daghestan il titolo appena conquistato. 

Nurmagomedov ha dalla sua solo vittorie: 27, e nessuna sconfitta. Ma è con quest’ultimo titolo che l’Ultimate Fighting Championship è diventato per tanti russi e molte altre persone nel mondo qualcosa di più di un semplice “show per appassionati”. 

In Russia la diretta del combattimento sul canale sportivo “Match Tv” ha polverizzato il record di ascolti, che era stato realizzato pochi mesi prima dalla nazionale russa durante il Mondiale casalingo.“Ci avrei mai creduto se me lo avessero detto vent’anni fa quando vendevo pomodori nel mio villaggio? Certo che no!”, ha detto Khabib.

Anche se il suo comportamento violento dopo l’incontro può non piacere a tutti, di sicuro ha il merito di aver fatto appassionare i russi a questa disciplina.

2 / Pavel Durov, Fondatore di Telegram

Nel 2018, l’imprenditore che ha creato il sistema di messaggistica Telegram, che ora ha oltre 200 milioni di utenti attivi, ha dimostrato di essere più potente delle autorità statali russe.

Le autorità hanno bloccato oltre 4 milioni di indirizzi IP nel tentativo di chiudere l’app. Telegram ha probabilmente utilizzato il cloud hosting di Amazon e Google per aggirare il blocco. Di conseguenza, sono state coinvolte migliaia di aziende che utilizzano gli stessi servizi.

I russi avevano ordinato il blocco dopo che l’app si era rifiutata di consegnare le chiavi di crittografia utilizzate per criptare i messaggi.

Nel 2017, la compagnia ha anche tentato una Ico (Initial coin offering) che avrebbe dovuto battere tutti i record. Telegram, tuttavia, ha annullato la vendita pubblica dopo aver raccolto 1,7 miliardi $ da investitori privati.

3 / Stanislav Cherchesov – Calcio

Probabilmente nessun allenatore era mai stato tanto inviso al pubblico come lui. Nominato ct della nazionale russa l’11 agosto 2016, dopo una deludente Confederation Cup nel 2017, aveva inanellato una serie di brutte figure nelle amichevoli pre Mondiale (sconfitta 3-0 con il Brasile, 3-1 con la Francia, 1-0 con l’Austria e un misero 1-1 con la Turchia) e tutti predicevano per lui e la sua squadra una colossale figuraccia in occasione della Coppa del Mondo giocata in casa. Non passava settimana in cui qualcuno pubblicamente non chiedesse le dimissioni di Cherchesov. In conferenza stampa lui era sempre di poche parole e rispondeva: “Noi andiamo avanti per la nostra strada. Il vostro compito è credere in noi”. E quindi il cinquantacinquenne allenatore (che da giocatore era stato portiere) ha fatto l’impossibile: la Russia (che fino a quel punto era in una umiliante posizione nel ranking Fifa) per la prima volta nella sua storia è arrivata fino ai quarti di finale del Mondiale, mandando a casa addirittura la Spagna, e ha mancato la semifinale solo alla lotteria del calci di rigore.

Lo definiscono “ruvido”, “puntiglioso”, “intransigente”. E sì, Cherchesov non assomiglia proprio a quella nuova generazione di allenatori sempre in giacca e con il tablet tra le mani. E non ha nemmeno il profilo del vincitore: nella sua carriera da allenatore (è stato all’estero sulle panchine del Wacker Innsbruck e del Legia Varsavia e in Russia su quelle dello Spartak Mosca, del Zhemchuzhina Sochi, del Terek Groznyj, dell’Amkar Perm e della Dinamo Mosca, quasi sempre per una stagione o poco più) ha alzato ben pochi trofei (nella sua bacheca ci sono solo un Campionato polacco e una Coppa di Polonia).

Ma la sua storia si è rivelata di gran lunga più spettacolare: quest’uomo (che ha ricevuto anche l’Ordine di Aleksandr Nevskij dal presidente Putin) ha fatto di nuovo innamorare i russi del calcio, dopo anni di amarezze e disincanto. E alla recente Nation League, per poco la Russia non ha centrato la promozione in Serie A.

4 / Kirill Serebrennikov

Alla fine di agosto del 2017, Kirill Serebrennikov, regista di cinema e di teatro e direttore del “Gogol-Center”, uno dei teatri moderni più popolari di Mosca, è stato messo agli arresti domiciliari. È accusato di aver messo in atto una frode per distogliere sussidi statali, e così ha passato tutto il 2018 nel suo appartamento, privato dell’accesso a Internet e comunicando principalmente solo con il suo avvocato.

Mentre gli ammiratori e i detrattori di Serebrennikov discutono se sia colpevole (il tribunale non ha ancora raggiunto un verdetto), il regista continua a lavorare. Anche se agli arresti domiciliari, ha terminato il montaggio di “Leto” (titolo per il mercato internazionale: “Summer”), un film sull’icona del rock sovietico degli anni Ottanta, Viktor Tsoj, con canzoni di Iggy Pop e Lou Reed, che ha vinto il premio come migliore colonna sonora al Festival Internazionale del Cinema di Cannes

Inoltre, il “Gogol-Center” ha presentato cinque nuove commedie, tra cui quelle su cui Serebrennikov ha lavorato personalmente mentre era agli arresti domiciliari. Gli è permesso uscire per le passeggiate non più di un paio di isolati dall’edificio in cui vive. Questo ha ispirato la creazione di un viaggio audio in cui i partecipanti percorrono lo stesso percorso con la voce di Serebrennikov nelle loro cuffie. Il regista condivide storie sui paraggi di casa sua, permettendo di provare le emozioni di un uomo obbligato a ripetere la stessa strada giorno dopo giorno.

Tutto sommato, Serebrennikov è rimasta una delle figure culturali più influenti e prolifiche della Russia, nonostante abbia trascorso la maggior parte del 2018 tra quattro mura.

5 / Ilya Sachkov, Amministratore delegato di Group IB

La sicurezza informatica è diventata un tema caldo nell’agenda globale nel 2018 dopo lo scandalo degli hacker negli Stati Uniti e numerosi attacchi a società di blockchain e scambi di criptovalute.

Group IB, il fornitore di soluzioni per startup e cybersecurity con sede a Mosca, non ha atteso molto a capitalizzare. L’azienda, fondata da Ilya Sachkov nel 2003, quando era ancora studente del primo anno alla Università Tecnica Bauman sta ora trasferendo i suoi quartieri generali a Singapore, come parte dell’espansione internazionale.

Group IB è stato molto attivo nel campo della blockchain. Nel 2018, la società ha inventato un modello di punteggio per valutare gli scambi di crittografia in base al loro livello di sicurezza.

Secondo Group IB, almeno 14 scambi di criptovalute sono stati hackerati dal 2017, con perdite totali di 882 milioni $ e nel 2019 la situazione potrebbe peggiorare

6 / Zelfira Tregulova

Zelfira Tregulova dirige da tre anni uno dei più importanti musei di Mosca, la Galleria Statale Tretjakov, e continua la sua modernizzazione. Il museo, che era fermo al passato e poco dinamico, si sta trasformando in un museo moderno e di successo. Finora, la direttrice le ha indovinate tutte.

Nel 2018, ha presentato il progetto a lungo atteso di ricostruzione dell’edificio della Galleria Tretjakov su Krymskij Val, che contiene la più grande collezione di avanguardia russa. Il museo collaborerà con l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) di Rem Koolhaas, per trasformare l’edificio sovietico in un centro d’arte all’avanguardia. Inoltre, a novembre, la Tregulova ha inaugurato una mostra di dipinti russi in Vaticano, che consentirà a migliaia di europei di vedere per la prima volta decine di capolavori russi.

7 / Little Big

Nel 2018, questa band rave russa è diventata virale al massimo, spadroneggiando su YouTube. Il loro video “SKIBIDI”, con la sua dance folle, la #skibidichallenge, ha raggiunto 78,6  milioni di visualizzazioni in un mese (dati al 27 novembre). Migliaia di persone, tra cui Ivan Urgant, il conduttore del più popolare spettacolo di seconda serata del Paese, hanno già accettato la sfida di ballare questa divertente danza.

Gli altri video, come “Faradenza”, che ritraggono la bellezza molto particolare di un sanatorio in stile sovietico, o “Lollybomb” che prende in giro l’amore appassionato di Kim Jong-un per le armi nucleari, superano i 40 milioni di visualizzazioni ciascuno.

Sembra che i sogni diventino realtà per Ilya “Ilich” Prusikin, il fondatore di Little Big, che nel 2016 ha detto: “Ho un sogno. Voglio che una band russa diventi globale. E sono felice che siamo qui per dimostrare alle persone che dicono che è impossibile diventare popolari all’estero, che hanno torto”.

Naturalmente, “i Die Antwoord russi”, come sono stati soprannominati, sono più kitsch e puntano più sulla provocazione che sulla buona musica, rispetto al gruppo sudafricano, ma sono molto bravi in quello che fanno.

Ogni video, a partire da “Everyday I’m Drinking” (2013), che prende in giro gli stereotipi sulla Russia aggressiva e spaventosa, è una raccolta ideale di meme e assurdità, ed è quello che serve per diventare famosi nel 2018.

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