Sei capi d’abbigliamento tipicamente russi, e come indossarli correttamente

Sergej Pyatakov/May Nachinkin/Sputnik, dominio pubblico
Il guardaroba russo è cambiato profondamente dai tempi antichi, ma c’è qualcosa che resta sempre di moda. E in questa lista potreste trovare qualche ispirazione per un cambio di look

Colbacco

Oggi è uno dei più popolari souvenir tra i turisti stranieri in Russia, al quale può fare concorrenza solo la matrioska. E seppure il Paese sia ricco di copricapi di varia foggia (anche perché senza, d’inverno, è dura), attorno al colbacco (che in russo si chiama “ushanka”) è sorto un culto tutto speciale.

Il voluminoso e caldissimo colbacco ha avuto nella storia un sacco di cambiamenti di status. Prima a portarlo erano i contadini russi, poi, all’inizio del XX secolo era nel corredo militare dei Bianchi, che combatterono nella Guerra civile contro i Bolscevichi, quindi, negli anni Trenta, passò sulle teste dei militari dell’Armata Rossa. 

Tra i leader sovietici, il più grande estimatore di questo cappello fu Leonid Brezhnev, che guidò il Paese dal 1964 al 1982. Come è facile capire, tutti gli alti papaveri del partito se ne innamorarono subito, e in breve il colbacco divenne di gran moda e si diffuse incredibilmente nella società. I risvolti del copricapo venivano usati come portafoglio (sì, i russi ci infilavano i soldi) e i colbacchi più buoni c’era chi li teneva in frigorifero, affinché la pelliccia non si rovinasse.

Dove indossarlo: In fin dei conti dove volete, ma è nel suo habitat naturale soprattutto in Siberia. Il colbacco vi terrà caldi di fronte a qualsiasi gelido inverno.

Kokòshnik

Nell’antica Rus’ le donne non portavano il cappello, che era un elemento solo del vestiario maschile. Per le donne c’era invece il kokoshnik, una tradizionale tiara di stoffa (in alcuni casi dotata anche di un fazzoletto che copriva la testa, la nuca e le spalle). Potevano però indossarlo solo le donne sposate. 

Esistono molte varianti di kokoshnik: praticamente ogni regione della Russia aveva il suo. Sotto il regno di Pietro il Grande fu proibito indossarlo alle aristocratiche, nell’ambito delle riforme volute dallo zar. Al posto del kokoshnik e degli abiti castigati d’un tempo, le dame dell’alta società furono obbligate a indossare abiti occidentali con décolleté molto profondi, il che rappresentò un vero choc culturale. 

Negli anni Venti del Novecento questa “tiara russa” divenne estremamente di moda in Europa (fu indossata anche da Maria di Teck durante le nozze reali con Giorgio V del Regno Unito) ed ebbe diverse evoluzioni. 

Dove indossarla: Durante i concerti (se siete una rock star come Courtney Love), allo stadio durante le partite di calcio (se siete tifosi della nazionale russa) e alle feste (come accessorio di moda; per farvi notare). 

Valenki

Sono un po’ gli stivali UGG tradizionali russi, dei quali in Russia non possono fare a meno ormai da qualche secolo. Questo non vuol dire che se farete una passeggiata a Mosca d’inverno vedrete un sacco di persone con i valenki ai piedi! Si tratta di calzature in feltro ottime per le condizioni estreme. Per esempio, in uno dei tanti villaggi siberiani sarà difficile uscire di casa senza indossarli, a meno che non vogliate ritrovarvi gli scarponcini da città pieni di neve e i piedi gelati.

Fino a tutto il XVIII secolo, in effetti, venivano prodotti solo in Siberia e in alcune regioni settentrionali. Quanto i valenki siano geniali, il resto della Russia l’ha scoperto solo più tardi. Oggi sono parte dell’equipaggiamento di chi lavora nei campi di estrazione petrolifera e all’aperto sulle linee ferroviarie.

Dove indossarli: Ovunque sia molto freddo e ci sia molta neve 

Caffetano

Questa è la pietra miliare dello storico guardaroba maschile russo! Usato a partire dal X secolo, inizialmente lo sfoggiavano solo le classi più alte della società, ma con il tempo il “kaftàn”, come si chiama in russo, da abbigliamento d’élite si trasformò progressivamente, fino a essere indossato persino dagli spazzini… 

Il caffetano, però, non è un’invenzione russa. Arrivò ai russi dagli antichi persiani. Simile a un soprabito, si dimostrò un elemento universale, ottimo per tutti i tipi d’uomo: i magrolini li faceva apparire ben piazzati, i grassottelli li rendeva maestos,i e anche alle persone più insignificanti conferiva importanza. Secondo una teoria, tutti i diversi tipi di soprabito oggi presenti in Russia derivano dal caffetano. 

Dove indossarlo: Oggi è, a dir poco, un capo alternativo. Ma in un certo qual modo potrebbe sostituire il completo giacca  pantaloni. Potete provare a metterlo a un appuntamento di lavoro, se non è troppo importante…

Il foulard russo 

Ci sono decine di modi per indossare il platòk, il tipico scialle russo, e non sembrare una persona di un altro millennio. Sì, i fazzoletti russi hanno già molti secoli di storia, ma questa tradizione artigianale fiorisce ancora oggi (grazie, in particolare, a stilisti come Denis Simachjov). Vengono prodotti a Orenburg, nella Regione di Mosca, sugli Urali, a Vologda e in tanti altri posti, e si basano su tecniche e saperi molto antichi, che si possono apprendere per una vita intera. 

Uniforme scolastica

Durante il periodo sovietico, tutti i bambini indossavano una speciale uniforme scolastica. Un completo scuro, di foggia militaresca, i ragazzini. Un abito marrone con un grembiule nero o bianco, le ragazzine. Di regola, a completare il quadro, c’era il fazzoletto rosso dei Pionieri, l’associazione comunista per i giovanetti tra i 9 e i 14 anni.

Sebbene l’idea dell’uniforme venisse dai tempi della Russia zarista, è la versione sovietica ad essere diventata una forma di moda kitsch nella Russia contemporanea. 

A scuola l’uniforme fu abolita ufficialmente nel 1994, perché ormai considerata un’idea superata. Ma oggi alcuni giovani la indossano per l’“Ultima campanella”, l’ultimo giorno di scuola prima degli esami (e, come appare evidente per ragioni anagrafiche, non certo per nostalgia della scuola sovietica) Le ragazzine con i grembiuli bianchi e con appariscenti fiocchi in testa possono essere viste in ogni città della Russia tra il 24 e il 26 di maggio. 

Dove indossarla: Se non andate a scuola in Russia e non avete l’opportunità di indossarla per l’“Ultima campanella”, allora potete metterla solo ad Halloween. Su internet è in vendita su centinaia di siti.

 

E se vi sembra che da questa lista manchi il sarafan, ecco la storia di questo mitico capo dabbigliamento delle donne russe 

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