Ornella Muti vuole la cittadinanza russa, dovrà rinunciare a quella italiana?

Sergej Bobylev/TASS
Formalmente gli stranieri che chiedono il passaporto russo devono presentare una dichiarazione di rinuncia alla loro cittadinanza, ma la questione non è drastica come sembra

All’inizio di settembre l’ennesima celebrità straniera ha sorpreso tutti esprimendo il suo desiderio di richiedere il passaporto russo. Questa volta si tratta di Ornella Muti, l’attrice italiana con radici familiari pietroburghesi.
 
La Muti è attualmente protagonista della nuova messa in scena del “Crystal Palace” al Palazzo del Cremlino (interpreta l’imperatrice russa Anna Ivanovna) e ha già un permesso di residenza a Mosca. Ma è possibile che lei e gli altri stranieri ottengano un passaporto russo mantenendo anche il proprio?
 
Come abbiamo già scritto, la legge russa impone agli stranieri di rinunciare alla loro attuale cittadinanza per poter richiedere il passaporto russo. Eppure alcune persone che vivono in Russia posseggono due o più passaporti, senza problemi. Come fanno e cosa dice la legge?

Doppia cittadinanza o due cittadinanze?

Ufficialmente la legge non vieta la doppia cittadinanza. La vieta ai funzionari statali, ai membri delle forze dell’ordine e ai giudici, ma per il resto della popolazione la legge è più permissiva. Secondo la Costituzione russa (articolo 62), un cittadino russo può essere un cittadino di uno Stato straniero (doppia cittadinanza) che non limita il suo/i suoi diritti e le sue libertà e non lo esonera dagli obblighi stabiliti dalla cittadinanza russa.

Tuttavia, lo status di “doppia cittadinanza” può essere concesso solo ai cittadini di Paesi stranieri che abbiano firmato uno speciale accordo internazionale con la Russia. Al momento della pubblicazione, tale accordo esiste solo con il Tagikistan. C’è poi un diverso tipo di accordo con la Bielorussia, il Kazakistan e il Kirghizistan, che prevede una procedura di domanda semplificata senza la necessità di rinunciare alla cittadinanza esistente.
 
Come spiega Vladimir Starinskij, socio dirigente dello studio legale Starinskij, Korchago and Partners, se non esiste un accordo di questo tipo, una persona rientra nella categoria “seconda cittadinanza” (“vtoroe grazhdanstvo”) e non in quella della “doppia” (“dvojnoe”) cittadinanza. “Non porta a nessun tipo di limitazione, ma è necessario informare il Servizio federale sulle migrazioni (circa una seconda cittadinanza) entro 60 giorni”, afferma. Se non lo si fa, si rischia una multa da 500-1000 rubli (6,25-12,50 euro) per un piccolo ritardo, a 200.000 rubli (2.505 euro) per un ritardo di oltre un anno.

“Non ci sono svantaggi nell’avere una seconda cittadinanza”, dice Svetoslava, una cittadina russo-bulgara che vive a Mosca. “All’inizio avevo un passaporto russo e poi ne ho ottenuto uno bulgaro che è stato facilmente acquisito dimostrando le mie radici bulgare. Non ho mai avuto problemi al confine, ma nel 2014 ho informato le autorità russe sul mio secondo passaporto per ogni evenienza. L’unica difficoltà è monitorare la data di scadenza dei passaporti per tenerli aggiornati. Ma se non si ha la possibilità di recarsi nell’altro Paese per rinnovarlo, è sempre possibile farlo a Mosca attraverso l’ambasciata”.
 
Eppure c’è una potenziale battuta d’arresto, aggiunge Maria, una russa che vive in Croazia: “Non c’è accordo sulla doppia cittadinanza tra Russia e Croazia e ciò significa che mio figlio potrebbe dover svolgere due volte il servizio militare: in Russia e Croazia. Tutto perché non sarà considerato un doppio cittadino.” Starinskij ammette che un tale scenario è davvero possibile.

Rinunciare o non rinunciare?

Tuttavia, quanto sopra sembra applicarsi solo a coloro che avevano un passaporto russo e ne acquisiscono un secondo. Gli stranieri che non ne hanno mai avuto uno, affrontano una situazione completamente diversa. Le regole chiedono ai candidati di fornire un documento che dimostri che intendono rinunziare alla loro attuale cittadinanza o provare l’incapacità di farlo. Sono esenti da questo solo le seguenti categorie di persone:

  • Cittadini della Bielorussia, del Kazakistan e del Kirghizistan (secondo un accordo semplificato sulla procedura di domanda);
  • Cittadini del Tagikistan (secondo l’accordo sul riconoscimento della doppia cittadinanza);
  • Titolari dello status di asilo politico;
  • Titolari dello status di rifugiato;
  • Cittadini che hanno dato un contributo eccezionale alla Russia;
  • Veterani della Grande Guerra Patriottica che in precedenza avevano la cittadinanza sovietica e che attualmente vivono in Russia.

“Essendo un cittadino macedone in Russia, non ho mai avuto davvero bisogno di un passaporto russo finché non sono diventato l’unico genitore di mio figlio, che è cittadino russo”, dice Stojan (non è il suo vero nome), che ha vissuto nel Paese per molto tempo semplicemente con un permesso di soggiorno. “Da allora, per poter ottenere più diritti per entrambi, ho avuto bisogno di un passaporto russo, quindi ho fatto domanda, fornendo un documento autenticato in cui promettevo di rinunciare alla mia precedente cittadinanza entro un anno, e ho ottenuto il passaporto russo.”

La cosa interessante è che, anche se non si rinuncia davvero al passaporto precedente, è probabile che nessuno proverà effettivamente a scoprire se effettivamente lo si è fatto. Stojan detiene ora due passaporti, perché non è mai andato fino alla fine con il suo obbligo: “In ogni caso, potrei davvero rinunciare al mio passaporto macedone perché, secondo la legge del mio Paese, è possibile cambiare idea entro tre anni e riottenere la cittadinanza”. Gli italiani, invece, possono rinunciare alla loro cittadinanza solo se risiedono in un altro Stato del quale hanno già assunto la cittadinanza.

“Formalmente, però, la legge russa richiede solo un modulo in cui si esprime la volontà di rinunciare alla cittadinanza esistente, non la rinuncia in sé”, osserva Starinskij. “Questo è il motivo per cui teoricamente è possibile mantenerle entrambe, senza avere problemi”.

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