Le cose più eccentriche fatte dai miliardari russi

C’è chi si è fatto chiudere in una bara per ventiquattr’ore per vedere l’effetto che fa, chi ordina il sushi da Londra con consegna a domicilio via jet privato e limousine, chi regala dildo ai concorrenti e chi getta banconote dalla finestra per vedere come la gente fa a pugni per prenderle

Oleg Tinkov e la guerra con i blogger

Chi è: Oleg Tinkov (1967) è il fondatore del brand Tinkoff e della prima banca russa unicamente online. La sua fortuna nel 2017 è stimata in 1,2 miliardi di dollari.

Cosa ha fatto: Tinkov ha minacciato di far causa ai blogger russi del collettivo Nemagia che su YouTube hanno realizzato poco lusinghieri video-denuncia su di lui. I blogger sostengono che Tinkov sia impegnato in “affari dubbiosi”, sia maleducato, menta, tratti male i suoi dipendenti e non si preoccupi dei suoi clienti. Lui nega le accuse. Inoltre ha lanciato una campagna sul suo profilo Instagram invitando i clienti della sua banca a “cancellare l’applicazione di messaggistica Telegram”, promettendo per questo un pagamento (Tinkov ha da molto tempo un conflitto con il fondatore di TelegramPavel Durov). Però non ha avvisato la banca di questa iniziativa, rimasta solo a livello di post sul suo profilo, e quindi chi ha cancellato Telegram e poi ha cercato di riscuotere quanto promesso, è rimasto con un pugno di mosche e con le scuse un po’ imbarazzate dell’istituto di credito.

Nel 2003 è stato accusato di aver lanciato un boccale di birra (di cui è anche produttore) a un altro banchiere, come hanno riportato alcuni testimoni. Inoltre di tanto in tanto pubblica qualche foto di nudo mentre fa il bagno e se ne esce con frasi memorabili, tipo questa: “Giuro di dire la verità il 99 per cento delle volte. Perché il 99 per cento e non il 100? Beh, quando mi chiedono se mi masturbo, rispondo di no”. 

Sergej Polonskij: ventiquattrore chiuso in una bara

Chi è: Sergej Polonskij (1972) è stato il fondatore e Amministratore delegato dal 2004 fino al 2011, del “Gruppo Mirax”, una delle cinque più grandi società immobiliari russe, che ha costruito l’edificio più alto d’Europa, la Torre della Federazione nel Centro internazionale di affari di Mosca (374 metri). Nel 2008 la fortuna del businessman era stimata in 1,2 miliardi di dollari. Ma nel marzo 2011 il “Gruppo Mirax” è stato sopraffatto dai debiti e ha cessato di esistere. Accusato di frode, Polonskij ha lasciato il Paese. Arrestato in Cambogia, è stato estradato in Russia nel 2015. Nel luglio 2017 è stato condannato a cinque anni di carcere, ma è stato liberato per la prescrizione (aveva già scontato due anni in custodia, in attesa di giudizio).

Cosa ha fatto: Gli viene attribuita una frase diventata poi meme: “Chi non ha un miliardo per me può andare a farsi fottere”, che lui sostiene essere citata fuori contesto e quindi travisata.

Una volta ha passato ventiquattr’ore chiuso in una bara in un cimitero.

Ha chiamato sia il suo cane che suo figlio come la sua compagnia: Mirax. Tra i suoi altri exploit, Polonskij, per scommessa, ha mangiato un pezzo della sua cravatta in diretta televisiva, con tanto di ruttino finale (qui il video), e si è buttato sotto un camion. Nel 2011 ha iniziato lo sciopero della fame, proseguendolo per sei giorni, per protestare contro un blocco di uno dei suoi cantieri. Una volta, durante una riunione del consiglio d’amministrazione, ha distrutto il telefono di un membro del consiglio lanciandolo contro il muro e poi tornando al suo posto senza dire una parola. Il relatore, la cui presentazione era stata così interrotta, disse: “Suggerisco di astenersi da ogni reazione forte”, e gli altri membri seguirono il consiglio (qui il video). 

In un altro caso, Polonskij ha preso in ostaggio dei marinai cambogiani. Secondo l’accusa, il tycoon, mentre era in stato di alterazione, ha chiuso il capitano della nave nella stiva e costretto il resto dell’equipaggio a saltare fuori bordo. Mentre era in custodia in una prigione cambogiana, spesso scagliava diversi oggetti e una volta ha appiccato il fuoco, bruciando la camicia, dei materassi e dei libri. 

Pavel Durov e i soldi lanciati dalla finestra

Chi è: Pavel Durov (1984) è uno dei fondatori del più popolare social network russo, Vkontakte (aperto nel 2006) e del servizio di messaggistica istantanea Telegram (nel 2013). Ha vissuto da bambino, al seguito del padre, molti anni in Italia, a Torino, rientrando in Russia nel 2001. Nel 2014 è emigrato dalla Russia, e cambia continuamente Paese, insieme a tutta la sua squadra di programmisti, ogni due o tre settimane. La sua fortuna è stimata in 950 milioni di dollari.

Cosa ha fatto: Ha trollato i servizi segreti russi con un’immagine di un cane che fa la linguaccia, in risposta alla richiesta dell’Fsb di bloccare l’accesso a Vk ai gruppi di opposizione (quelli che hanno sostenuto la protesta di Euromajdan in Ucraina). Nel 2010, Durov ha descritto il suo principale azionista, il gruppo Mail.ru, come “spazzatura” e ha risposto alle voci sul takeover del social network con una fotografia con un gesto osceno.

Ma è per un’altra bravata che il genio informatico è meglio conosciuto: nel 2012, durante le celebrazioni della festa cittadina di San Pietroburgo, Durov e il suo vice iniziarono a buttare banconote da 5000 rubli (74 euro) fuori dalla finestra del loro ufficio (situato nella famosa Casa Singer sulla Prospettiva Nevskij). I passanti cominciarono a contendersi il denaro, mentre Durov, secondo i testimoni oculari, rideva di tutto gusto, guardandoli. “I colleghi hanno deciso di partecipare all’atmosfera festosa con questo piccolo scherzo, ma abbiamo dovuto smettere subito poiché le persone in strada hanno iniziato a diventare violente le une con le altre”, commentò in un tweet. 

Evgenij Chichvarkin e i dildo per i concorrenti

Chi è: Evgenij Chichvarkin (1974) è il cofondatore ed ex comproprietario della più grande catena russa di vendita di telefoni cellulari, Evroset. Dal 2008 si occupa di business di vino nel Regno Unito.

Cosa ha fatto: Chichvarkin si è guadagnato la reputazione di re del marketing aggressivo. Per esempio regalava telefonini alle ragazze che si spogliavano completamente nude davanti alla sede della compagnia. Per Capodanno una volta mandò a tutti i concorrenti un dildo, un grosso fallo artificiale giallo (il colore di Evroset) con scritto sul biglietto d’auguri “Volevi un regalo? Col cazzo!!!”. Molte della campagne pubblicitarie della compagnia, ai suoi tempi, contenevano parolacce e allusioni spinte e oscene. Chichvarkin è anche noto per il modo particolare di vestirsi: ama molto ostentare, e spesso indossa abiti strappati. Alla riunioni di lavoro si dice che tenesse sempre i piedi sul davanzale della finestra. 

Roman Abramovich e la porzione di sushi da 40mila sterline

Chi è: Roman Abramovich (1966) è il proprietario della più grande compagnia metallurgica e estrattiva russa, Evraz (attiva anche in Italia, dopo l’acquisizione, nel 2005, della Palini e Bertoli in provincia di Udine) e della squadra di calcio londinese del Chelsea, attualmente allenata da Antonio Conte. La sua ricchezza netta nel 2017 è stimata in 9,1 miliardi di dollari. E pensare che iniziò producendo bambole di gomma. 

Cosa ha fatto: Trovandosi a Baku, capitale dell’Azerbajgian, ma avendo un’improvvisa voglia di sushi, lo ha ordinato nel suo ristorante preferito, l’Ubon di Londra, al costo di 1.200 sterline (1.345 euro). Quindi ha prenotato una limousine per farlo portare velocemente dal ristorante all’aeroporto, da dove un jet privato ha recapitato il takeaway forse più caro della storia fino a Baku. Il costo finale dell’operazione si è aggirata sui 45 mila euro.

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