La seconda vita di otto parole straniere prese in prestito dal russo

Sputnik/Yurij Somov, TonySt/Wikipedia
Alcune hanno mantenuto più o meno il significato originario, altre invece lo hanno visto mutare profondamente

Duràk (“stupido”) – Turco

Nella lingua turca, questa parola significa “pausa”, “fermata”, tra cui, ad esempio, “fermata dell’autobus”. Ma in russo, дурак significa “stupido”, “sciocco”, “scemo”. Probabilmente, questa parola è entrata nella lingua russa attraverso il commercio con i turchi. Abbastanza appropriatamente. Uno “scemo” è una persona che, per così dire, ha avuto uno “stop” nel suo sviluppo intellettuale. 

Divàn (“divano”) – Turco 

In lingua persiana, dīwān significava “lista”, “elenco” e indicava le liste con note sul servizio civile e militare di funzionari persiani, turchi o arabi, tra cui nobili e militari.

Con il tempo, prese a indicare l’ufficio in cui erano stilate tali liste, e più in generale, una “congregazione”, un “consiglio”, o un “gruppo di funzionari”. Nella tradizione orientale, i membri di tali congregazioni di solito sedevano su lunghi sedili bassi coperti da morbidi cuscini. Nel corso della storia, i russi hanno fatto molti affari con i turchi e gli arabi, quindi in russo, диван (così come in italiano “divano”) è diventato un elemento di mobilio. 

Gàlstuk (cravatta) – Tedesco

Nella maggior parte delle lingue europee, tra cui l’italiano, la parola cravatta deriva dal francese “cravate”, derivato dalla parola “corvat”, che indicava i soldati croati, assoldati da Luigi XIV, che indossavano fazzolettoni al collo come parte della loro uniforme tradizionale. In Russia, la parola галстук è stata presa in prestito dalle lingue tedesca (das Halstuch) e olandese (halsdoek); “fazzolettone”.

Wýmpel (“guidone”), Shtùrman (“ufficiale di rotta”) – Olandese  

La parola вымпел (výmpel), usata per descrivere il “guidone”, ovverosia la bandiera, triangolare o a due punte, sull’albero principale della nave, per la segnalazione marittima, arrivò in Russia all’inizio del XVIII secolo dopo il viaggio di Pietro il Grande nei Paesi Bassi e la successiva adozione di molti termini marittimi che non erano mai esistiti in Russia, perché il Paese non aveva una flotta! Oggi la parola vuol dire anche “gagliardetto”. Штурман (“ufficiale di rotta”) è un altro esempio di parole marinaresche importate.

Tuzhùrka (giacchetta) – Francese 

Тужурка in russo è il nome di una giacchetta corta che termina al girovita. In Russia, tutti i nobili erano obbligati a servire lo Stato e molti sceglievano il servizio militare. Dopo il congedo, potevano tenersi le uniformi. Facili da indossare, queste giacche corte (simili alle mess jacket inglesi e canadesi) diventavano vestiti da tutti i giorni. E infatti il nome deriva dal francese “toujours” (“sempre”). Quindi indica una “giacca per tutte le occasioni”. A proposito, non c’è una parola del genere in francese! 

Insùlt (“colpo apoplettico”) – Inglese 

In inglese, la parola insulto deriva dal verbo latino “insultare”, derivato da “saltare”. Con il tempo, il suo significato, come sappiamo anche in italiano, si è esteso a significare “attaccare verbalmente”, “offendere”. Ma nel linguaggio medico, questa parola ha conservato il suo significato di “attacco”, ossia “fenomeno morboso acuto e improvviso”. Questo significato è poi migrato nella lingua russa come инсульт, che significa “ictus”, “colpo apoplettico”. “Insulto” nel senso di “ingiuria” invece in russo è оскорбление (oskorblènie). 

Saràj (“baracca”) – Persiano

In persiano, saraj significa “palazzo”. Anche la capitale dell’Orda d’oro durante la dominazione tataro-mongola della Russia era chiamata Saraj. Ironia della sorte, in russo è stato severamente declassato a significare una “baracca” o “capanno”, che, nella cultura delle case estive (le mitiche “dacie”) è quasi sempre una sbilenca costruzione in legno usata come riparo per gli attrezzi da giardino. La parola è arrivata in Russia attraverso la rotta turca.

 

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