La Russia rilancia storico parco acquatico in provincia di Napoli

Ragazzi in un parco acquatico.

Ragazzi in un parco acquatico.

: Aquapark Lanzarote / flickr
Con un investimento di dieci milioni di euro, lo storico Magic World dovrebbe rinascere entro la fine dell’anno grazie a una cordata di imprenditori russi e inglesi, guidata da Vincenzo Schiavo. Previsti 500 nuovi posti di lavoro

Non solo più cibo o lusso. In Russia si punta forte sulla Campania, ora anche in termini di relax e divertimento. Sarà infatti un fondo bancario della Federazione (che per ora ha chiesto di restare nell’anonimato), a investire, assieme a un altro fondo inglese, nel rilancio di Magic World, storico parco acquatico in provincia di Napoli (si chiamava Acquaflash, area divertimenti che ha vissuto il boom durante gli anni Novanta). Finito nei libri contabili del Tribunale di Napoli dopo il crac finanziario che ha portato alla sua chiusura, tre anni fa, il parco si trova a Giuliano. A guidare la cordata di imprenditori - che ha creato la società Partenope Investment che si è aggiudicata l’ultima asta bandita dal Tribunale fallimentare - è Vincenzo Schiavo, imprenditore napoletano, console onorario presso l’Ambasciata russa a Napoli, nonché presidente della Confesercenti Napoli.

È stato lui a presentare il progetto a vari gruppi industriali e bancari russi, siglando l’ultimo legame commerciale che unisce la Federazione alla Campania e a Napoli in particolare. “Dopo aver provato a coinvolgere tanti imprenditori del Sud Italia a investire nella struttura, soprattutto nella ristorazione, tra brand di pasticceria e pasta, ho pensato fosse indispensabile rendere questo progetto internazionale, con i russi subito interessati – spiega Schiavo -. Hanno visionato il progetto, visitato Magic World, abbiamo chiuso l’accordo ma è solo il primo passo verso il coinvolgimento di più aziende russe”.

Il piano è decisamente ambizioso: dieci milioni di euro investiti entro cinque anni, con 500 posti di lavoro a disposizione per ristrutturazione e rilancio della struttura, buona parte della cifra già messa a disposizione per la riapertura a breve termine. Soprattutto, la volontà di fare buona impresa anche nel Meridione. Il business plan prevede la realizzazione nell’area di un centro termale (una delle principali attrattive per il turismo russo in Italia negli ultimi tempi), alberghi, ristoranti e un’arena per concerti per un complesso da 300mila metri quadri (già dotato di due megapiscine, tre piscine baby, un’area idromassaggi, otto impianti di acquascivoli, sei aree spiaggia, 4mila tra ombrelloni e lettini, sedici grandi giostre e otto aree ristoro) e aperto tutto l’anno.

L’attività sarà supervisionata da un comitato etico permanente, composto da magistrati ed ex pubblici ministeri. Ma tra gli obiettivi a breve termine della cordata, nell’arco di qualche mese successivo alla riapertura di Magic World – prevista nella prima settimana di dicembre – c’è la volontà di portare un pezzo di Russia nel parco, valorizzando cultura, arte della Federazione, con spettacoli, saggi della gastronomia tipica russa, soprattutto spingendo le grandi aziende, i brand della Federazione conosciuti in tutto il Paese e anche in Europa a investire negli spazi della struttura.

“Vogliamo offrire ai turisti, ai cittadini napoletani ma anche ai russi residenti a Napoli, in Campania e nelle regioni vicine, la possibilità di entrare in contatto con la cultura russa, tra rappresentazioni teatrali e l’allestimento di musei itineranti, oppure posti tipici dove gustarne le prelibatezze, ci sono tante idee che sono allo studio con molti imprenditori, siamo in contatto continuo e a breve ci saranno novità”, spiega il numero uno di Confesercenti Napoli. Nelle intenzioni della cordata anglo russa con Schiavo a capo, il Parco acquatico Magic World farà parte dei pacchetti promozionali offerti dai tour operator russi – che saranno a Napoli tra febbraio e marzo 2017 – ai clienti per la stagione turistica tra primavera ed estate. “Con l’ingresso in Magic World, la Russia si dimostra attenta ad altre iniziative imprenditoriali napoletane e campane. Non solo cibo, cultura o arte, ma anche il relax e divertimento”, conclude Schiavo. 

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