Secondo una delle teorie, l’iniziatore di questa tradizione sarebbe stato il leggendario Sergej Ejzenshtejn. Durante le riprese de “La corazzata Potemkin” (1925), gli attori si sarebbero rilassati un po’ troppo, facendo durare la pausa pranzo molto più del previsto. Infuriato, il regista avrebbe afferrato il piatto di uno degli attori, sbattendolo contro il treppiede della cinepresa. Successivamente, le riprese ricominciarono con l’eccezionale risultato che è noto a tutti.

Anton Novoderezhkin/TASS
Tuttavia, il fenomeno sarebbe diventato di massa soltanto negli anni Novanta, quando l’industria cinematografica dell’Urss morente e poi della nuova Russia indipendente versava in gravi condizioni di crisi. È stato allora che il piatto è diventato anche un simbolo dello spirito di squadra: ogni membro della troupe ne prende una scheggia con sé come ricordo. La gente di cinema è parecchio superstiziosa: se non si riesce a rompere il piatto al primo tentativo è decisamente un cattivo presagio!

Mikhail Pochuev/TASS
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