Aleksandr Pushkin era un massone?

Aleksandr Sergeevich Pushkin (Mosca, 6 giugno 1799 – San Pietroburgo, 10 febbraio 1837)

Aleksandr Sergeevich Pushkin (Mosca, 6 giugno 1799 – San Pietroburgo, 10 febbraio 1837)

Russia Beyond (Galleria Tretjakov; Dominio pubblico)
Il mito sull’appartenenza del poeta alla loggia di Kishinev si basa solo su quanto scritto da lui stesso sul suo diario nel 1821. Ma le date non tornano, e non esiste alcun documento che lo provi…

“Il 4 maggio sono stato accolto fra i massoni”, scrisse Aleksandr Pushkin in un suo diario del 1821. Più tardi, in una lettera al poeta Vasilij Zhukovskij, confessava di essere “membro della loggia di Kishinev” (l’attuale Chișinău, capitale della Moldavia).

Pushkin si fece addirittura crescere l’unghia del mignolo (segno identificativo dei massoni), e la notte la copriva con un apposito cappuccio per non romperla.

Rito di iniziazione alla massoneria, illustrazione del 1805

È sorprendente che oltre a quanto affermato da Pushkin stesso, non esista nessun’altra testimonianza della sua affiliazione alla massoneria.

“Pushkin deve essere esiliato in Siberia: ha inondato la Russia con scandalosi versi che i giovani citano a memoria”, disse l’imperatore Alessandro I al direttore del liceo di Tsarskoe Selo, Georg von Engelhardt. Soltanto grazie alla protezione di Nikolaj Karamzin, l’esilio in Siberia fu commutato in confino del poeta a Kishinev, nella cancelleria del generale Ivan Inzov, governatore della Bessarabia.

Erano massoni quasi tutte le persone più vicine a Pushkin. Suo padre, Sergej Lvovich, era divenuto membro di una loggia nel 1817. Lo zio, Vasilij Lvovich, lo era sin dal 1810. Massoni erano anche gli amici più stretti di Pushkin: i poeti Pjotr Vjazemskij e Vasilij Zhukovskij. Pushkin stesso, invece, non aveva fretta di aderire alla massoneria.

“Ritratto di Vasilij Lvovich Pushkin”. Artista sconosciuto, anni Dieci dell’Ottocento. Vasilij era lo zio del poeta, e aveva aderito alla massoneria nel 1810

Nel 1907, fu pubblicato il saggio “Sulla storia della massoneria in Russia” a firma di Nikolaj Kulman, storico della letteratura e del pensiero sociale, che informava che “Ovidio”, la loggia di Kishinev, era stata istituita il 7 luglio 1821, mentre il 17 settembre dello stesso anno, la Gran loggia “Astrea” (in quel momento, una delle principali strutture massoniche dell’Impero russo) “donò la Costituzione alla nuova loggia inaugurata a Kishinev, denominata ‘Ovidio’, assegnando ad essa il numero 25”.

Lo storico della letteratura moldavo Boris Trubetskoj scrive nella sua monografia “Pushkin  in Moldavia”: “Documenti che provino l’adesione di Pushkin alla loggia di Kishinev… non sono mai stati scoperti”. Ma soprattutto, come Pushkin avrebbe potuto “essere accolto” – come scrisse lui stesso il 4 maggio– dai massoni di Kishinev prima che la loggia “Ovidio” venisse istituita (il 7 luglio)?

Poeta e profano

Boris Trubetskoj scrive che i membri della futura loggia “Ovidio” furono scelti dal suo fondatore, Pavel Pushchin, già prima che la loggia venisse creata, e “Pushkin fu ammesso in un momento in cui Pushchin, per usare il linguaggio moderno, stava ancora selezionando i componenti della futura loggia”. Questo però è soltanto una supposizione di Trubetskoj, non basata su alcun documento.

Casa-Museo di A.S. Pushkin, strada Anton Pann 19, Chișinău, Repubblica di Moldavia. Ai tempi dell’Impero Russo ci si riferiva alla città con il nome russo di Kishinëv

Come giustamente rilevava Nikolaj Kulman, “Quale fosse il suo ruolo in essa [loggia; ndr], è difficile dire, ma considerando il carattere di Pushkin e la brevità dell’esistenza della loggia stessa, questo ruolo difficilmente poteva essere significativo. È molto probabile che, all’inizio, Pushchin lo abbia voluto soltanto come profano” (nel linguaggio dei massoni, “profano” significa simpatizzante che, però, non è membro).

È plausibile che l’appartenenza di Pushkin alla loggia sia stata secretata al punto tale da rendere indisponibile qualsiasi documento al riguardo? Anche se così fosse, non può essere considerato massone a tutti gli effetti, perché la loggia “Ovidio” di Kishinev non diventò mai operativa.

Il tenente generale dell’esercito dell’Impero russo Pavel Sergeevich Pushchin (1785-1865)

Le organizzazioni massoniche erano sorvegliate dal governo che le sospettava di complottare contro il potere costituito. All’imperatore giunsero voci sull’istituzione della loggia “Ovidio” e sulla probabile adesione alla massoneria di Pushkin. Il 19 novembre 1821, il capo di Stato maggiore generale, il principe Pjotr Volkonskij, scrisse al generale Inzov: “Per quanto riguarda il signor Pushkin, dovete pure riferire a Sua maestà imperiale, quali sono e sono state le sue attività a partire dal momento in cui fu mandato da Voi, come si è comportato e perché non avete prestato attenzione alle sue attività nelle logge massoniche”. Il 1º dicembre, però, Inzov rispose al suo capo: “Posso assicurare a Vostra Eccellenza che logge massoniche in Bessarabia non ne esistono”.

La fine della massoneria in Russia

Inzov non stava mentendo a Volkonskij. Boris Trubetskoj spiega che “sebbene la loggia ‘Ovidio’ fosse stata istituita con un verbale della Gran loggia ‘Astrea’, fino alla cosiddetta installazione (cioè, al riconoscimento formale dei nuovi membri della loggia di Kishinev da parte di un rappresentante della Gran loggia ‘Astrea’), in conformità allo Statuto, ogni nuova loggia era considerata priva di poteri e la sua attività era consentita soltanto temporaneamente. Siccome la ‘Ovidio’ non fu sottoposta all’installazione, Inzov poteva a tutti gli effetti scrivere che la loggia di Kishinev non esisteva”.

Ritratto di Ivan Nikitich Inzov realizzato dalla scuola pittorica di George Dawe

Sebbene il 20 gennaio 1822 la Gran loggia “Astrea” abbia notificato alla Gran loggia unita d’Inghilterra l’imminente costituzione a Kishinev della loggia “Ovidio”, la massoneria in Russia aveva ormai i giorni contati. Il 1º agosto 1822, l’imperatore Alessandro I firmò il rescritto “Sulla proibizione delle società segrete e delle logge massoniche”. Dopo ciò, in Russia cessarono quasi tutte le attività dei massoni.

Nulla conferma altre eventuali attività massoniche di Pushkin, pertanto, anche se il poeta fosse stato davvero un simpatizzante e avesse voluto aderire alla massoneria, non fece in tempo.

Casa-Museo di A.S. Pushkin a Chișinău, Repubblica di Moldavia. In questa piccola casa il poeta visse per tre mesi dopo essere arrivato nella capitale della Bessarabia zarista il 21 settembre 1820. La casa, che all’epoca apparteneva al commerciante Naumov, è museo dal 1948

Tuttavia, la moda delle società segrete era abbastanza radicata. Esserne membro dava alla persona un’aura di mistero e di importanza. A Pushkin la cosa andava a genio, pertanto lui stesso fomentava la leggenda della sua appartenenza alla massoneria.

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