L’Ermitage contro il frontman dei Rammstein: ha usato a scopi commerciali l’immagine del museo

Till Lindemann/youtube.com
Pochi mesi fa Till Lindemann ha avuto il privilegio di poter girare un video musicale all’interno delle sale del Palazzo d’Inverno. Ma ha abusato dell’ospitalità: violando il contratto ha messo sul mercato dei token NFT che costano fino a 100 mila euro!

È scoppiato un autentico scandalo tra il principale museo russo, l’Ermitage di San Pietroburgo, e il cantante tedesco Till Lindemann. Pochi giorni fa, il frontman delle band metal dei Rammstein ha annunciato sul suo Instagram di aver messo in vendita dei suoi token NFT, che ha chiamato NFTill. Cinque token con Till sullo sfondo delle sale dell’Ermitage sono ora sul marketplace “twelve x twelve” e costano da 199 a 100.000 euro.

Gli NFT, ossia i “non-fungible token”, sono uno speciale tipo di token crittografico che garantisce, grazie a una certificazione che avviene tramite la blockchain, l’unicità e l’autenticità di oggetti immateriali di arte digitale. A differenza delle criptovalute, come il bitcoin, e di altri token, sono “non fungibili”, ossia non sono reciprocamente intercambiabili.

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Si è scoperto che l’Ermitage non ha però acconsentito all’uso di immagini del museo per creare e vendere questi token. Inoltre, il servizio stampa del museo afferma che “durante le riprese, il signor Lindemann ha abusato dei suoi ‘diritti di ospite’, e che la clip include immagini che non erano state precedentemente concordate dalle parti”.

Mikhail Piotrovskij, direttore generale dell'Ermitage

“È una vera porcheria; vero khamstvo”, ha sbottato il direttore del museo, Mikhail Piotrovskij, parlando del comportamento di Lindemann e del suo team in un’intervista a “Forbes Life”, aggiungendo che non c’è solo la proprietà intellettuale, ma anche l’aggressione intellettuale.

Come Lindemann è finito all’Ermitage

Nella primavera del 2021, contrariamente all’usanza di non permettere di girare video musicali nel museo, Piotrovskij ha accettato di far girare un video a Lindemann. L’idea del progetto è nata nell’ambito dell’anno di scambio culturale tra Russia e Germania. Il cantante tedesco ha deciso di cantare in russo tra le mura dell’Ermitage la canzone russa “Ljubímyj górod” (ossia: “La città amata”), un motivo che rimanda alla Seconda guerra mondiale, tratto dal film del 1939 “Istrebiteli” (ossia: “I caccia”).

Il museo ha trovato l’idea interessante, soprattutto alla vigilia delle celebrazioni del Giorno della Vittoria, il 9 maggio 2021. Sulla pagina YouTube di Lindemann, la clip ha suscitato grande interesse e ha ricevuto oltre 2 milioni di visualizzazioni:

Tuttavia, il contratto che il cantante ha firmato con il museo prevedeva il trasferimento dei diritti non esclusivi sulle immagini dell’Ermitage, e solo per la creazione del video. Il loro utilizzo nella produzione di token commerciali non è incluso nei termini del contratto.

Il museo ha inviato a Lindemann un avvertimento sulla violazione dei termini e si è offerto di concludere un accordo aggiuntivo che regolasse l’uso delle immagini dei token NFT. Tuttavia, il cantante e i suoi rappresentanti hanno ignorato l’offerta e non si sono messi in contatto.

“Abbiamo anche inviato una lettera ufficiale alla piattaforma dove hanno pubblicato i loro NFT. Hanno confermato di aver ricevuto la nostra richiesta, ma finora non c’è stata risposta”, ha detto a “Russia Beyond” Ekaterina Sirakanjan, capo del servizio di sviluppo del museo. Interrogato sul tema da “Forbes Life”, Anar Lindemann, fratello di Till Lindemann e suo agente, ha detto in russo: “Nichegó ne kommentíruju, na voprósy ne otvecháju”; “Non commento nulla, non rispondo alle domande”.

L’Ermitage e il mercato NFT

La portavoce dell’Ermitage ha aggiunto che il museo non aveva piani per un NFT con Till Lindemann. Tuttavia, l’Ermitage ha un suo progetto per entrare nel mercato NFT. “Stiamo emettendo cinque token che saranno venduti su ‘Binance’”, ha affermato la Sirakanjan.

Cespuglio di lillà, Vincent Willem van Gogh

L’edizione limitata dei token NFT dell’Ermitage dovrebbe apparire tra fine agosto e inizio settembre 2021 e presenterà copie digitali uniche di opere della collezione del museo, come la “Madonna Litta” di Leonardo da Vinci, “Giuditta con la testa di Oloferne” del Giorgione, “Lillà” di Vincent Van Gogh, “Composizione VI” di Vasilij Kandinskij, “Il giardino degli Hoschedé a Montgeron” di Claude Monet.

Angolo del giardino di Montgeron, Claude Monet

Per ogni dipinto sono state create due copie NFT: una sarà conservata nel museo e l’altra andrà sul marketplace di Binance. Il direttore dell’Ermitage Mikhail Piotrovskij ha firmato personalmente le copie digitali, assicurandone l’autenticità.

Secondo Marina Tsyguleva, capo del servizio legale del museo, la semplice creazione di un sistema legale per l’utilizzo a livello internazionale di immagini in token ha richiesto all’Ermitage sei mesi di lavoro. “Con il suo stesso atto di contraffazione, Lindemann è entrato nella nostra politica di licenza, e ha violato gravemente i diritti del museo”, afferma Tsyguleva, aggiungendo che per il museo le sue azioni sono inaccettabili anche dal punto di vista etico.

L’Ermitage e la proprietà intellettuale

L’Ermitage non ha restrizioni sull’uso non commerciale delle immagini delle opere. Chiunque può scattare tutte le fotografie che desidera e persino riprodurre dipinti per uso personale. Tuttavia, il museo consente riprese su larga scala con macchine fotografiche e videocamere professionali e luci di scena solo per scopi didattici, per la creazione di documentari e film storici. “Di recente è stato consentito di girare solo due lungometraggi all’interno delle mura dell’Ermitage: l’‘Arca russa’, pellicola del 2002 di Aleksandr Sokurov, dedicata al museo. E il film del 2018 ‘Nureyev - The White Crow’, diretto da Ralph Fiennes. In quest’ultimo caso non era neanche una vera e propria scena di fiction ma la ripresa della tela preferita dal ballerino Rudolf Nureyev: il ‘Ritorno del figliol prodigo’ di Rembrandt”, ha spiegato il capo del servizio di sviluppo dell’Ermitage.

Il museo ha ripetutamente riscontrato violazioni dei diritti di proprietà intellettuale nell’ambiente commerciale e un’intera struttura nell’ufficio legale ne monitora il rispetto. Di solito, questo problema può essere risolto semplicemente stipulando un contratto.

Una scena tratta dal film

“Sul territorio della Federazione Russa, il museo richiede rispetto e spesso le persone violano [i diritti] non perché vogliono farlo, ma semplicemente perché non conoscono la legge. E molti partner, dopo aver chiarito la politica di licenza e la legislazione della Federazione Russa, accettano i nostri termini. Concludiamo semplicemente un accordo che ha un effetto retroattivo e si estende fino alla data di conclusione”, afferma la Tsyguleva.

Ritratto di signora in blu, Thomas Gainsborough

Tuttavia, ci sono state anche violazioni di alto profilo che non hanno potuto essere risolte pacificamente, e in cui il caso è finito in tribunale. Per esempio la stilista di San Pietroburgo Iya Yots ha usato senza permesso l’immagine di “Ritratto di dama in blu” di Thomas Gainsborough della collezione dell’Ermitage sul suo sito web e sulla porta del suo negozio di abbigliamento. Il museo si è offerto di concludere un contratto con lei di 150 mila rubli (1.725 euro) con il diritto di utilizzare l’immagine per 5 anni. La stilista inizialmente acconsentì, ma poi cambiò idea. Di conseguenza, il tribunale della proprietà intellettuale si è pronunciato a favore del museo, vietando l’uso dell’immagine.

Il caso di Lindemann, secondo la Tsyguleva, non è molto diverso da quello della stilista.


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