Futurismo italiano e Cubofuturismo russo a confronto in una straordinaria mostra a San Pietroburgo

Wladimir Baranoff-Rossine, Norwegian Rhapsody, 1915

Wladimir Baranoff-Rossine, Norwegian Rhapsody, 1915

rusmuseum.ru
Nel Museo Russo della città del Nord saranno esposte opere di Amedeo Modigliani, Giacomo Balla, Umberto Boccioni e Carlo Carra, affiancate dai capolavori di Natalia Goncharova, Kazimir Malevich, Olga Rozanova e tanti altri, per un viaggio alla scoperta delle correnti rivoluzionarie di inizio Novecento

I capolavori di alcuni dei più noti futuristi italiani saranno esposti per la prima volta in Russia insieme alle opere dei maestri del cubofuturismo russo. La mostra “Futurismo italiano dalla Collezione Mattioli. Cubofuturismo russo dal Museo Russo e collezioni private” allestita nel Museo Russo di San Pietroburgo nell’ambito dell’Anno incrociato italo-russo dei Musei, verrà inaugurata il 15 luglio e resterà aperta al pubblico fino al 4 ottobre 2021.

Movimenti a confronto

“Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”, recita un passaggio del “Manifesto del Futurismo” di Filippo Marinetti, pubblicato in Italia nel 1909. Le idee e i contenuti del testo si diffusero rapidamente anche all’estero, suscitando reazioni contrastanti. E la Russia non fece eccezione. Il pensiero di questo movimento letterario, strettamente legato all’era del progresso tecnologico e dell’alta velocità, influenzò non soltanto il mondo delle arti visive, ma anche della poesia, del teatro e persino la vita sociale. E se le affinità tra i futuristi italiani e gli artisti russi sono evidenti, allo stesso modo non si possono ignorare i tratti nazionali, derivanti da tradizioni diverse e specifiche mentalità locali.

Le opere esposte

L’unicità del Futurismo russo sarà raccontata attraverso 50 opere, che comprendono capolavori di Natalia Goncharova, David Burliuk, Kazimir Malevich, Aristarkh Lentulov, Lyubov Popova, Olga Rozanova, Aleksandra Ekster e altri esponenti dell’Avanguardia russa, provenienti dai musei russi e da collezioni private.

Ritratto di Ivan Kljun di Kazimir Malevich

Per quanto riguarda i capolavori italiani in mostra, invece, ci saranno opere di Amedeo Modigliani, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carra, Giorgio Morandi, Ottone Rosai, Luigi Russolo, Gino Severini, Mario Sironi, Ardengo Soffici, provenienti dalla celebre collezione di Gianni Mattioli; nel 1972, 26 opere di questa collezione - ora presentate al pubblico russo - furono dichiarate patrimonio nazionale. 

Natalia Goncharova, Ciclista, 1913

L’esposizione nel Museo Russo rappresenta una risposta alla mostra milanese “Divine e avanguardie. Le donne nell’arte russa”, inaugurata a Palazzo Reale nell’ottobre 2020.

Per l’apertura dell'esposizione sarà trasmesso un concerto di musica futurista, eseguito dal quartetto d’archi dell’Orchestra sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”.

La mostra sarà inoltre arricchita da un video animato che narra la storia della collezione Mattioli e da un filmato con immagini d’epoca delle teche RAI sul movimento futurista e sui suoi protagonisti, prodotti dall’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo.

La mostra, patrocinata e sostenuta dall’Ambasciata d’Italia a Mosca, dal Consolato Generale a San Pietroburgo e dall’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo, sarà accompagnata da un catalogo in italiano e in russo e touch-screen informativi per ogni opera.

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