Divine e avanguardie: a Milano una mostra dedicata alle donne russe

Muse ispiratrici e autrici di straordinari capolavori artistici: è dedicata al mondo femminile, coraggioso e rivoluzionario, l’esposizione che verrà inaugurata a Palazzo Reale il 28 ottobre. In mostra, 90 capolavori provenienti dal Museo Russo di San Pietroburgo, tra i quali opere di Kazimir Malevich, Aleksandr Dejneka, Natalia Goncharova e Ljubov Popova

Forti, coraggiose, divine: sono le donne russe che hanno influenzato l’arte mondiale del XX secolo; le donne che hanno ispirato artisti e poeti; le donne che sono state loro stesse poetesse, pittrici, sante e scultrici. È dedicata a loro - e a tutte le donne che hanno combattuto per la libertà e per affermarsi nella propria professione, come la straordinaria Anna Akhmatova, scelta non a caso come immagine guida dell’esposizione - la mostra “Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa”, allestita a Palazzo Reale a Milano dal 28 ottobre 2020 al 5 aprile 2021. Un’esposizione dedicata dunque alle donne di Russia, eroine di un’atmosfera storica, sociale e culturale del tutto particolare.

Kuzma Petrov-Vodkin / Ritratto della Poetessa Anna Akhmatova, 1922
Zinaida Serebrjakova / Autoritratto, 1911
Zinaida Serebrjakova / Banja, 1913
Ekaterina Khilkova / Vista interna del Dipartimento femminile della scuola di disegno per studenti esterni di San Pietroburgo, 1855

“Nella cultura mondiale le donne hanno sempre giocato un ruolo importante. Tra loro vi furono esimie studiose, scrittrici, poetesse, artiste, impegnate nella lotta per la giustizia. In questo senso la Russia non ha fatto eccezione - ha detto Evgenija Petrova, direttore scientifico del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, che ha curato insieme a Joseph Kiblitksy l’esposizione -. Tuttavia, le circostanze storiche di questo paese hanno dettato alcune peculiarità che si sono in parte riflesse sui destini delle donne e sui loro rapporti con il mondo”.

Maria Bashkirtseva / Ombrello, 1883
Aleksandra Ekster / Città di notte, 1913
 Natalja Goncharova / Inverno, 1911
Natalja Goncharova / Fabbrica, 1912

Saranno quasi 90 i capolavori provenienti dal Museo Russo di San Pietroburgo (e in buona parte mai esposti in Italia), che andranno a comporre i due grandi capitoli della mostra, suddivisa in 8 sezioni: Il cielo - La Vergine e le sante; Il trono - Zarine di tutte le Russie; La terra - L’orizzonte delle contadine; Verso l’indipendenza - Donne e società; La famiglia - Rituali e convenzioni; Le madri - La dimensione dell’amore; Il corpo - Femminilità svelata e Le artiste - Realismo e amazzoni dell’avanguardia. Un viaggio attraverso il ruolo che le donne hanno avuto nella società e nell’arte russa tra il XIV e il XX secolo; un omaggio alla loro bellezza, al contributo apportato alla società, alla modernità e allo sviluppo, senza dimenticare le loro battaglie per l’emancipazione e il riconoscimento dei diritti.

Olga Rozanova / Composizione cubista con frutta, 1914-1915
Ljubov Mileyeva / La nuova vita quotidiana, 1924
Dmitrij Levitskij / Ritratto di Caterina II, 1782
Firs Zhuravlyov / Prima del matrimonio, 1874

Attraverso un ricco corpus di opere, quindi, si vuole ripercorrere l’evoluzione culturale e sociale raccontata attraverso i mezzi espressivi e le tecniche più varie: dalla pittura a cavalletto alla scultura, dalle icone alla grafica, passando per la raffinata porcellana.

Mikhail Larionov / Venere, 1912
Jurij Annenkov / Ritratto della ballerina Elena Annenkova, 1917
Aleksandr Deyneka / Operaie tessili, 1927
Kazimir Malevich / Operaia, 1933

Le donne, poi, viste e raccontate dagli uomini: tra gli artisti che hanno raffigurato le donne e il loro destino, saranno esposti Il’ja Repin, Boris Kustodiev, Filipp Maljavin, Kazimir Malevich, Aleksandr Dejneka e Kuzma Petrov-Vodkin, autore del ritratto della poetessa Anna Akhmatova.

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Fra le donne artiste esposte, ci saranno le “amazzoni dell’avanguardia russa”, attive nei primi trent’anni del ‘900: Natalia Goncharova, Ljubov Popova, Aleksandra Ekster e altre ancora. L’esposizione si chiude con la famosa scultura di Vera Mukhina “L’operaio e la kolkoziana”, creata per il padiglione dell’URSS all’Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi.

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