Qual è il significato profondo dell’esibizione della russa Manizha all’Eurovision?

AP
Sabato 22 maggio (su Rai 1 dalle 20.40) andrà in onda la finale del concorso musicale Eurovision Song Contest 2021. A rappresentare la Russia c’è una ragazza di origini tagike con un abito molto particolare e una canzone dal testo coraggioso, che parla dei diritti delle donne

Il 18 maggio, la cantante russa di origine tagika Manizha ha raggiunto la finale del concorso internazionale di canzoni pop “Eurovision”, e il video con la sua performance ha ottenuto oltre 8,5 milioni di visualizzazioni nei primi tre giorni di pubblicazione su YouTube.

L’artista ha interpretato la canzone “Russian Woman”, scritta in due lingue, in russo e in inglese. La parte russa usa, in particolare, frasi stereotipate che perseguitano molte donne russe: “Ehi, bella, hai già più di 30 anni, sveglia, dove sono i bambini?” o “Saresti pure bella… se solo dimagrissi”. Parla anche dei bambini che crescono senza padre: “Un figlio senza padre, una notte senza padre, ma una family distrutta non mi spezzerà”. Manizha canta poi il ritornello in inglese: Every Russian woman needs to know you’re strong enough to break the wall”.  (“Ogni donna russa deve sapere che siamo abbastanza forti da rompere il muro”).

A quanto dice Manizha, la canzone è sarcastica, e per lo più prende di mira le parole offensive che le donne dicono sul loro aspetto e stile di vita in una società patriarcale.

“Ora sappiamo che questo provoca traumi, e non dirò a mia figlia quelle cose”, ha detto Manizha al “Guardian”.

All’inizio della performance, la cantante è apparsa in un enorme abito su ruote, fatto di pezzi di tessuto diversi: i frammenti di stoffa sono stati inviati da tutti gli angoli del Paese. Tutti insieme simboleggiano quante persone di diverse nazionalità vivano in Russia.

“Le donne russe sono diverse sia esteriormente – per il colore della pelle, dei capelli, la forma degli occhi – che interiormente. E in questa diversità, in questo mix, sta la loro principale forza e bellezza”, ha detto in un’intervista a “Blueprint” la madre della cantante, che è anche la persona che ha ideato il costume di scena, Nadzhiba Usmanova. Ha raccontato anche che uno dei fan di Manizha ha inviato tre pezzi di tessuto che sua nonna aveva tessuto cento anni fa!

Poco dopo l’inizio dell’esibizione, la cantante “esce” dall’abito e rimane con una tuta rossa “da lavoro”.

“Questi sono gli abiti della classe operaia. Non volevo essere troppo bella sul palco. Il mio manifesto? Volevo rappresentare gli eroi della classe lavoratrice, le donne lavoratrici che devono darsi da fare duramente per avere successo”, ha spiegato la cantante.

Secondo la madre di Manizha, questa “reincarnazione” simboleggia il processo di rinascita da uno stato della donna a un altro.

“Dallo stereotipo alla realtà. Da un mucchio di immagini e aspettative a chi è veramente una donna”, ha spiegato la Usmanova.

Durante lo spettacolo, sullo schermo compaiono immagini simboliche di una donna triste con un kokoshnik e donne che trasportano vassoi pesanti: si tratta di immagini tratte dai dipinti dell’artista dell’avanguardia russa Natalja Goncharova (1881-1962).

“La Goncharova combinava idealmente tradizione e avanguardia, Oriente e Occidente, e non tutti i compatrioti l’hanno accettata, ma il suo talento è stato riconosciuto in tutto il mondo”, ha detto la Usmanova.

Alla fine della canzone, Manizha si gira verso il videowall e canta con un coro di centinaia di donne russe, tra cui famose blogger, giornaliste, attiviste politiche e fondatrici di istituzioni di beneficenza, che, secondo la cantante, le sono da esempio, con i loro sforzi per rendere ogni giorno il mondo un posto migliore.

“Ho deciso di invitare sul palco più di cento donne russe. Verranno con me all’Eurovision. Appariranno su questi schermi, canteranno come vogliono, avranno l’aspetto che vogliono e faranno quello che vogliono. Voglio davvero mostrare la loro libertà”. Così la cantante ha spiegato l’idea di base della sua esibizione.

Allo stesso tempo, tutta la sua arte è finalizzata al raggiungimento della libertà di tutte le donne e i bambini.

“Soprattutto voglio che tutta questa arte, tutte queste canzoni, tutte le mie parole portino a una legge che protegga donne e bambini dalla violenza domestica”, ha detto Manizha.


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