Sette bei film in cui si narrano le avventure degli stranieri in Unione Sovietica

Eldar Ryazanov, Franco Prosperi/Mosfilm, 1974
Cosa ci faceva un gruppo di italiani a Leningrado? E un teologo e un businessman americani sul Lago Bajkal, e un giapponese sulla Transiberiana? Ecco come, nel Paese più chiuso e misterioso del mondo, il cinema mostrava la sorpresa dei forestieri in visita

1 / “Una matta, matta, matta corsa in Russia” – 1974

A Roma muore un’anziana emigrante russa, ma in fin di vita rivela alla nipote di aver nascosto a Leningrado, ancor prima della Rivoluzione, tutti i suoi preziosi gioielli. Fa appena in tempo a dirle dove andarli a cercare: “Sono sotto al leone”. Sfortunatamente, l’indicazione è vaga, in una città piena di sculture di leoni, e per di più molte altre persone nel sovraffollato ospedale italiano intercettano questa conversazione. Così tutti iniziano la caccia per essere i primi a mettere le mani sui tesori della nonna. E sì, anche il Kgb sa già tutto e si mette sulle loro tracce… Si tratta di una coproduzione italo-sovietica e quindi nel cast ci sono vari attori italiani, tra cui Ninetto Davoli, Alighiero Noschese, Gigi Ballista e Antonia Santilli (all’ultimo film della sua fugace carriera). Alla regia di questa commedia (titolo originale russo: “Невероятные приключения итальянцев в России”; Neverojatnye prikljuchenija italjantsev v Rossii, tradotto: “Le incredibili avventure degli italiani in Russia”) oltre allo specialista sovietico del genere, Eldar Rjazanov (1927-2015), c’è anche Franco Prosperi (1926-2004), da non confondere con l’omonimo regista di “Mondo Cane”. Tra l’altro, questo film è accusato di essere la causa del fatto che i russi, in aereo, applaudano all’atterraggio

Guardare gli italiani scavare in giro per l’intera “città dei leoni” e fare inseguimenti sulle Lada sovietiche non ha prezzo! 

2 / “Intergirl” – 1989

Il personaggio principale di questo film sovietico (regista: Pjotr Todorovskij) fa l’infermiera di giorno e la prostituta in valuta straniera di notte. Per questo è detta “Intergirl” (o meglio “Interdévochka”, “Интердевочка”; titolo originale russo di questa coproduzione sovietico-svedese). Sogna di sposare uno straniero e di andare all’estero. E ha l’occasione per farlo: un suo cliente, un ingegnere svedese che lavora a Leningrado, le fa la proposta di matrimonio. Cosa significava in quegli anni sposare uno straniero? Un vero thriller! In generale, questo è l’unico film che mostra la vita e il lavoro degli stranieri in Unione Sovietica da questa prospettiva.

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3 / Il circo – 1936

Questo è un film (titolo originale russo: “Цирк”; Tsirk) sulla vita dei neri nell’Urss. Sì, sì, nel 1936! Un circo americano arriva in tournée in Unione Sovietica. La protagonista, interpretata da Ljubov Orlova, ha un figlio nero, e la direzione del circo la ricatta costantemente. Di conseguenza, lei e il bambino trovano una nuova casa nell’Unione Sovietica. A proposito, l’attore James Patterson (1933-), che interpretava il bambino, aveva davvero un padre statunitense (che era emigrato in Urss ai tempo della Grande Depressione), mentre la madre era russa. Poco dopo il crollo dell’Urss, nel 1994, si è trasferito negli Stati Uniti e vive dalle parti di Washington.

4 / “Russian Souvenir” – 1960

Un aereo compie un atterraggio di fortuna sulle rive del Lago Bajkal. A bordo ci sono solo stranieri, accompagnati da una guida sovietica (interpretata da Ljubov Orlova). Sono il teologo John Peebles, che si interessa del problema “con cosa hanno sostituito Dio?”, il miliardario americano Adlai Scott che studia se “la Russia possa essere riportata al capitalismo”, accompagnato dal fedele segretario Homer Johns, il misterioso dottor Adams e un’italiana, la contessa  Maria-Pandora Barbara Montezi (sic), probabilmente una spia. 

Dopo l’atterraggio d’emergenza, non hanno scelta, non resta loro che andare a vedere come vivono le persone in Siberia. Qui conoscono le tradizioni russe dell’ospitalità e lo stile di vita sovietico, vedono una città di nuova fondazione, la gigantesca Diga di Bratsk e persino il lancio di razzi verso la luna. Non possono che cambiare idea su capitalismo e comunismo. Certo, il film (regia di Grigorij Aleksandrov; titolo originale: “Русский сувенир”; Russkij suvenir”) sembra oggi un po’ ingenuo, ma vale la pena guardarlo anche solo per il sorriso di Ljubov Orlova.

5 / “Ruth” – 1989

Negli anni Trenta, una pianista francese sposa un diplomatico sovietico e se ne va vivere in Urss. Ma la storia romantica non è a lieto fine: in Unione Sovietica li attendono la repressione e anni nei gulag. Il film (titolo originale: “Руфь”; “Ruf”), una coproduzione sovietico-tedesca (Germania dell’Ovest) con Valerij Akhadov (di origini tagiche) alla regia, è basato su eventi reali.

6 / “Transsibirskij ekspress” – 1977

Corre l’anno 1927. Un imprenditore giapponese viaggia lungo sulla Transiberiana, diretto a Mosca. Ma l’intelligence occidentale vuole interrompere i negoziati commerciali nippo-sovietici e invia un killer sul treno, per eliminare l’uomo prima che raggiunga la capitale sovietica. Ma ovviamente, i chekisti sovietici non stanno con le mani in mano. Il regista è Eldor Urazbaev.

7 / “Est-ovest - Amore-libertà” – 1999

Il film, una coproduzione russo-ucraino-francese, per la regia Régis Wargnier (titolo originale francese: “Est-Ouest”) è stato girato dopo il crollo dell’Urss, ma l’azione si svolge negli anni del dopoguerra. Alla fine degli anni Quaranta, fanno rientro in Unione Sovietica alcuni discendenti dei russi fuggiti dalla Rivoluzione. Tra questi c’è il dottor Aleksej Golovin, con la moglie e il figlio francesi. All’arrivo, scoprono che non li attende esattamente quello che si aspettavano, ma ormai è tardi per tornare in Francia…


Cosa era permesso visitare ai turisti stranieri in viaggio in Unione Sovietica? 

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