Dieci lavori del più famoso artista della street art russa

Slava PTRK
Slava PTRK lascia le sue opere sui muri di varie città della Russia e anche all’estero, con una particolare attenzione ai più scottanti temi sociali

Stanilav Komissarov, 29 anni, più famoso con lo pseudonimo di Slava PTRK (abbreviazione della parola “patriot”; “patriota”, suo nickname ai videogiochi) è un artista di strada della regione degli Uràli. Adesso vive a Mosca, ma viaggia spesso in Russia e in Europa, lasciando nelle città che visita, come ricordo, dei suoi graffiti o degli art object, in gran parte dedicati alle questioni sociali più impellenti. Pratica la street art da una decina di anni e con grande successo, tanto che ha vinto diversi premi sia in Russia che all’estero. 

1/ La serie “L’infanzia davanti alla tv”, 2019 

L’infanzia di Slava PTRK è trascorsa a Shadrinsk, città di 75 mila abitanti nella regione di Kurgan, 2.000 chilometri a est di Mosca. Allora lui, come la gran parte dei suoi coetanei russi, restava appiccicato al televisore quando trasmettevano “Cip & Ciop agenti speciali”, le “Tartarughe Ninja” e “Darkwing Duck”. Nella sua ultima serie di graffiti, “L’infanzia davanti alla tv”, Slava PTRK ha mixato personaggi dei cartoni animati dei ricordi infantili con altri dei film russi sui banditi degli anni Novanta, che quando lui era piccolo erano non meno popolari tra il pubblico adulto. I graffiti della serie sono apparsi a Nizhnij Novgorod, San Pietroburgo ed Ekaterinburg, nelle location dove si sviluppava l’azione dei film “Mosca cieca” (“Zhmurki”) e “Brother” (“Brat”) di Aleksej Balabanov o della serie tv “Brigada”. 

“Ho cercato di mostrare in modo concreto come funziona la memoria”, dice Slava, parlando del suo lavoro. “Notiziari, film, programmi tv, cartoni animati, tutto finisce in un unico mucchio; si mescola”. 

2/ “Cabine di salvataggio”, 2017 

In precedenza, ad Astrakhan, l’artista si era battuto contro la pubblicità stradale fatta di affissioni illegali, foglietti appiccicati con lo scotch e annunci vari, di cui faceva le spese una cabina in muratura in pieno centro cittadino. Slava PTRK ha realizzato su di lei degli ironici bassorilievi che riproducono quelle réclame: da “Vendiamo un garage”, a “Diamo un aiuto contro l’alcolismo”, da “Controsoffitti” a “Si è perso un cane”, da un cartellone elettorale dell’Ldpr di Zhirinovskij a un manifesto che pubblicizza un concerto di Basta. E ha imbiancato tutto di un solo colore. A distanza di quasi due anni, non è ancora riapparsa neanche una delle vecchie antiestetiche affissioni. 

3/ “Sporcizia di strada”, 2015 

L’artista considera Ekaterinburg la città più amica alla street art, dove non ha bisogno di nascondersi né di concordare i suoi graffiti con nessuno, a differenza di Mosca. Pertanto, la maggior parte dei suoi lavori si possono apprezzare nella capitale degli Uràli, specialmente quelli che sollevano problemi sociali acuti, ad esempio quello dell’aiuto ai senzatetto. Dice che i cittadini delle città percepiscono i senzatetto come fossero sporcizia di strada; semplicemente non se ne accorgono, mentre anche loro sono persone e il loro destino è molto tragico. Slava ha realizzato ritratti di senzatetto di Ekaterinburg con il fango preso dalle ruote delle automobili e dalle pozzanghere. Le opere sono state appese nei quartieri più “sporchi” della città. 

4 / “Uno dopo l’altro”, 2016 

Dov’è che andiamo tutti, perché e a che scopo? In realtà non ce ne frega granché di niente, ci basta solo di avere il cellulare tra le mani. Questi graffiti nel cluster creativo “Pravda” di Mosca li ha realizzati per il festival musicale Tbrg Green Jam. Lui descrive così l’opera: “Movimento sicuro di sé con i telefonini tra le mani, in una spirale chiusa, da nessun posto verso nessun posto”. Sensazione nota? 

5/ “La vecchiaia è una brutta bestia”, 2014

Sette ritratti di persone anziane, che a formare la barba hanno tanti fogli di annunci di quelli con i bigliettini staccabili: questo è un progetto sulla solitudine della vecchiaia. Slava ha dipinto ognuno di essi utilizzando come modelli persone reali di Ekaterinburg, e l’opera si trova a Mosca nel vicolo Bolshoj Zlatoustinskij. Sui bigliettini staccabili ci sono dei promemoria: “chiama tua madre”, “accompagna i tuoi genitori”, “vai da tua nonna” e l’indirizzo dell’associazione “Starost v radost” (“La vecchiaia nella gioia”, che riprende, capovolgendolo, il modo di dire “Starost ne radost”, che equivale all’italiano “La vecchiaia è una brutta bestia”), un’organizzazione che aiuta gli anziani. Ogni volta che qualcuno strappa la pubblicità, i volti nei ritratti perdono un po’ di barba e diventano più giovani. 

6/ “Carne”, 2017 

Il giugno 2017 rimarrà a lungo scolpito nella memoria dei moscoviti: la capitale fu colpita da un vero e proprio uragano che scoperchiò i tetti delle case e abbatté molti alberi sradicandoli. In russo c’è un modo di dire “vyrvat s mjasom” (alla lettera “strappare con la carne”) usato quando per esempio di strappa un bottone con la stoffa o, come in questo caso, gli alberi dalle radici. Sui resti di questo drammatico evento meteo, giocando con la parola “mjaso” (“carne”), Slava ha dipinto sui tronchi degli alberi caduti delle bistecche.

7/ “In trappola”, 2018 

Slava PTRK è famoso per i suoi lavori che riflettono sul tema dell’Unione Sovietica e sulle conseguenze della sua dissoluzione. Questo progetto, l’artista l’ha realizzato sulle pareti di un edificio di Tartu, in Estonia, in occasione del festival Stencibility. “Si tratta di un filo spinato nel quale come spine sono usate delle stelle sovietiche con la falce e martello, come simbolo di mancanza di libertà, censura, cortina di ferro e totale controllo da parte delle autorità statali”, così l’artista descrive l’opera. Nella sua visione, l’edificio a torretta rappresenta un corpo umano, avvolto nel fino spinato contro la sua volontà.

8/ “Percorso a ostacoli”, 2015  

Il progetto, realizzato su numerose scalinate di Vladivostok, prende di mira la mancanza di attenzione per i progetti inclusivi in tutta la Russia, e il menefreghismo nei confronti degli invalidi in sedia a rotelle e anche solo delle mamme con le carrozzine, praticamente in ogni città russa, con pochissimi sforzi fatti per abbattere le barriere architettoniche. 

9/ “Andiamo a fondo”, 2015

Questo graffito ricorda la celebre scena del film “Titanic” ed è apparso nella città natale dell’artista, Shandrinsk, all’incrocio tra due strade che portano il nome di ideologi del comunismo. Al posto di Leonardo DiCaprio e Kate Winslet nei ruoli di Jack e Rose, sulla prua della nave il comunista tedesco Karl Liebknecht sussurra qualcosa di intimo nell’orecchio del leader del proletariato mondiale, Lenin.

10/ “Cittadino, ci segua!” 

Dopo una protesta a San Pietroburgo, in seguito alla quale erano state arrestate più di mille persone, sul Lungofiume della Fontanka è apparso un nuovo segnale stradale nel quale due poliziotti in tenuta antisommossa arrestano un “pedone”. Il lavoro dell’artista venne realizzato proprio di fronte alla sede dell’Fsb.

 

Artjom Filatov, lartista di strada che sta cambiando laspetto di Nizhnij Novgorod 

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