Come un artista di strada sta cambiando l’aspetto di una vecchia città russa

Valerij Shibanov
La street art in Russia non ha goduto tradizionalmente di buona fama ed è stata associata spesso al vandalismo. Ma a Nizhnij Novgorod, Artjom Filatov ha fatto cambiare idea a tanti, e i suoi lavori hanno creato monumenti alternativi e dato il via a una più vasta riqualificazione urbana

Artjom Filatov ha 27 anni e dice di voler salvare la sua città natale: Nizhnij Novgorod. Non certo il centro tutto ritinteggiato di fresco dove si aggiravano i tifosi l’estate scorsa, essendo uno dei centri che ospitavano i Mondiali di calcio, ma quelle vie e quei quartieri non appena voltato l’angolo. Là, a due passi dalla civiltà e dai negozi dei brand internazionali, si nascondono vecchie casette di legno male in arnese. Sprezzantemente tanti le definiscono “marciumi” o “colabrodi”, ma sono proprio loro, secondo Artjom, a rappresentare il fascino di Nizhnij Novgorod. Alcune sono già in rovina, spesso dopo aver subito un incendio, ma molte altre potrebbero essere salvate. Artjom vorrebbe che le persone cambiassero atteggiamento verso le antichità cittadine, oggi disprezzate a favore delle nuove costruzioni, e che ogni tanto lasciassero le vie vetrina del centro, per godersi questi capolavori dell’architettura del tempo che fu.

Artjom racconta che all’inizio provò in completa solitudine a ridisegnare “la mappa mentale di Nizhnij Novgorod”. Fin dal 2011 si mise a dipingere sulle case semi distrutte per l’incuria o per gli incendi, dove non servivano certo particolari autorizzazioni. In seguito, ha iniziato a chiedere il permesso agli abitanti delle case ancora abitate per proseguire la sua opera, sperimentando soluzioni e metodi non standard. Infine, ha deciso che era necessario un processo socioculturale di più ampia portata. 

Monumenti alternativi 

Con l’appoggio di un fondo non a scopo di lucro per il quale Artjom lavorava (io ero manager dei progetti), l’artista decise di organizzare un festival della street art. Furono invitati i migliori artisti di strada di tutto il Paese per ridipingere i vecchi edifici e dare un nuovo aspetto alle vie lontane dai fasti del centro di Nizhnij Novgorod. Affinché una casa potesse prendere parte al progetto, gli abitanti dovevano fare richiesta. Con grande sorpresa degli organizzatori, si ricevette una enorme quantità di domande di partecipazione. Risultò che i residenti spesso non considerano le loro case decrepite e non desiderano lasciarle: ci vivono e se ne occupano per come possono. E quindi ben volentieri accolsero quell’idea di vederle abbellite e di renderle dei monumenti cittadini alternativi a quelli ufficiali. 

Così il coraggioso esperimento si trasformò in un intero festival dal titolo “Città Nuova: Antica”, che si è tenuto dal 2014 al 2016. Con ogni proprietario gli organizzatori si incontravano e discutevano, e si capì che, per quanto diverse fossero quelle persone, e con storie molto diverse alle spalle, quello che le univa è che avevano radici profondamente piantate nelle loro case.

“Quando sono nata, nel 1943, mi hanno portata in questa casa e messa in quel letto. E tutta la mia vita l’ho vissuta qui, e tra queste lenzuola ho sempre dormito e, scusate tanto, fatto l’amore. La vita dei miei amici e dei miei vicini è altrettanto legata a questa casa. Tutti i nervi, tutti i pensieri, tutti i buoni sentimenti, tutto il rispetto per il tempo che fu sono connessi con questa casa. Pertanto, è impossibile per noi separarcene”, dice Tatjana Rukavishnikova-Novikova, una delle proprietarie di casa di via Nesterov.

“La mia casa è la cosa più bella che ho nella vita. Ho avuto persino degli incubi sul fatto che la perdevo e non potevo ritrovarla”, dice un altro dei residenti, Jurij Kulikov. 

Inoltre, è risultato che i proprietari sono persone attive socialmente. E questo ha molto aiutato Artjom e gli organizzatori a superare gli ostacoli burocratici e a compilare tutte le carte per fare le cose in regola

Il film documentario “Tjoplye steny” (“Calde mura”) sull’edizione 2015 del festival 

“Di nuovo a casa”

Dopo aver fatto tutto quello che gli sembrava possibile per quanto riguarda la trasformazione delle singole case, Artjom decise di andare oltre. Trovò in centro città una casa di legno senza proprietario, all’interno della quale un tempo era sorto il Museo dell’intellighenzia di Nizhnij Novgorod, e decise di far tornare l’edificio alla vita. “Era del tutto abbandonato e non c’erano nemmeno gli allacci all’energia elettrica”, racconta Artjom. Gli è costato una grande fatica riportare la casa all’antica bellezza. A guidarlo era l’idea di poterci aprire di nuovo un museo, e uno spazio per le discussioni pubbliche e per far circolare le idee. La mostra “Obratno domoj” (“Di nuovo a casa”), che vi si è tenuta, aveva come tema proprio il ripensamento degli spazi urbani. Ha avuto un grande successo e ha anche vinto un importante premio nel campo dell’arte contemporanea, l’“Innovatsija”, come Miglior progetto regionale del 2017. 

Ma nel frattempo Artjom ha dovuto lottare per la sopravvivenza dell’edificio. Per i Mondiali di calcio del 2018 le autorità hanno fatto ordine in città, e questo vecchio edificio nel centro cittadino volevano coprirlo con dei grandi teloni (visto che, essendo riconosciuto dalle Belle arti come edificio di pregio storico non potevano semplicemente dargli una mano di vernice fresca, e andava restaurato seguendo le procedura). Ma Artjom è riuscito a non farlo impacchettare.

Fino a non troppo tempo fa, l’amministrazione cittadina era sostanzialmente neutrale rispetto ai progetti di Artjom: non li ostacolava, ma nemmeno vi prendeva parte. Recentemente, invece, il nuovo governatore della regione e il sindaco hanno annunciato dei piani di riqualificazione del patrimonio architettonico ed edilizio storico. E Artjom ora spera che queste promesse si concretizzino. 

Una mostra nel crematorio 

Adesso Artjom è totalmente immerso nella preparazione di una mostra in un luogo del tutto non abituale: un nuovo crematorio privato. Per questo ha studiato con serietà il tema della cremazione ed è stato per un po’ di tempo in una residenza per artisti in Svizzera. “Ho proposto di organizzare una mostra in cui parleremo di come una persona è accompagnata al viaggio finale, di come si ricordano di lui e di come cercano di tenere memoria di quello che ha fatto in vita. Questa è una buona occasione per parlare di un grande tabù e di un argomento nascosto nella società russa”, conclude Artjom.

 

La street art?Èstata inventata dagli avanguardisti russi di inizio Novecento 

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