Dieci curiosità sugli scialli di Orenburg

Una ragazza indossa uno scialle di Orenburg.

Una ragazza indossa uno scialle di Orenburg.

Lori/Legion Media
Utilizzati nelle città più fredde per proteggersi dal clima rigido, questi capolavori di artigianato vengono realizzati con la lana più sottile al mondo, ricavata dalle capre che pascolando nelle steppe degli Urali

Gli scialli di pelo di capra di Orenburg sono famosi in tutto il mondo. Alla straordinaria bellezza della fattura a merletto combinano l’eccezionale capacità di riscaldare e proteggere dal freddo. Tali caratteristiche rendono adatto questo tipo di scialle anche ai climi estremamente rigidi. I primi a indossare gli scialli furono nel XV secolo i dzhigit, i cavalieri dell’Orda dei kirghizi per proteggersi dal gelo inclemente dei monti Urali. Ma solo a Orenburg si raggiunse quella sintesi di maestria manuale e creatività che li ha trasformati in uno dei simboli della Russia. Abbiamo selezionato dieci curiosità sulla storia della fabbricazione degli scialli di Orenburg che riusciranno a sorprendervi.

Scialle di Orenburg. Fonte: Natalia Sudets, strana.ru

1. L’era “femminile” di questi scialli ebbe inizio nel XVIII secolo: le cosacche degli Urali, esperte nell’arte della maglia e del ricamo, si misero a fabbricare con i peli di capra filati degli scialli a merletto che venivano chiamati “ragnatele”. Quest’arte si sviluppò quasi di pari passo con la città di Orenburg.

Dove si trova la città di Orenburg

2. Questa forma di artigianato assunse una dimensione industriale sulla base di teorie di tipo scientifico. L’etnografo Petr Rychkov, che aveva osservato le proprietà curative dei filati in pelo di capra, propose nel 1776 di avviare una fabbrica artigianale di maglieria nella regione.

3. Il “debutto mondiale” dello scialle di Orenburg avvenne a Parigi nella metà del XIX secolo. E a Londra all’Esposizione internazionale del 1862 la cosacca Maria Uskova per il suo scialle di pelo di capra fu insignita di una medaglia d’oro.

Scialle di Orenburg. Fonte: Natalia Sudets, strana.ru

4. Il principale segreto dello scialle di Orenburg risiede nella qualità unica della sua lana, la più sottile del mondo, con la sua finezza di 16 micron; mentre la consistenza delle più famose lane d’angora di capra va dai 22 ai 24 micron. La lana più sottile in assoluto è ricavata dalle capre che pascolano nelle steppe montuose degli Urali.

5. Nel XIX secolo in Francia, Sud America e Australia sono stati fatti dei tentativi per allevare le capre di Orenburg. Agli artiodattili trapiantati in climi più miti mancava il clima rigido della regione del Volga. E la qualità unica delle loro lane peggiorava.

6. La lana delle capre di Orenburg costituiva un articolo a sé nell’export dell’Impero russo. La Francia ne acquistava decine di migliaia di pud. In Inghilterra si andò anche oltre e si cominciò a fabbricare scialli contrassegnati dall’etichetta “imitazione di Orenburg”. 

7. In Unione Sovietica gli scialli di Orenburg erano una rarità da museo. Acquistare uno scialle fatto a mano era pressocché impossibile. Fino al 1985 le artigiane produttrici di scialli erano registrate e il loro lavoro veniva esportato all’estero.

Souvenir realizzati con lana delle capre di Orenburg. Fonte: Natalia Sudets, strana.ru

8. Lo scialle più grande, della lunghezza di 3,6 metri, è stato realizzato nel 2013 nella fabbrica di Orenburg e per la sua fabbricazione sono stati impiegati 13,5 chilometri di filati ricavati dal pelo di capra. Il record precedente era durato 90 anni. Il suo detentore, Ermolay Fedorov, del villaggio di Zheltoe, per fabbricare il suo scialle aveva utilizzato mille filati di lana.

9. Questi scialli sono stati indossati da molte celebrità che  hanno visitato la Russia da Montserrat Caballé, Annie Girardot, Madonna, Fergie, Sean Young ad altre star.

10. Il fatto che possano passare attraverso un anello nuziale o stare dentro a un uovo d’anatra, non può però costituire l’unico test della loro autenticità. Questa caratteristica è tipica del cosiddetto scialle “a tela di ragno”. Gli scialli più spessi di Orenburg non passano attraverso un anellino, ma in compenso riparano meglio dal gelo. 

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