Stragi di Parigi, l'Occidente sotto shock

Jean Jullien
Gli attentati che hanno colpito la capitale francese dimostrano come ogni Paese sia vulnerabile davanti al terrorismo

Il 13 novembre sarà il nuovo 11 settembre francese. Così è stato definito dai terroristi dello Stato islamico. L'Isis ha dimostrato la propria capacità nel commettere una serie di attentati allo stesso tempo in una città grande come Parigi. In strada, allo stadio, in una sala concerto. Nonostante in Francia sia vietato possedere liberamente armi, i terroristi non sono hanno avuto accesso agli esplosivi, ma anche a fucili kalashnikov.

Tutti coloro che fino a poco fa additavano i servizi di sicurezza egiziani, oggi devono ammettere che anche uno stato democratico con servizi segreti altamente specializzati può riscoprisi altamente indifeso davanti a eventi di tale portata. Per prevenire al 100% simili catastrofi, bisogna cambiare la società e il sistema politico.

Ora che tutto il mondo compiange i francesi, dobbiamo ricordarci tutti gli appelli, ripetuti più e più volte, nella lotta contro il terrorismo. Quante di queste avvertenze, dopo l'11 settembre, sono state rispettate? Quali sono stati i risultati? Certo, venne smantellata Al Qaeda, venne assassinato il suo leader, però questa organizzazione è tornata in vita dopo la sua morte. Incarnandosi in una nuova, con esponenti molto più fanatici e feroci.

Il Medio Oriente è in rivolta. E già si osserva uno pseudostato terrorista là dove, secondo i meravigliosi piani dell'Occidente, la tirannia dei vecchi satrapi come Saddam Hussein o adesso Bashar Al Assad doveva essere rimpiazzata da una democrazia elettorale. Il fatto è che l'elettorato propende più per il terrore contro la civiltà occidentale, e proprio versi questi paesi occidentali milioni di volontari viaggiano per unirsi alle fila dello Stato islamico. Secondo loro, per ottenere un nuovo ordine mondiale, seguendo i piani di gente barbara e assassina.

Da tempo ormai era evidente la possibilità di un attentato di vasta scala in Europa. Prima un aereo russo, a proposito del quale molti hanno dichiarato che si trattava di una "vendetta per l'avventura di Putin in Siria". Dopo, e solamente due giorni dopo, un doppio attentato in un quartiere di Beirut, dove sono morte decine di persone.

Evidentemente la prima reazione dei francesi e degli europei sarà la chiusura delle frontiere e un aumento febbrile di tutte le misure di sicurezza. In molti ricordano le recenti ammonizioni in merito all'ondata di rifugiati arrivati dal Medio Oriente. E sono in molti a temere che, tra i milioni di rifugiati potrebbero esserci stati anche migliaia di combattenti dello Stato islamico. Una minaccia di cui hanno parlato di recente anche il capo dell'amministrazione del Cremlino, Sergei Ivanov, e il Presidente russo Vladimir Putin, intervenuto davanti all'ONU. Proprio quest'ultimo, rivolgendosi ai leader occidentali, chiese: Vi rendete conto di cosa avete provocato?

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