Pavlenskij, il controverso artista performer chiede asilo alla Francia

17 gennaio 2017 Ekaterina Sinelshchikova, RBTH
Conosciuto per le sue forme di protesta estreme, in Russia rischia fino a dieci anni di carcere per una vicenda dai contorni ancora oscuri. Insieme alla famiglia ha lasciato il Paese e ora chiede aiuto a Parigi
Artist Pyotr Pavlensky
Nel luglio 2012 l'artista performer Petr Pavlenskij si è cucito la bocca davanti alla Cattedrale di Kazan a San Pietroburgo come forma di protesta per le accuse mosse nei confronti del gruppo punk Pussy Riot. Fonte: Reuters

Il controverso artista, attivista e performer Petr Pavlenskij, conosciuto per le sue forme di protesta estreme, ha lasciato la Russia e si è trasferito in Francia insieme alla famiglia, accusando le forze dell’ordine russe di persecuzione politica. Insieme alla sua compagna Oksana Shalygina, Pavlenskij in patria è accusato di aggressione sessuale. La coppia ha lasciato il Paese insieme alle due figlie e ora si dice intenzionata a chiedere asilo politico a Parigi.


Nel video, Petr Pavlenskij tenta di incendiare l'ingresso della sede dell'Fsb a Mosca come forma di protesta e provocazione. Fonte: YouTube

“La porta in fiamme della Lubyanka (sede dell'Fsb, i servizi segreti russi, ndr) è un guanto di sfida alla minaccia terroristica. L’Fsb rappresenta una minaccia per 146 milioni di persone e bisogna lottare contro tutto questo”, aveva dichiarato Pavlenskij nel novembre 2015 dopo aver dato fuoco alla porta dell’edificio dei servizi segreti russi (Fsb), in piazza Lubyanka a Mosca, in segno di provocazione.

Ma né le accuse penali per teppismo e vandalismo inflitte dopo che Pavlenskij ha inchiodato i propri genitali nel selciato della Piazza Rossa in segno di protesta "per il fatalismo e l’apatia della società russa", né la multa di mezzo milione di rubli (8.000 dollari) per i danni alla porta dell”Fsb hanno dissuaso il controverso artista dalla sua personale lotta con “l’arte politica”. Ora però Pavlenskij ha lasciato la Russia. E la storia del suo trasferimento sta assumendo connotazioni inaspettate. Nel frattempo stanno arrivando le prime reazioni dalla fascia culturale della società, che si dice convinta che le azioni di Pavlenskij non abbiano niente a che vedere né con la politica, né con l’arte, tantomeno con il teatro.

La controversa forma di protesta di Petr Pavlenskij che si è inchiodato lo scroto al pavimento della Piazza Rossa di Mosca in segno di protesta "per il fatalismo e l’apatia della società russa", 10 novembre 2013. Fonte: ReutersLa controversa forma di protesta di Petr Pavlenskij che si è inchiodato lo scroto al pavimento della Piazza Rossa di Mosca in segno di protesta "per il fatalismo e l’apatia della società russa", 10 novembre 2013. Fonte: Reuters

Le accuse

Pavlenskij e la moglie sono stati fermati il 14 dicembre 2016: ad attenderli all’aeroporto di Mosca, al loro rientro da Varsavia, alcuni membri del comitato investigativo. Così come ha fatto sapere Pavlenskij, dopo sette ore di interrogatorio la coppia è stata rilasciata, ma con il seguente avvertimento: “È necessario raccogliere tutte le prove, quindi per oggi potete andare, ma tenetevi pronti alla prima chiamata”.

In quello stesso giorno l’attivista insieme alla famiglia ha lasciato il Paese trasferendosi in Bielorussia, prima di partire alla volta dell’Ucraina. I capi d’accusa per cui la coppia è incriminata prevedono fino a dieci anni di carcere e, nel caso in cui vengano dichiarati colpevoli, le due figlie verrebbero affidate a un orfanotrofio.

L’artista Petr Pavlenskij con la compagna Oksana Shalygina, 4 gennaio 2017. Fonte: ReutersL’artista Petr Pavlenskij con la compagna Oksana Shalygina, 4 gennaio 2017. Fonte: Reuters

La coppia infatti è stata denunciata dall’attrice Anastasia Slonina del teatro moscovita Teatr.doc. “Pavlenskij e Shalygina hanno chiamato Anastasia invitandola ad andare a trovarli. E quando lei è arrivata c’è stato da parte loro un tentativo di stupro – ha dichiarato il producer di Teatr.doc, Vsevolod Lisovskij -. Anastasia Slonina è stata colpita con un coltello, una ferita non profonda, ed è uscita da là quasi nuda con delle ferite sulle dita. Tutto ciò è accaduto in dicembre”. La stessa Slonina al momento si è astenuta dal commentare la vicenda.

“Tutti sanno che Oksana ed io abbiamo una relazione aperta e che non riconosciamo l’istituzione del matrimonio. Ci hanno attaccato per questo – si è giustificato l’attivista -. Non posso dire per quanto tempo Slonina abbia collaborato con la polizia e che cosa abbia cercato di ottenere”.

L’artista Petr Pavlenskij a Mosca al termine di una performance dal titolo “Segregation” (Segregazione), durante la quale si è tagliato il lobo dell’orecchio come forma di protesta, 19 ottobre 2014. Fonte: ReutersL’artista Petr Pavlenskij a Mosca al termine di una performance dal titolo “Segregation” (Segregazione), durante la quale si è tagliato il lobo dell’orecchio come forma di protesta, 19 ottobre 2014. Fonte: Reuters

I commenti

“Dopo il caso delle Pussy Riot, trasformate in eroine dalle stesse autorità che le hanno arrestate, è probabile che nel caso di Pavlenskij si stia cercando di portare avanti le operazioni attraverso i servizi di sicurezza nel tentativo di rovinargli la reputazione”, ha commentato a Rbth il celebre collezionista e gallerista russo, emigrato in Montenegro, Marat Gelman.

A poche ore dalla notizia che Pavlenskij aveva lasciato il Paese, i collaboratori di Teatr.doc hanno riferito un altro fatto interessante: secondo quanto riportato, Pavlenskij insieme alla moglie e a un gruppo di altre persone avrebbe sgambizzato l’ex fidanzato di Anastasia Slonina. A prova di ciò sarebbero state apportate le registrazioni di una telecamera di sorveglianza, il cui video, a onor del vero, non è di buona qualità e i volti non sono riconoscibili. Pavlenskij ha ammesso che ci sia stato un tafferuglio, precisando però di non essere a conoscenza di alcun procedimento penale a suo carico per questa faccenda.


Una delle performance più estreme di Pavlenskij, durante la quale si è letteralmente cucito la bocca come forma di protesta per lo scandalo Pussy Riot, luglio 2012. Fonte: YouTube

Secondo le persone che conoscono Pavlenskij, egli non avrebbe mai lasciato il Paese se il rischio di dieci anni di carcere non fosse reale. 

“Queste persone sono fuggite dall’accusa di violenza sessuale. Ora la domanda è una sola: come ci sono riusciti, perché li hanno lasciati passare? – ha detto a Rbth l’artista-attivista Anton Litvin, proprietario della galleria Ru.Litvin -. Secondo me qui non vi è alcuna persecuzione politica. Per cosa? È solo. Non attira persone attorno a sé, ma le allontana e basta”. E, secondo Litvin, ciò che per la coppia Pavlenskij-Shalygina è una relazione aperta, per l’attrice non è altro che violenza sessuale.

Ti potrebbe interessare anche:

Il meglio della nuova arte contemporanea

Arte, l’omaggio degli Urali alla contemporaneità

Futuri chirurghi plastici a lezione di bellezza e perfezione al museo

+
Metti "Mi piace" su Facebook