Tra fantasmi e leggende, ecco i 5 luoghi più spettrali di San Pietroburgo

Turismo
NIKOLAJ SHEVCHENKO
Se siete appassionati di misteri e non avete paura di nulla, non perdetevi questi luoghi. Un tour da far venire la pelle d’oca...

1. Il palazzo Brusnitsyn

Prima della Rivoluzione del 1917 questo antico palazzo nella periferia di San Pietroburgo apparteneva a una famiglia di mercanti, che si arricchì con l’attività di una fabbrica di pellame.

I proprietari investirono ingenti somme nelle decorazioni dell’edificio: ancora oggi si possono ammirare i caminetti, il raffinato lampadario, le pareti coperte di tessuti preziosi e gli stucchi. 

Secondo la leggenda, un bel giorno il capo famiglia ordinò un elegante specchio dall’Italia, da appendere nel salone da ballo. Per condire la storia di mistero, c’è chi sostiene che in precedenza questo specchio fosse affisso nel castello del conte Dracula. 

Si narra che chi si rifletteva nello specchio maledetto moriva, si ammalava o spariva senza lasciare traccia.

Non si sa esattamente che fine fece lo specchio dopo la salita al potere dei bolscevichi, che espropriarono la villa alla famiglia. C’è chi sostiene che lo specchio sia nascosto in un’ala del palazzo, all’interno di una stanza segreta, e che aspetti il momento propizio per riemergere dall’oblio...

2. Il cimitero di Novodevichij

Questo cimitero di San Pietroburgo è chiamato anche il “Père Lachaise russo” per via delle insolite cripte che suggeriscono una certa somiglianza con il celebre cimitero parigino. Lì sono sepolti illustri scienziati, statisti e artisti.

Dopo la Rivoluzione del 1917 alcune di queste tombe furono profanate dai ladri, che si misero a caccia degli oggetti di valore sepolti insieme ai defunti. 

Le lapidi, le statue e le sinistre cappelle possono facilmente spaventare i visitatori più suscettibili.

3. Kunstkamera 

Il primo museo della Russia nacque per volere di Pietro il Grande, che aveva messo insieme una collezione di oggetti bizzarri e curiosi raccolti nel corso degli anni. Dal giorno della sua inaugurazione, nel 1727, la Kunstkamera (la camera delle meraviglie, chiamata anche Museo di Antropologia ed Etnografia) si è allargata, incorporando nuovi pezzi da esposizione.

La Kunstkamera di Pietro il Grande è spesso vista come una collezione bizzarra ed eterogenea di rarità: l'interesse principale dello zar si focalizzava sulla natura; infatti, nel tentativo di sfatare il timore superstizioso dei mostri, egli incoraggiò la ricerca delle malformazioni. Ecco perché il museo oggi espone lo scheletro di un bambino a due teste, gemelli siamesi, un vitello a due teste e altre incredibili creature conservate in vasi di vetro. 

4. La Rotonda

Questo edificio rotondo viene spesso citato come uno dei luoghi più misteriosi della capitale del nord. Si narra che qui, nel XVIII secolo, i massoni organizzassero i loro incontri segreti. Oggi gli abitanti della città attribuiscono a questo posto qualità mistiche proprie: secondo una leggenda, una persona sarebbe passata attraverso una porta segreta, sparendo misteriosamente nel nulla, per riapparire pochi minuti dopo invecchiata di molti anni.  

Questo edificio ha ottenuto popolarità grazie ai movimenti culturali underground degli anni ‘70 e ‘80; inoltre possiede un’acustica unica: sembra che anche il più delicato dei suoni all’interno di queste mura non passi per niente inosservato, in totale assenza di eco.

5. Campo estivo abbandonato “La rondine”

In epoca sovietica, quando il campo estivo per bambini “La rondine” era ancora in funzione, vi era un blocco dove i ragazzini non volevano assolutamente andare, tantomeno avere una stanza. Si tratta di un’ala del campo vicino alla quale si trova una sala pompe.

Si narra che durante la Seconda guerra mondiale i nazisti avessero ucciso nella sala pompe una giovane donna. Al termine della guerra, c’è chi affermò di aver visto movimenti strani all’interno della sala pompe, e addirittura misteriose luci. Chi di notte non riusciva a dormire, sosteneva di sentire voci sinistre provenire da quel luogo. 

Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, il campo “La rondine” (Lastochka) è stato abbandonato e il territorio è stato venduto. Al suo posto, forse, potrebbero essere costruiti nuovi edifici. 

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