La metropolitana più piccola del mondo si trova in Siberia. E ha solo una stazione

Dmitrij Feoktistov/TASS; LagunOff 57 (CC BY-SA 4.0)
La sotterranea di Omsk possiede un logo, una mappa e addirittura i gettoni. Peccato che non esista. Ecco come questo colossale progetto incompiuto si è trasformato in un caso ironico

Camminando per il centro di Omsk, in Siberia, ci si imbatte in un ingresso della metropolitana sul quale svetta l’iconica lettera “M”. La gente entra ed esce da quell’ingresso con l’aria di chi ha fretta e ha molte cose da fare. Peccato che qui non esista nessuna metropolitana: si tratta di un semplice sottopassaggio che collega i due lati di una stessa strada. 

L'ingresso della stazione metro di Omsk

La metropolitana di Omsk è stata progettata alla fine degli anni '80. In epoca sovietica si credeva infatti che ogni città con più di un milione di abitanti dovesse avere una metropolitana. Ma i lavori di costruzione a Omsk sono iniziati solo nel 1992.

Il ponte della metro

Il primo tratto, composto da sei stazioni, avrebbe dovuto aprire nel 1997; ma il taglio del nastro è stato rimandato per mancanza di fondi. Il progetto è stato costantemente posticipato e oggi, a distanza di tre decenni, si contano solo un ponte della metropolitana e alcuni tunnel. La costruzione delle stazioni Zarechnaja, Rabochaja e Tupolevskaja era stata avviata, ma è stata bloccata al livello delle fondamenta.

Le stazioni Rabochaja e Zarechnaja

La stazione Biblioteka Imeni Pushkina sembra una vera entrata della metro. Anche gli spazi interni erano praticamente pronti. Ma oggi la stazione è usata solo come sottopassaggio per attraversare la strada soprastante.  

La stazione Biblioteka Imeni Pushkina

E mentre le autorità cittadine si interrogano su che fare con questo progetto incompiuto, la cui manutenzione costa milioni di rubli all'anno, i residenti locali hanno trasformato la “metropolitana” in uno spazio creativo.

Il sottopassaggio

Giovani artisti e writer usano il sottopassaggio come luogo per installazioni concettuali dedicate ai temi scottanti del momento. È nata addirittura una comunità, chiamata Progetto M, che ha lo scopo di raccogliere idee per allestire mostre nella metropolitana. E così, nell’autunno 2020 è apparsa qui la scultura di un grande bullone e la scritta “Grazie per aver seppellito 13 miliardi di rubli sotto terra. 1992-?”.

Un’altra installazione è stata dedicata agli uccelli della Regione di Omsk: non solo alla fauna, ma anche a quei residenti che hanno “preso il volo”, se ne sono andati dalla città e sono tornati. 

Inoltre, nel sottopassaggio vengono messi in scena veri e propri spettacoli musicali e teatrali.

Alena Shapar, stilista e membro del Progetto M, ha persino ideato una maglietta con una stampa che mostra una confezione di noodles istantanei da cucinare in 27 anni e la scritta “Sapore di Omsk”. Alena dice di voler realizzare degli adesivi analoghi da distribuire a tutta la popolazione. 

Nel 2016 un altro abitante di Omsk, Anton Olejnik, ha avuto l’idea di realizzare dei gettoni per viaggiare nella metro: ne ha creati 300 che ha venduto poi su internet. 

La metropolitana di Omsk ha inoltre una sua mappa di fantasia: è semplice e intuitiva... perché c'è solo una stazione. Come dicono gli utenti nei commenti, perlomeno si tratta di un mezzo sicuro dove non si sono mai registrati incidenti!

Ma i residenti, non privi di ironia, stanno già pensando al domani: una caffetteria ha prodotto dei bicchieri di carta con la mappa delle future linee metropolitane, in modo che i passeggeri non si perdano in questa rete sotterranea sconosciuta.

Alcuni programmatori hanno deciso persino di sviluppare un'app per smartphone che mostra i tempi di percorrenza: diversi anni fa diceva che il prossimo treno sarebbe arrivato tra “1.195 giorni e 18 ore”, ma agli utenti è stato comunque consigliato di controllare in un secondo momento. 

E dopo la notizia che la stazione Biblioteka Imeni Pushkina sarà messa in disuso, un popolare negozio di gastronomia di Omsk ha iniziato a vendere panini a forma di lettera “M” che ha chiamato “MetroShish” (“shish” in russo significa “niente”).

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