Viaggiare sicuri: nuove regole per gli escursionisti sulle montagne della Russia

Da ora in poi sarà obbligatorio comunicare alle autorità locali il percorso che si intende seguire, per facilitare eventuali operazioni di ricerca e soccorso in caso di incidenti. Il provvedimento riguarda sia le agenzie, sia i singoli turisti

La risonanza internazionale ottenuta dal misterioso Passo Djatlov continua a sollevare ancora oggi questioni irrisolte: nel febbraio del 1959 nove escursionisti accampati nella parte settentrionale dei monti Urali morirono per cause sconosciute; durante la notte, tagliarono la tenda dall’interno e fuggirono seminudi e scalzi sulla neve. Alcuni di loro riportarono ferite inspiegabili. Nessuno sopravvisse a uno degli incidenti più misteriosi della storia sovietica e per decenni si presero in considerazione le teorie più assurde, nel tentativo di dare una spiegazione all’accaduto.

A 60 anni da quelle morti assurde la Russia ha riaperto le indagini per cercare di far luce sulla vicenda. Nel frattempo si stanno prendendo ulteriori provvedimenti per garantire la sicurezza dei moderni escursionisti.

Il Ministero russo delle Situazioni di emergenza, infatti, ha appena adottato un decreto che impone a tutti gli escursionisti di montagna di notificare ai servizi di emergenza, con dieci giorni di anticipo, i percorsi che intendono seguire.

Questo provvedimento riguarda sia gli operatori turistici, sia gli avventurieri indipendenti. Gli amanti della montagna dovranno registrarsi sui siti internet delle delegazioni locali del Ministero, o inviare una notifica ai rappresentanti di questi dipartimenti.

Così come ha fatto sapere il ministro Evgenij Zinichev, citato dall’ufficio stampa, l’obiettivo del provvedimento è finalizzato a ridurre il tempo di eventuali operazioni di ricerca e soccorso in caso di incidenti.

Al momento della registrazione, i turisti verrebbero avvisati di possibili pericoli o minacce incombenti sulla zona scelta.

 

 

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