Scalare il monte Elbrus, una delle Sette meraviglie della Russia

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Tutto quello che dovete sapere per organizzare un’entusiasmante avventura sulla vetta più alta d’Europa, considerata una delle cime più accessibili di tutti i continenti

Il monte Elbrus, la vetta più alta della catena del Caucaso, considerata una delle Sette meraviglie della Russia, è frequentato ogni anno da migliaia di turisti provenienti da ogni paese. Alcuni di loro sono appassionati di sci, altri invece sognano di conquistare una delle cime più alte del mondo.

Geologicamente, l'Elbrus è un antico vulcano spento, l'ultima eruzione avvenne approssimativamente 2.000 anni fa. 

Una delle vette più alte del mondo 

Tra i sogni più ricorrenti di ogni alpinista c’è quello di scalare, prima o poi, tutte le 7 vette, ovvero le cime più alte di ogni continente. Con i suoi 5.642 metri di altezza sul livello del mare, l’Elbrus occupa il quinto posto di questa classifica. 

“Spesso gli alpinisti scalano prima il Kilimangiaro in Africa, poi il monte Elbrus”, racconta Andrew Slate, che gestisce la compagnia turistica Beyond Red Square, specializzata in arrampicate ad alta quota. “Per molti si tratta della prima vera arrampicata sulla neve a un’altitudine così elevata”, dice.

Ma il monte Elbrus nasconde parecchie sorprese anche per gli scalatori più esperti. “Sono rimasto di stucco quando ho scoperto che la vetta più alta d’Europa non è sulle Alpi, bensì nel Caucaso”, dice Andy Mitchell, che di arrampicate estreme nella sua vita ne ha fatte tante.

L’istruttore di climbing Camilo Gomez, dagli Stati Uniti, aveva in programma un viaggio a Krasnodar per visitare alcuni amici e solamente lì si è reso conto che l’Elbrus era a soli 500 km di distanza. “Quando ho capito che la montagna più alta d’Europa era a poche ore di distanza, non ho saputo resistere: volevo scalarla ad ogni costo!”. 

Le difficoltà 

Nonostante l’Elbrus vanti il titolo di vetta più alta d’Europa, non è considerato una montagna “tecnicamente” difficile. 

Camilo confessa addirittura che il percorso meridionale, utilizzato dalla maggior parte dei turisti, si è rivelato troppo facile per lui. 

Per uno scalatore dilettante, l’unica condizione per completare la scalata fino alla vetta è quella di essere in buona salute. Ma gli esperti avvertono: se non si è degli alpinisti esperti, il rischio è quello di incorrere in mal di montagna, complicazioni cardiache, o di soffrire il freddo estremo e il maltempo. 

E così, la via più sicura per scalare questa montagna considerata “facile” è di unirsi a un gruppo organizzato, accompagnato da una guida certificata. 

Ma chi riesce ad arrivare in cima viene premiato da panorami mozzafiato e dalla sensazione unica di sentirsi sulla vetta del mondo. Nelle giornate più terse, poi, pare sia possibile vedere due mari: il Mar Nero e il Mar Caspio. 

Arrampicata in stile russo 

Alcuni scalatori decidono di avventurarsi sulle pendici dell’Elbrus per sperimentare le specifiche condizioni di arrampicata russe.

Il governo locale sta infatti lavorando per trasformare l’Elbrus in un centro sciistico e di arrampicata di prima categoria. E così la vetta più alta d’Europa è destinata a diventare uno dei principali biglietti da visita del paese. 

C’è ancora molta strada però da fare per completare le infrastrutture: alcuni alberghi, ristoranti e impianti sciistici sembrano rimasti fermi al periodo sovietico. Alcuni turisti, tuttavia, confessano di essere attratti proprio dal fascino retrò di questi luoghi. 

“Le infrastrutture sull’Elbrus sono eccezionali - dice Meng Koh, alpinista e attivista dal Colorado -. Amo le esperienze, diciamo, crude... preferisco le montagne al naturale, senza troppe infrastrutture: mi sento molto più in contatto con la natura”.

“Mi è piaciuto molto il posto dove abbiamo alloggiato e i dintorni - racconta Andy Mitchell - Le città della vallata sono molto carine, il rifugio ottimo e anche il cibo era buono. Non mi reputo il classico americano: amo le cose rustiche, minimaliste e pratiche. E queste sono esattamente le condizioni che ho trovato durante la scalata”. 

Si dice d’accordo anche Camilo: “Le culture e l’ospitalità della gente che vive attorno all’Elbrus sono sorprendenti. Posso affermare con convinzione che si tratta di una delle mie montagne preferite”. 

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica: “Bisognerebbe ripulire alcune zone dai mucchi di lamiere abbandonate e dalla spazzatura, rimuovendo anche i vecchi edifici in rovina”, dice Camilo.

“Spero che ci si attivi presto per rimuovere la spazzatura dalla montagna il prima possibile”, chiosa Meng. 

I pregiudizi 

Nella mente di molti stranieri, il Caucaso settentrionale è ancora indissolubilmente legato alle guerre in Cecenia e al terrorismo. Molte persone nutrono timori nell’avventurarsi in queste zone, e non si rendono conto che la situazione oggi è completamente diversa. 

“Posti come l’Elbrus possono aiutare la gente a cambiare idea - afferma Andrew Slate -. Una volta qui, ci si rende conto dell’estrema bellezza di questi luoghi e dell’ospitalità delle popolazioni locali”.

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