Il simbolo della resistenza russa nel “Periodo dei torbidi”: il Monastero di Borisoglebskij

Questo complesso architettonico religioso ha avuto un ruolo fondamentale negli anni drammatici di lotte per il trono e occupazioni straniere, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento: da qui partì la scintilla per liberare la Russia dagli invasori e farla tornare grande

Il Monastero di Borisoglebskij

All’inizio del XX secolo, il chimico e fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere vivide e dettagliate fotografie a colori (vedi il paragrafo in basso). La sua visione della fotografia come forma di educazione e di comprensione dell’esistente è stata espressa con particolare chiarezza attraverso le sue fotografie dei monumenti architettonici nei centri storici del cuore della Russia.

Il principale sostegno logistico arrivò a Prokudin-Gorskij dal Ministero dei trasporti, che agevolò il progetto fotografico lungo le ferrovie e le vie fluviali del Paese. Il viaggio lungo il Volga fu estremamente producente e incluse foto dell’area attorno alle città storiche della provincia di Jaroslavl, a nordest di Mosca.

Durante il suo lavoro nella zona nell’estate del 1911, Prokudin-Gorskij visitò la piccola città mercantile di Borisoglebskij, situata sull’antica strada tra Rostov e Uglich. L’oggetto della sua visita era il veneratissimo monastero dei SS. Boris e Gleb, dedicato ai giovani principi di Kiev, martirizzati all’inizio dell’XI secolo. Il monastero fu fondato nel 1363 dai monaci di Novgorod Fedor e Pavel, con la benedizione di San Sergio di Radonezh, la guida del monachesimo moscovita.

Dopo questi inizi di buon auspicio arrivò un’ulteriore grandezza. Il monastero divenne presto il preferito dai sovrani moscoviti, tra cui lo zar Ivan III (il Grande, 1440-1505) che vi fu battezzato nel 1440. Suo figlio Basilio III e suo nipote Ivan IV (il Terribile) continuarono il patronato reale sulla struttura.

A sinistra, la croce con la quale Irenarch ha benedetto Pozharkij e a Kuzma Minin; a destra: oggetti appartenuti a Irenarch

La costruzione in muratura del monastero iniziò nei primi anni del Venti del Cinquecento, durante il regno di Basilio III, con la creazione di una fabbrica di mattoni. I monumenti di quel periodo includono la Cattedrale dei SS. Boris e Gleb, costruita nel 1524, e la Chiesa del Refettorio dell’Annunciazione (1524-1526), ​​entrambe attribuite al capomastro Grigorij Borisov.

Il monastero Borisoglebskij, 1911

Ivan il Terribile (1530-1584) arricchì il monastero e il suo status. Ma gli enormi sconvolgimenti del suo regno ebbero conseguenze pesanti per la Russia, che portarono fino al “Periodo dei torbidi”, una grave crisi dinastica, con lotte per il trono e invasioni straniere. La situazione cominciò a stabilizzarsi solo nel 1613 con l’ascesa al trono di Michele, il primo zar Romanov.

La drammatica vita di un anacoreta

Il monastero dei SS. Boris e Gleb raggiunse il suo momento di maggiore fama grazie alla vita di un monaco conosciuto come “Irenarch, il Recluso di Rostov” (1547-1616). Commerciante locale di origini contadine, Irenarch entrò nel monastero all’età di trent’anni e adottò uno stile di vita radicalmente ascetico. Tra le altre osservanze, indossava pesanti catene e croci, alcune delle quali fotografate da Prokudin-Gorskij.

Monastero Borisoglebskij, Chiesa della Purificazione, 4 ottobre 1992

Alla fine, Irenarch si rinchiuse in una piccola cella nella parete est del monastero. Quando la sua fama aumentò, molti cercarono la sua benedizione. Durante i peggiori anni del “Periodo dei torbidi” aizzò le folle dalla sua cella contro le pretese polacche sul trono moscovita e radunò il sostegno alla resistenza nazionale per espellere gli invasori polacco-lituani.

Il punto più alto di questa difesa avvenne nel 1612 quando Irenarch impartì la sua benedizione al principe Dmitrij Pozharkij e a Kuzma Minin, i leader dell’esercito popolare che riconquistò Mosca dopo aspri combattimenti dalla fine di agosto all’inizio di ottobre. Si dice che Pozharskij e Minin considerassero Irenarch il loro consigliere spirituale.

Alla fine del XVII secolo, una grande espansione del monastero fu intrapresa con il sostegno di un alto prelato della Chiesa, il metropolita Jonah (Sysoevich), che costruì tanto nella vicina Rostov. Non a caso, l’architettura di Borisoglebskij deve molto allo stile del “Cremlino di Rostov”, in particolare l’arcivescovado.

Monastero Borisoglebskij, 1911

La costruzione dell’Arcivescovado di Rostov si è concentrata sulle magnifiche chiese e sulla loro arte: le pareti erano in gran parte decorative. Per contrasto, le nuove mura di Borisoglebskij erano enormi, simili a una fortezza su una scala che ricorda il grande monastero Kirillo-Beloserskij a Kirillov, che fu pure fotografato da Prokudin-Gorskij. Ad esempio, la parete est della fortezza trapezoidale era di 100 metri di lunghezza, 12 metri di altezza e 2,5 metri di spessore.

Un passato conservato nelle fotografie

Durante il regno di Pietro il Grande, le risorse furono reindirizzate verso la nuova città di San Pietroburgo (fondata nel 1703) e molte ricchezze monastiche furono confiscate.

Monastero Borisoglebskij, Chiesa della Purificazione, 4 ottobre 1992

Questo processo continuò con la secolarizzazione delle terre monastiche durante il regno di Caterina la Grande, che cedette le partecipazioni principali del monastero al principe Grigorij Orlov. Lo status del monastero dei SS. Boris e Gleb fu sostanzialmente ridotto, anche se rimase un luogo di pellegrinaggio per tutto il XIX secolo e all’inizio del XX, quando Prokudin-Gorskij lo visitò.

Tra le sue numerose fotografie c’è un’ampia vista del complesso da un pascolo a est. Questa magnifica prospettiva mostra l’intero monastero, tra cui la chiesa di San Sergio di Radonezh oltre la porta meridionale (a sinistra; risalente a circa il 1680), la parete est e le torri (fine XVII secolo), il campanile e la chiesa di Giovanni Battista (1682), la Cattedrale dei SS. Boris e Gleb, la Chiesa dell’Annunciazione e la torre angolare di nordest. Al momento della mia visita nel 1992, questa vista era coperta, ma le fotografie rendono bene la grandezza delle mura.

Monastero Borisoglebskij, Chiesa della Purificazione

Le vedute più ravvicinate di Prokudin-Gorskij includono la pittoresca Porta Nord, o dell’Acqua, con le cappelle affiancate e le torri rotonde nella parete nord. I dettagli decorativi sono delineati in rosso. Particolarmente vividi sono gli elementi in cima agli archi della porta, detti girki.

Monastero Borisoglebskij, Chiesa della Purificazione, vista del lato meridionale, 4 ottobre 1992

Visibile sopra la porta è la parte inferiore della facciata nord della Chiesa della Purificazione. La data di solito ritenuta più probabile per la costruzione di questo monumento è il 1680, anche se il suo completamento avvenne almeno un decennio dopo. Il mercato cittadino si trovava all’ombra della chiesa della porta, ma Prokudin-Gorskij riuscì a immortalare la zona in un momento in cui lo spazio, con il suo marciapiede lastricato, era stranamente vuoto. La mia fotografia dà un senso più ampio della struttura.

Chiesa di San Sergio, 1911

Anche Prokudin-Gorskij fotografò la Porta Sud, sormontata dalla Chiesa di San Sergio. Sfortunatamente manca il negativo di vetro originale, ma la stampa di contatto è molto interessante. Senza gli edifici del mercato circostante, la Porta Sud offre una visione più chiara dell’esuberanza decorativa della fine del XVII secolo.

Chiuso nel 1924, il Monastero dei SS. Boris e Gleb sopravvisse come un ensemble architettonico in gran parte grazie alla sua conversione in museo di storia locale. Settanta anni dopo, nel 1994, parti del complesso vennero restituite alla Chiesa ortodossa russa, che ora ha il possesso dell’intera struttura. Il processo di restauro prolungato e complicato continua fino ai nostri giorni.

Chiesa di San Sergio, lato meridionale,  4 ottobre 1992

Prokudin-Gorskij, il suo metodo e la sua eredità

Nei primi anni del XX secolo il fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere fotografie a colori. Tra il 1903 e il 1916 viaggiò per l’Impero Russo e scattò oltre 2.000 foto con il nuovo metodo, che comprendeva tre esposizioni su una lastra di vetro. Nell’agosto del 1918 lasciò la Russia con gran parte della sua collezione di negativi su vetro e si stabilì in Francia. Dopo la sua morte, a Parigi, nel 1944, i suoi eredi vendettero la collezione alla Libreria del Congresso Usa. All’inizio del XXI secolo la Libreria del Congresso ha digitalizzato le immagini di Prokudin-Gorskij, rendendo le foto pubblicamente e gratuitamente disponibili al pubblico mondiale. Un gran numero di siti russi ora ha una copia della collezione. Nel 1986 lo storico dell’architettura e fotografo William Brumfield organizzò la prima mostra delle foto di Prokudin-Gorskij alla Libreria del Congresso. In un lungo periodo di lavoro, cominciato agli inizi degli anni Settanta del Novecento, Brumfield ha rifotografato la gran parte dei luoghi visitati da Prokudin-Gorskij. Questa serie di articoli mette a confronto questi complessi architettonici a circa un secolo di distanza.

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