Le prime istituzioni statali della Rus’ avevano una struttura semplicissima: i funzionari si contavano sulle dita di una mano, mentre le liti, le discordie e i delitti, che accompagnavano la vita dei cittadini, abbondavano. Per questo motivo, chiunque si appellasse alle istituzioni, specie nelle grandi città, portava con sé un “nos” (dal verbo “nosit”, cioè “portare”; in russo “nos” significa anche “naso”).
Sergej Ivanov
Il “nos” raramente era in denaro, il più delle volte si portavano caviale, miele pregiato, pellicce o vestiti. Se il funzionario prendeva il “nos”, allora c’era speranza. Se, invece, lo rifiutava, il richiedente “restava con un palmo di naso”…
Tuttavia, il caviale e le pellicce erano “tangenti” che offrivano i ricchi. Nelle campagne e nei piccoli villaggi la situazione era diversa. Esisteva il sistema detto “kormlenie” (dal verbo “kormit”: nutrire, cibare). Chi poteva mai voler diventare “volostel”, cioè rappresentante del principe, in una località lontana, piena di problemi? Probabilmente, un guerriero con meriti del passato o una persona che conosceva le leggi.
Sergej Ivanov
Questa persona bisognava però motivarla, perché spesso l’impresa era abbastanza pericolosa. Al rappresentante si prometteva allora che sarebbe stato mantenuto dalla popolazione locale. Infatti, gli abitanti gli portavano pane, carne, formaggi, fieno e avena per i suoi cavalli. In più, i “mantenuti” incassavano le tasse giudiziarie, i diritti doganali, le imposte sul reddito, le aliquote pagate dai gestori dei punti di vendita e da chi si occupava di commercio all’ingrosso, ecc. È con questi soldi che il “volostel’” manteneva la famiglia e la servitù.
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Durante il regno di Ivan il Terribile il sistema del “kormlenie” fu sostituito con quello dei voivodati. Quanto a oggi, i dipendenti pubblici, in Russia, non possono accettare dai cittadini regali che abbiano un valore superiore a 3000 rubli (circa 30 euro).
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